Una serata particolare

Una sera dopo aver lavorato uscii dal mio ufficio a Gurgaon che è a 30 chilometri a sud di Nuova Delhi.  Undici anni fa questo posto era un villaggio di contadini e poi fu scelto come uno dei siti per stabilirvi i call center delle multinazionali statunitesti, e oggi ospita uffici di multinazionali, call center, malls , nuovi palazzi moderni. E’ anche importante polo finanziario e di outsourcing e l’8% del Pil nazionale viene generato qui.

Lavoravo in una agenzia di viaggi e non capitava spesso di uscire presto dall’ ufficio come quella sera. Il mio ufficio era a due passi da IFFCO Chowk, la fermata che, durante la mattina e la  sera, sembrava un fiume di lavoratori e passeggeri che aspettavano l’autobus e mini van per andare avanti e indietro da Delhi a Gurgaon e viceversa.  Non c’era un orario fisso per l’autobus che a volte arrivava dopo dieci minuti e a volte neanche dopo mezz’ora e per questo, ad ogni autobus che arrivava, la gente correva come fosse l’ultimo; a volte arrivava già così pieno che nessuno riusciva a salire, a volte l’autista non si fermava per paura che l’autobus non potesse più muoversi a causa di tutta quella gente. Meno male che ora c’è la metropolitana.

Allora quella sera, mentre aspettavo l’autobus, guardavo le lunge code delle macchine, guardavo la gente che attraversava di corsa perché in India le macchine non si fermano per farti passare, guardavo i tuk tuk che partivano pieni di gente, ascoltavo i rumori delle macchine, la voce di poveri venditori che urlavano per vendere le loro piccolo cose come riviste, giocattoli, cocco etc., vedevo bancarelle che vendevano il tè, i burgers, le momos, le patatine e tante altre cose da mangiare.

Dopo avere aspettato quasi dieci minuti, mi venne un po’ di fame anche perché sapevo che con tutto questo traffico ci sarebbe voluta più  di un’ ora e mezza ad arrivare a casa, anche se l’autobus fosse arrivato subito.  Mi fermai ad una  bancarella per comprare qualcosa che mi togliesse la fame e ad un certo punto vidi un anziano cieco che camminava con il suo bastoncino. Pensai che dovesse attraversare la strada e non riuscisse tanta era la pioggia di traffico.

Gli chiesi dove dovesse andare. Mi rispose che doveva andare a Delhi e che  stava aspettando l’autobus  da quasi due ore ma ancora non era riuscito a salirvi   perché nessuno lo aveva aiutato. Gli dissi di non preoccuparsi perché anch’ io dovevo andare a Delhi. Dopo cinque minuti arrivò un bus quasi pieno e sarebbe stato necessario correre per salire ma decisi che non potevo lasciarlo lì da solo ancora una volta. Quindi dovetti aspettare il successivo che arrivò dopo quindici  minuti ma che si fermò lontano dalla nostra fermata tanto che solo poche persone riuscirono a salire. Questa volta volli almeno provare quindi presi la mano dell’uomo e cominciai a camminare veloce verso l’autobus ma purtroppo non ci aspettarono. Ci rimasi un po’ male e lui ancora più di me perché stava aspettando da ormai tanto tempo, così che comincio ad arrabbiarsi e con ragione.

Dopo più o meno 10 minuti arrivò l’ennesimo autobus ma ancora una volta si ripeté la stessa storia e l’autobus se ne andò senza neanche fermarsi. Io ero stufo perché stavo aspettando da mezz’ ora e lui da più di due. Dopo 10 minuti ne arrivò un altro e questa volta finalmente riuscimmo a prenderlo. Chiesi a qualcuno di lasciare il posto al vecchio cieco perché potesse riposare. Ora lui  si sentì più tranquillo e gli chiesi come mai fosse solo e se non avesse famiglia. Lui mi rispose di avere una famiglia ma che essendo troppo vecchio era considerato per tutti un peso, un vecchio vestito da buttare via. Disse che da tanto tempo voleva uscire da casa ma nessuno aveva mai tempo per portarlo fuori perché  tutti erano sempre molto occupati; così quel giorno decise di uscire da casa sua che era ormai come un carcere per lui. Altro non gli chiesi. E poi lo salutai e scesi dall”autobus. Allora capii quanto dura è la vita degli anziani e dei non vedenti mentre noi ci arrabbiamo, litighiamo per poco o niente  invece di ringraziare  Dio per quello che ci ha dato. Pensai che la mia India sta cambiando velocemente soprattutto nelle città e, con lo sviluppo dell’ economia, stiamo perdendo proprio la nostra cultura. Siamo sempre più impegnati, stressati , in competizione con gli altri e spesso non siamo più capaci di vedere cosa sta succedendo vicino a noi.

Questa è una semplice storia successa in un semplice giorno. E’ una storia comune, con parole comuni, ma di cui tanto abbiamo bisogno.

13 thoughts on “Una serata particolare

  1. La tua ultima frase racchiude tutto, l’essenza della storia e di quella che dovrebbe essere la vita.
    Grazie per aver voluto condividerla con noi …

  2. solounoscoglio scrive:

    non c’è niente di semplice in questa storia secondo me, ci sono tutte le complicazioni della nostra esistenza umana, che di certo non diminuiscono al tramonto delle nostre vite. di certo abbiamo tutti bisogno di confrontarci con queste storie, che siano di paesi lontani piuttosto che dietro l’angolo di casa nostra. grazie.

  3. alegbr scrive:

    Mi piacerebbe saperne di più. Come e dove, se hai vissuto in India. E ci prendi anche col racconto, come fossi stato lì anch’io.

    A

    • passoinindia scrive:

      Sono indiano e da un po’ di tempo vivo in Italia. Mi piace la foto dl tuo blog …. la donna con aquilone a Jaisalmer con vista sul bellissimo forte che ne prende il nome. Gestisco questo blog con altri amici. Dimmi se hai altre curiosità.. ti risponderò, anzi mi farebbe piacere. A presto.

      • alegbr scrive:

        so che c’è il Kumb Mela a febbraio, avessi qualche fonte/articolo di informazioni su come e dove organizzarsi per fare una settimana sul posto me lo leggerei volentieri.
        Difficile che riesca a partire ma ci proverò.
        Se hai qualcosa ti lascio la mia e-mail
        un saluto

        A

      • passoinindia scrive:

        Sono esperto nell’ organizzazione di viaggi in India e quindi posso darti tutti i consigli che ti servono. Kumb Mela è davvero un’ occasione da non perdere perchè viene celebrata ogni dodici anni, Quest’anno è ad Allahabad. Una congregrazione di milioni di persone radunate, per essere liberate dal circolo vizioso della reincarnazione e transitare verso un regno celeste, che non conosce la sofferenza o dolore. La prima abluzione comincia il 27 gennaio e l’ultima il 25 febbraio. Se vuoi puoi lasciarmi la tua mail così parliamo.

  4. Pandora scrive:

    ma che bella storia, bella ma triste, ma tanto attuale in ogni luogo della terra, quasi, ormai. Ci deve far riflettere e riflettere e riflettere ancora…
    Grazie
    Pan

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