IL SISTEMA DELLE CASTE IN INDIA (caste system in India)

foto by PASSOININDIA

La struttura sociale indiana è stratificata gerarchicamente in caste in cui i gruppi e gli individui che vi appartengono vengono guidati da prescritte norme, valori e sanzioni sociali (tra cui anche la definitiva esclusione dalla comunità) tipici di quella casta, realizzando così specifici modelli di comportamento. La casta viene ereditata per nascita. Nel concetto di casta vi sono quelli di varna e jati. Varna significa colore e, ad ogni casta, ne è associato uno. Ai Bramini (i sacerdoti, sacrificatori e conoscitori dei testi religiosi), gli appartenenti alla casta più alta nella gerarchia, venne associato il colore bianco, ai Kshatria (i guerrieri e i prinicipi) il rosso, ai Vaisia (gli agricoltori, i commercianti e gli artigiani) il giallo. Ai Shudra, i servitori degli altri tre Varna (cioè i gruppi nobili – arya – o rigenerati – dvija – ), venne associato il nero. La gerarchia dei varna configura anche il grado di purezza di ogni gruppo, partendo dai Brahmini, i più puri, fino ai Shudra, gli impuri o contaminati. Mentre le prime tre caste hanno pieno diritto di culto, ai Shudra non è sempre permesso di offrire sacrifici agli dei. L’appartenenza ad una casta determina il ruolo sociale di chi vi appartiene, quindi il tipo di professione svolta, la persona da sposare (che deve appartenere alla stessa casta – endogamia -) e persino l’alimentazione. Con l’emergere di nuovi gruppi sociali e nuove attività il sistema delle caste si è successivamente evoluto in sottocaste (jati o comunità). Non tutti gli individui appartengono ad una casta. I cosiddetti “fuori casta” (avarna – senza colore – anche detti “paria” o “intoccabili”) sono coloro che lavorano a contatto con la morte e le cose impure (ad esempio la rimozione delle carcasse di animali, la pulizia delle strade e delle latrine, la lavorazione delle pelli, l’uccisione dei topi), i barbari, i tribali (che vivono sulle montagne o nella giungla e comunque al di fuori della società) e i figli di unioni di jati diverse. Agli intoccabili è proibito entrare nei templi ed essi non possono essere cremati alla loro morte. Chi tocca un intoccabile deve immediatamente lavarsi le mani per purificarsi. Se un intoccabile osasse attingere acqua da un pozzo pubblico, l’acqua si inquinerebbe e nessun altro potrebbe usarlo.
Ogni individuo che nasce in una casta, ne assume incondizionatamente lo status e il ruolo conforme a questa identità. Ogni persona nasce quindi in un inalterabile status sociale. La casta è quindi un gruppo sociale chiuso. Questo sistema trova il suo fondamento religioso nei Veda, gli antichi testi religiosi a base dell’induismo, scritti in sanscrito (ma tramandati oralmente dalla loro antichissima origine), che hanno derivazione dal popolo degli Arii, arrivati in India settentrionale intorno al 1500 a.c. Una teoria storica fa addirittura coincidere la nascita dei varna con l’arrivo in India di questo popolo di pelle chiara, provenienti dal Nord dell’Asia e dall’europa del Sud, che trovò, al suo arrivo, altre razze che già vivevano in territorio indiano, come i Negrito, dalla pelle nera, simili agli africani, i Mongoloidi, simili ai cinesi, gli Austroloidi simili agli aborigeni australiani e i Dravidiani, i più numerosi, di origini mediterranee. Con gli Austroloidi e i Dravidiani, gli ariani ebbero la maggior parte dei loro contatti. Per il resto gli ariani non rispettarono le culture delle popolazioni locali che furono quindi costrette a diventare loro servi oppure a fuggire sulle montagne o verso sud.
Gli Ariani si organizzarono in tre gruppi, quello dei guerrieri (Rajayana poi divenuto Rajayana Kshatria), quello dei sacerdoti, (brahmani), che riuscirono a conquistare il potere, quello dei contadini e degli artigiani (Vaisia).
Nel Rig Veda (1700-1100 a.c.), uno dei testi della raccolta dei Veda, è raccontato che l’uomo primordiale – Purush – ha distrutto al fine di creare una società umana. Dalle parti del suo corpo sono stati creati i varna. Cosi, in base ad una gerarchia decrescente, dalla sua testa sono stati creati i brahmani, dalle sue mani i Kshatrias, dalle sue cosce i Vaishias e dai suoi piedi i Sudras. Altra teoria religiosa sostiene che i Varna abbiano avuto origine dagli organi del corpo di Brahma, l’assoluto creatore del mondo.
Nella popolare Bhagavad-Gita ancora di più viene sottolineata l’importanza di appartenenza alla casta e dell’adempiere il proprio dovere sociale.
Nell’induismo, l’obbedienza alle regole della casta cui si appartiene diventa un dovere religioso. L’appartenenza ad una casta, acquisita per nascita, è il risultato attuale di un comportamento passato e il buono o cattivo rispetto dei doveri di casta (secondo il principio del dharma), oggi, determinerà l’appartenenza ad una casta, superiore o inferiore, nella prossima vita (secondo il principio del kharma). Infatti, la casta nella quale un individuo nasce è il risultato delle azioni che ha commesso in una vita precedente. Così, una persona veramente virtuosa della casta Shudra (i servitori) potrebbe essere premiata con la rinascita a bramino nella sua prossima vita. Le anime possono muoversi non solo tra i diversi livelli della società umana, ma anche trasmigrare nel corpo di animali, il che spiega il vegetarismo di molti indù.
In questa visione le ineguaglianze fra gli uomini sono quindi la conseguenza di azioni nelle vite passate, ed hanno tuttavia un valore provvisorio, valgono cioè fino alla morte dell’individuo e alla sua successiva reincarnazione (samsara), dato che è possibile essere virtuosi nel corso della vita attuale al fine di raggiungere una stazione più alta nella prossima rinascita.
Il sistema delle caste venne usato dagli inglesi, insidiatisi in India nel 1757, come mezzo di controllo sociale. Si allearono con la casta dei bramini, ripristinando alcuni privilegi che erano stati abrogati dai governanti musulmani. Tuttavia, gli inglesi resero illegittime, in quanto considerate discriminatorie, alcune usanze indiane riguardanti le caste inferiori. Nel XIX e XX secolo si parlò addirittura di abolire lo status di intoccabile e nel 1928 fu permesso ai “dalit” di entrare in un tempio. Il grande Gandhi si è battutto per l’emancipazione dei dalit, dandogli il nuovo nome di Harijan o “figli di Dio” .
Il nuovo governo indiano insediatosi a seguito dell’Indipendenza indiana, avvenuta il 15 agosto 1947, ha istituito vari leggi per proteggere le “caste e le tribù”, includendovi sia gli intoccabili che i gruppi tribali che, ancora oggi, vivono stili di vita tradizionali. Queste leggi, tuttora vigenti, includono sistemi di quote per garantire l’accesso all’istruzione e ai posti di governo.
Infatti, per legge, in applicazione degli articoli 341 e 342 della Costituzione indiana del 1950, sono state formate le “Schedule Caste” e le “Schedule Tribes” ovvero gli elenchi delle caste degli intoccabili e delle tribù,. Sul sito del governo indiano http://www.indiangovernmentwebsite.com/how-do-i-obtain-caste-certificate/ è spiegato come ottenere il “certificato di casta” la cui funzione è così ivi descritta: “un certificato di casta è la prova della propria appartenenza ad una casta particolare, soprattutto nel caso in cui non si appartenga a nessuna delle “caste”, come specificato nella Costituzione indiana. Il governo ha ritenuto che le Scheduled Castes and Tribes abbiano bisogno di un incoraggiamento speciale e dell’opportunità di progredire allo stesso ritmo del resto della cittadinanza. Di conseguenza, l’Indian System of Protective Discrimination ha previsto alcuni privilegi speciali concessi a questa categoria di cittadini, quali la riserva di posti nelle assemblee legislative e di Governo, la riduzione parziale o totale delle tasse scolastiche e dei college, la riserva di quote di iscrizione alle istituzioni educative, il rilassamento dei limiti massimi di età per l’accesso a determinati posti di lavoro, ecc. Per poter usufruire di questi privilegi, un cittadino appartenente ad una casta deve essere in possesso di un valido certificato di casta.”. I moduli per ottenere il certificato di casta sono disponibili on-line o presso appositi uffici locali. Nel caso in cui nessuno dei familiari di chi chiede il certificato abbia già ricevuto un certificato di Casta, il governo, prima di rilasciare il certificato, opererà un’indagine locale e chiederà una prova di residenza nello Stato per un periodo minimo stabilito ed una dichiarazione giurata di appartenenza alla casta.
In India la maggior parte dei matrimoni sono combinati e per questo spesso le famiglie si rivolgono ai molti siti matrimoniali su internet, oltre alle agenzie locali, pubblicizzati anche sui giornali, per trovare il marito o la moglie perfetta per i loro figli. La ricerca parte proprio da una prima selezione basata sulla religione e la casta di appartenza.  Un sito famoso è http://www.shaadi.com/matrimonials/indian-castes.

Altre religioni in India come quelle dei Sikhs, Gianisti e Buddisti non riconoscono il sistema delle caste ma, in pratica, nella vita quotidiana (anche ai fini delle unioni matrimoniali) il sistema delle caste svolge un ruolo importante.

vuoi leggere ancora sulle caste indiane?    vai qui  http://www.passoinindia.com/#!Il-sistema-delle-caste-Indiane/c48n/56d1b30f0cf24bcda4778e6f

31 thoughts on “IL SISTEMA DELLE CASTE IN INDIA (caste system in India)

  1. solomenevo scrive:

    Interessantissimo, grazie!
    Purtroppo tutto il mondo è paese… ma l’India è uno di quei paesi “più paesi” degli altri.

    p. es.: il primo collegamento (http://india.gov.in/howdo/howdoi.php?service=4) dà 404 “page not found”

  2. solounoscoglio scrive:

    A me risulta intollerabile. È un opinione personale.

    • passoinindia scrive:

      Radicata da millenni nella cultura indiana.

      • solounoscoglio scrive:

        lo so, per questo non oso dire altro. ma non lo approvo ugualmente, il valore dell’essere umano, resta comunque al di sopra. spero di non urtare la vostra sensibilità, se l’ho fatto chiedo scusa.

      • passoinindia scrive:

        assolutamente no. siamo d’accordo con te.

      • saluti75 scrive:

        Scusa il mio intervento, ma che significa il radicato da millenni nella cultura indiana? Sinceramente questo ha poco senso, altrimenti giustificheremmo sempre tutto e tutti, basta affermare che la cosa è radicata.

      • passoinindia scrive:

        ciao, intanto ti ringrazio per essere qui, Per quanto riguarda la tua osservazione la frase che riporti, e che io ho scritto, sta a significare che il sistema delle caste, condivisibile o meno, è un dato di fatto che regola tutta la società indiana. Solo questo.

  3. solounoscoglio scrive:

    e grazie per avermi compresa.

  4. Albardili scrive:

    Grazie PassoinIndia per queste spiegazioni così dettagliate che hanno arricchito le mie conoscenze sulle Caste🙂

  5. marcellavincenzo scrive:

    molto interessante il tuo articolo sulle caste, …continuerò a seguirti.

  6. eva scrive:

    grazie, interessante e utile

  7. […] Va premesso che, in India, il tipo di casta cui si appartiene determina lo status sociale e le relazioni tra le persone (quando si combina un matrimonio lo si fa accuratamente tra sposi della stessa casta). Ma i Dalit non sono “classificabili” in nessuna delle quattro caste ufficiali in cui si divide la società indiana (la casta più bassa è quella dei servi o shudra) (per approfondire rimando all’articolo sul blog PASSOININDIA (https://passoinindia.wordpress.com/2012/11/10/il-sistema-delle-caste-in-india-caste-system-in-india/). […]

  8. ciao dove posso trovare informazioni sul l’Indian System of Protective Discrimination

  9. Mauro scrive:

    Molto interessante. L’India manca ancora ai miei viaggi, ma è una lacuna che prima o poi mi propongo di colmare. Mi sembra un universo di popoli e di culture che un semplice viaggio non basterà certo a conoscere appieno! Secondo me l’importante è non approcciarsi a questa società con l’arroganza e la superbia che spesso noi occidentali tendiamo ad avere con ciò che non conosciamo o che ci sembra “primitivo” o “arretrato”. Spesso viaggiando e conoscendo, si impara ad avere più umiltà, verso noi stessi e verso coloro che andiamo a visitare.
    Namastè!

    • passoinindia scrive:

      Ciao Mauro. Non sai quanto mi faccia piacere questo commento. Sono perfettamente d’accordo. Se non si conosce non si può giudicare. Credo tu abbia colto il vero spirito del viaggiatore. Se un giorno deciderai di andare fammi sapere così ti consiglio. Un saluto.

      • Mauro scrive:

        Come avrai visto dal mio sito, sono un “viaggiatore per caso”, ma non per questo mi stanco mai di conoscere e di incontrare culture nuove. Quest’anno sarà la volta delle Filippine, ma non è escluso che per il prossimo inverno non metta l’India nel mio taccuino di viaggio! Intanto complimenti per il tuo bellissimo sito!

      • passoinindia scrive:

        grazie. complimenti anche per il tuo lavoro sul tuo blog. Quando deciderai di andare fammelo sapere. Ti darò due dritte per l’organizzazione. Un saluto.A proposito, viaggiare da dipendenza.

      • passoinindia scrive:

        a proposito, vieni a trovarmi su facebook. Passoinidia.

      • Mauro scrive:

        ciao… Ripensando alle tue parole mi piacerebbe che mi aiutassi a pianificare un viaggio in India. le date indicative per ora sarebbero dal 20 dicembre all’8 Gennaio 2015. Puoi darmi un indirizzo mail o qualsiasi altro contatto dove possiamo parlarci con calma? Grazie!

  10. Patsy scrive:

    Interessante affascinante e sconcertante. Stavo cercando info per spiegarlo meglio al mio bimbo di 9 anni. Grz!

  11. Perplesso scrive:

    p.s. Scusa non ho capito se te intendevi dire questa cosa avevo aperto un pò di pagine e questa cosa delle pelle la dicevano in diversi ma non è vera. Ma dove hai letto che gli ariani erano bianchi ? Bianchi in che senso biondi ? Dario il re persiano disse di essere un ariano, ma non è raffigurato bianco, o meglio era si indoeuropeo ma moro, come un italiano se vogliamo.

    • passoinindia scrive:

      sono contenta che tu alla fine abbia capito, capita di sbagliare e confondersi leggendo qua e là. Gli Arii,erano antichi pastori che nel 2000 a.c. si spostarono per cercare nuove terre per il loro bestiame fin nelle regioni dell’Asia centrale. Non furono pacifici anzi si impossessarono violetemente dei quelle terre. Il loro nome significa “nobili, puri>” sono detti anche Indoeuropei perche invasero l’India e l’Europa e li si insediarono fondandovi potenti imperi come ad esempio quelli persiani. La loro pelle era bianca e i loro capelli biondi. Pare che accentuassero tali loro caratteristiche decolorandosi ancr piu i capelli e schiarendosi ancor piu la pelle con ciprie e trucchi vari.
      Per il momento ti auguro Buona Pasqua.

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