VENITE CON ME NEL KARMA (PARTE 5)

Pangong Tso Lake - confine tra India (Ladakh) e Cina (Tibet), 4250 msl -

IL KARMA O LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO a cura di Sabina Guzzanti

(PARTE 5) continua da parte 4

Come può essere e come si manifesta (il Karma)

Il Buddismo esamina il karma sotto diversi aspetti dividendolo in varie categorie. Le principali sono: karma positivo, karma negativo, karma presente, karma passato, karma mutabile e immutabile, karma che si manifesta nella vita presente e karma che si manifesta dopo essere rinati in un tempo del remoto futuro.
Il termine karma positivo indica le azioni nate da buone intenzioni, dalla gentilezza e dalla compassione; il karma negativo si riferisce alle azioni indotte dai desideri terreni come stupidità, avidità e collera. L’Antologia dell’analisi della Legge e altri trattati tradizionali del Buddismo individuano dieci fondamentali atti malvagi che causano il karma negativo: le tre malvagità fisiche di uccidere, rubare e tenere un comportamento sessuale sregolato, le quattro malvagità verbali di mentire, adulare (o parlare superficialmente o a vanvera), diffamare e fingere, e le malvagità mentali di collera, avidità e stupidità (o rimanere attaccati alle visioni errate).
Il karma presente è il karma i cui effetti si manifestano nella vita presente. Il karma passato è quello formato in una vita precedente. Il karma immutabile produce un effetto prefissato nel tempo (un esempio di karma immutabile è la durata della vita), al contrario di quello mutabile il cui effetto e tempo non sono predeterminati.
Il karma più leggero può produrre il suo pieno effettonello stesso periodo di vita in cui è stato creato. Se le cause sono più pesanti esse continueranno a produrre sofferenza o gioia anche nella prossima esistenza.
Il karma può avere uno “spessore”. Aumenta se i pensieri si trasformano in parole e si ingigantisce quando diventano azioni.
Il karma dipende anche dall’oggetto con cui ci mettiamo in relazione sia in senso positivo che negativo. Scrive Nichiren Daishonin: «Se qualcuno percuote l’aria con un pugno non si fa male, ma se colpisce una roccia si fa male… la gravità di un peccato dipende da chi viene offeso» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 106).
Da questo punto di vista calunniare la Legge è considerata la causa più negativa che esista, e lodare la Legge la causa più positiva. L’atteggiamento verso la Legge forma dunque un karma completamente differente da quello creato nelle azioni della vita quotidiana.
Si parla anche di causa karmica, tendenza karmica e relazione karmica.
La causa karmica è il karma vero e proprio. Come abbiamo detto, ogni persona è erede del proprio karma, crea il proprio destino in ogni momento, che lo voglia oppure no. Una volta piantato il seme, o causa, l’effetto rimane impresso nella nostra vita come energia latente, come una forza pronta a esplodere appena si presenta l’occasione giusta. Perché si manifesti un effetto sono necessarie due condizioni: la causa interna e l’occasione esterna. Se manca l’una o l’altra non si può manifestare nessun effetto. Tutti possono ottenere l’Illuminazione perché ognuno ha in sé il seme della Buddità. Incontrare la pratica buddista è l’occasione esterna per manifestare la parte illuminata già presente nella profondità della nostra vita.
La tendenza karmica è quell’attitudine che si presenta nella nostra vita in seguito alla ripetizione costante di determinate azioni. Assomiglia a una forza che trascina. È una strada facile da imboccare perché mille volte battuta.
La relazione karmica è un legame più o meno profondo che abbiamo con cose o persone. Anche se più in generale c’è una relazione profondissima tra ogni individuo e il resto dell’universo. «La vita in ogni istante abbraccia sia il corpo che lo spirito, sia l’io e l’ambiente di tutti gli esseri senzienti in ognuno dei dieci mondi e dei tremila mondi come pure gli esseri insenzienti» (ibidem, p. 3).

 (continua………….)
Photo by Passoinindia: (Pangong Tso Lake – confine India (Ladakh) e Cina (Tibet) 4350 slm)

10 thoughts on “VENITE CON ME NEL KARMA (PARTE 5)

  1. solounoscoglio scrive:

    molto interessante, purtroppo conosco gente che del karma se ne fa un alibi…

    • passoinindia scrive:

      Si hai ragione, ognuno ha il suo modo di pensare, ma l’ importante è avere fede. Come dice un proverbio “mano to Ganga nahi toh behta pani” che significa “se credi è Ganga, altrimenti è solo acqua che scorre”. Ganga o Gange è il fiume sacro dell’ India.

  2. solounoscoglio scrive:

    grazie! mi piacerebbe sapere come conosci questo mondo….

  3. solounoscoglio scrive:

    avrei tante domande da farti…sono fortemente attratta dal tuo paese, dalla sua immensa spiritualità, il grande Gandhi poteva solo nascere in India…ma come può convivere accanto tanta cultura l’ignoranza e la crudeltà verso le donne. scusa la mia schiettezza, probabilmente sono io quella ignorante….

    • passoinindia scrive:

      La tua domanda è molto interessante e non è cosi facile rispondere. L’ India è un paese meraviglioso, ricco di storia, cultura, dove sono nate importanti religioni del mondo come Indusimo, Buddismo, Sikhismo, Janisimo Ma dove ci sono cose buone ci sono anche quelle cattive, come con le rose ci sono le spine. In india il 70 percento delle persone abitano nei villaggi dove ancora si crede come 1000 anni fa. Nei testi sacri induisti come ad esempio La legge di Manu e i Purana la donna è considerata al totale servizio dell’uomo. Ti consiglio di vedere un bellissimo film, WATER, di Deepa Metha (regista indiana) dove il tema è la storia di una vedova bambina. Oggi la condizione delle donne è migliorata, soprattutto nelle città dove hanno più indipendenza, anche se ancora tanto c’è da fare. Per il resto tante usanze sono morte per fortuna (il sati e matrimoni tra bambini) ma resta ancora la credenza che sia meglio avere un figlio maschio, che non impegna nella dote in caso di matrimonio (che nella maggioranza dei casi è combinato). Per la mia esperienza ho visto più donne, rispetto a uomini, piangere per la nascita di una figlia femmina e chiedere con più forza, rispetto agli uomini, una congrua dote per il loro figlio. Il cambiamento deve partire proprio dalle donne e da una nuova consapevolezza del loro vero valore. Con questo non voglio trovare giustificazioni alle violenze familiari, fisiche e psicologiche, che spesso le donne devono subire. Scriveremo presto qualcosa in proposito. Ci fa piacere rispondere a ogni tua domanda.

  4. Mr. Incredible scrive:

    Cercavo di capire da dove iniziare a leggere non trovando un About. Penso sia voluto.
    Poi mi ha colpito la foto del lago, un lago a oltre 4000 metri di altezza quando da noi ci sono solo pendii a quelle quote. E l’acqua cristallina. E’ un posto meraviglioso.
    Il mio scrittore preferito chiamava l’India “Mamma India” ed è andato a passare i suoi penultimi mesi in una Stupa sugli altipiani, Tiziano Terzani. Un Fiorentino che ha fatto del mondo la sua casa, con una stanza privilegiata l’India.
    Io purtroppo ci sono stato una volta sola, quindi mai.
    Uno dei miei migliori amici ora è li, e mi racconta ridendo degli occidentali fricchettoni stile Flower Power.
    Ti/Vi leggerò con calma.

    • passoinindia scrive:

      Questo blog è stato aperto il 30 settembre, così, una sera in cui qualcuno ha lanciato questa idea. Lo abbiamo settato senza consigli informatici. E poi, quando ancora era nudo e crudo, abbiamo cominciato a scrivere. All’inizio neppure sapevamo come si inserisse l'”about” e quindi ci siamo descritti in un post titolato “perché questo blog”. La scelta iniziale è stata di non volerci identificare singolarmente perché ogni contributo diventasse parte di un tutto omogeneo e inscindibile. Perchè fosse semplicemente PASSOININDIA. E forse perché timidamente ci affacciavamo a una realtà per tutti nuova. Forse, in futuro, chissà.

    • passoinindia scrive:

      Scusa, dimenticavo Terzani. Grande, grandissimo. Come oggi non ce ne sono quasi più. Ho un amico indiano cui un giorno, in una sede di Feltrinelli, mostrai un libro di Terzani con l’intenzione di raccontargli chi fosse e del suo legame con l’india. Lui, che è di Varanasi, mi disse “mio padre lo incontrava, a Varanasi”. Neppure suo padre vive ancora ma vorrò farmi raccontare di quegli incontri. Le foto sono state scattate, personalmente, in Ladakh che è in India anche se India non sembra. Non è almeno la classica India che siamo abituati a vedere. Posto fantastico, sopra le nuvole. Merita.

    • passoinindia scrive:

      Ecco Terzani. Con Agosti.

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