2012 Un anno nero per le tigri Indiane

tiger

Il 2012 sarà considerato un anno nero per la conservazione delle tigri Indiane, perchè quest’ anno (fino al 22 novembre) 78 tigri sono morte, di cui 50 uccise da bracconieri e 28 per cause naturali, il numero più alto negli ultimi 12 anni. Dei decessi di quest’ anno, 14 sono state registrati nella riserva di Tadoba, nello Stato di Maharashtra, seguito da Karnataka (13) e Uttarakhand (12).
La cifra più vicina a questa è del 2001, quando le tigri uccise furono 71. Il drammatico aumento dei decessi delle tigri ha denigrato gli sforzi di conservazione di questi esemplari.
In precedenza, 56 tigri sono state uccise nel 2011, 53 nel 2010 e 66 nel 2009. Queste cifre indicano minacciose che il commercio illegale di tigri continua a prosperare con la domanda immutata da oltre confine, in particolare dalla Cina.
Le parti del corpo delle tigri vengono utilizzate per preparare farmaci, per lo più afrodisiaci, nei Paesi Sud-Asiatici. Anche se il governo Indiano sostiene di aver adottato una serie di misure per contrastare il bracconaggio delle tigri, gli sforzi non stanno producendo risultati significativi.

Sei mesi fa, il National Tiger Conservation Authority (NTCA) – l’agenzia principale per la conservazione e la protezione delle tigri – ha modificato le sue norme in materia di trattamento delle morti delle tigri.
Secondo l’ NTCA il bracconaggio è da considerarsi la prima causa di morte di ogni tigre, salvo prova contraria. Ciò è stato fatto per scoraggiare gli ufficiali forestali a dipingere ogni morte come naturale.
L’ ambientalista del Wildlife Belinda Wright ha espresso preoccupazione per i casi crescenti di morti delle tigri. “Nonostante le nuove iniziative da parte del governo, quest’anno, i casi di bracconaggio sono stati eccezionalmente elevati. E ‘una questione preoccupante “, ha detto.
Riguardo le ragioni che stanno dietro questi decessi , la Wright ha detto: “il crimine contro la natura è diventato un business molto redditizio, che fornisce forte motivazione ai bracconieri”.
“Purtroppo, il dipartimento delle foreste non è motivato. Abbiamo bisogno di maggiori risorse e una maggiore motivazione, altrimenti non saremo in grado di vincere la battaglia.”
Secondo l’ NTCA, nel corso degli ultimi due anni, i bracconieri sono diventati particolarmente attivi nel Maharashtra e nel Uttarakhand.
E stato anche constatato che alcuni abitanti dei villaggi hanno avvelenato i felini per salvare i loro animali domestici. Anche alcune tribù praticano la caccia nelle riserve.
“I membri delle tribù Pardhi e Bawaria sono stati arrestati mentre battevano la caccia alla tigre in almeno mezza dozzina di riserve. Queste tribù viaggiano da nord a sud in cerca di tigri. Poiché riescono a guadagnare molto, continuano a partecipare a questo commercio,” ha detto l’uffico per la tutela della fauna selvatica.
Gli ambientalisti sostengono che, finché il governo non riesce a frenare la domanda di parti del corpo della tigre, il bracconaggio continuerà. Gli sforzi devono mirare a riprimere l’attivita delle industrie Asiatiche che guadagnano sulla morte di questi animali.
Le autorità per la fauna selvatica hanno sollecitato gli stati colpiti dal bracconaggio a rafforzare le misure a tutela delle tigri, a formulare una strategia speciale per il pattugliamento delle riserve durante i monsoni, dispiegando anche squadre di ex militari dell’esercito e rafforzare i sistemi di comunicazione senza fili.
Anche i fondi offerti alle famiglie che vivono nelle riserve, per incentivarle a trasferirsi in altre zone, sono stati aumentati da Rs 1 lakh (100 mila RS) per famiglia a Rs 10 lakh (1 milione Rs). Un alto funzionario del NTCA ha detto che gli sforzi stanno finalmente dando risultati. “abbiamo condannato molti casi di bracconaggio … che questo agisca da deterrente”.
(fonte: liberamente tradotto da http://www.mailonsunday.co.uk: Tragic fate of India’s tiger)

4 thoughts on “2012 Un anno nero per le tigri Indiane

  1. Dea Silenziosa scrive:

    Che rabbia! Sono sempre interessata alla sorte degli animali a rischio e odio che da tante parti del mondo ci sia richiesta di parti di tigre (o altri animali anche), e che ciò inevitabilmente alimenta il bracconaggio e il rischio d’estinzione. E’ una durissima lotta, neanche a dirlo.😦

  2. noruleswords scrive:

    Poi ci sono anche i disboscamenti spinti da varie motivazioni lucrose. Carta per i libri, packaging di vario genere, carta assorbente da cucina, carta igenica e via discorrendo.
    Le tigri di Sumatra sono rimaste soltanto trecento. I miei nipoti non sapranno cosa s’intende per “una tigre in libertà”, saprà soltanto che gli zoo hanno anche le tigri.

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