La grande brocca e le quattro gocce – Il grande KUMBH MELA

India. Rituale indu'  Kumbh Mela

L’ultimo fu 12 anni fa, era il 2001. Qualche mese prima che cadessero le torri gemelle  a New York, dall’altra parte del mondo, trenta milioni di pellegrini, fedeli di ogni ramo dell’induismo, al di là di ogni distinzione di casta, raggiungevano la città di ALLAHABAD, una delle quattro città sacre per gli indu. Si chiama Maha Khumb Mela, allora come oggi, ed è uno dei più grandi raduni religiosi del mondo. Il nome vuol dire “festa della brocca”, quella sacra brocca che, nella antica mitologia induista, nella lotta tra  il bene e il male durata appunto dodici anni, gli dèi celesti contesero agli asura, i cattivi dèmoni perché racchiudeva il nettare dell’immortalità. Gran parte della mitologia hindu è costituita dalle storie dei conflitti fra questi eterni antagonisti. Quando il demone viene sconfitto, l’ordine cosmico si restaura in maniera più completa e felice, quindi il male in questo dinamismo universale ha una funzione necessaria e benefica. In quella lotta, vinta da Vishnu che riuscì ad impadronirsi del vaso, alcune  gocce caddero esattamente sul punto dove sorgono le quattro città sacre: Haridwar, Allahabad, Ujjain, Nasik, tutte, ovviamente, sulle rive di sacri fiumi. Già negli antichi testi induisti, i Purana, il Ramayana, e il  Mahabharata viene documentato il potere purificatore di queste acque. Lo scorso 14 gennaio l’evento si è ripetuto e andrà avanti fino al 25 febbraio prossimo, periodo in cui avverranno le 7 principali abluzioni nelle acque sacre, e precisamente nei giorni in cui si il Sole e il pianeta Giove assumeranno una certa posizione nelle costellazioni di Acquario e Ariete, creandosi così le condizioni astronomiche propizie per avere  la benedizione della divina trinità (Brahma, Vishnu, Shiva ). Ad ALLAHABAD, nell’Uttar Pradesh, tra Calcutta e Delhi, a circa 3 ore da Varanasi,  stanno ora accorrendo i devoti induisti per bagnarsi nelle fredde acque del fiume che scorre davanti a questa piccola città; lo fanno per liberarsi dalla ruota della rinascita (il samsara), o almeno lavare via ogni fardello karmico per iniziare una nuova vita o contare su una reincarnazione (moksa) ad una condizione più elevata. Ancora una volta, cosa comune a altre religioni, l’acqua è purificatrice ed è quella che scorre alla confluenza dei tre sacri  fiumi: qui il Saraswati, il fiume invisibile e sotterraneo  della saggezza, già citato nel grande testo antico del Rigveda,  si unisce alla buia e lenta Yamuna (il fiume mitologicamente associato a Krishna e Shiva che, ad Agra, 500 km. più a Nord,  sfiora il Taj Mahal) e alla Madre Ganga, il Gange, raggiante con le sue rapide giallognole; questo è il motivo per cui è questo punto è chiamato il Triveni-Sangam o, appunto, confluenza di tre fiumi. Qui si incontrano il mondo di chi continua a fruire dei beni materiali e quello di chi ha deciso di rinunciarvi, i sadhu, nudi, centinaia di sadhu, coperti di cenere,  con i capelli indomabili, e i loro simboli  tridenti. Se vai in giro per il grande campo pieno di tende incontri indovini, uomini di fede, monaci, maestri, uomini di Stato, cantanti e cantastorie,  uomini, donne, bambini e neonati, vecchi e vecchie, poveri e ricchi, sani e malati, forti e deboli, e chi spera di morire in questo luogo. Nel Sangam galleggiano tagete, cocco e altri petali di fiori che i devoti hanno acquistato per donarle, in questo modo, alle divinità. Di giorno il fiume culla una moltitudine di barche distinguibili per le loro bandierine colorate. La notte le barchette più visibili sono quelle piccole, votive, che custodiscono un fiore e un piccolo lumino acceso, diventando un vestito di lustrini per il Gange. La riva è incredibilmente affollata perché fare le abuzioni vuol dire immergersi, con le mani giunte per pregare, fino a che l’acqua copre completamente tutto il corpo. Qui, come a Lourdes, l’acqua benedetta la si porta via in piccole taniche di plastica che si possono comprare nelle bancarelle. Accorrono anche i turisti, a guardare, a volte distaccati, un fenomeno di massa per strappare qualche fotografia da mostrare agli amici, forse inconsapevoli di assistere ad uno di più grandi atti di fede nel mondo.

Le date principali per le abluzioni sono le seguenti

27 gennaio (domenica)                  Paush Purnima

6 febbraio (mercoledi)                   Ekadashi Snan (bagni)

10 febbraio (domenica)                 Mauni Amavasya Snan (bagni)

15 febbraio (venerdi)                     Basant Penchmi Snan (bagni)

17 febbraio (domencia)                 Rath Saptami Snan (bagni)

18 febbraio (lunedi)                        Bhisma Ekadashi Snan (bagni)

25 febbraio (lunedi)                        Maghi Purnima Snan (bagni)

http://youtu.be/ZR8CowLILSs

Photo di testa by: http://www.corriere.it/esteri/foto/01-2013/indu/gange/kumbh-mela-_076e6b84-5e35-11e2-8040-f298aabecc61.shtml#10

2 thoughts on “La grande brocca e le quattro gocce – Il grande KUMBH MELA

  1. noruleswords scrive:

    Trovo questi post estremamente istruttivi.

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