Ultimi indimenticabili momenti

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In una domenica d’ottobre, sono andato con certi amici  in un ricovero per anziani perché dovevano visitare un loro parente, qualcuno che conosco anch’io molto bene. Era un po’ fuori città, in mezzo alla  natura e vicino ad un piccolo fiume;  era la prima volta che ne visitavo l’interno quindi ero molto curioso di  vederlo; eravamo appena entrati, quando ho visto che qualcuno stava guardando la tv, qualcuno stava mangiando, qualcuno stava bevendo, qualcuno si stava addormentando sulla sedia. Tutto il posto era molto pulito e anche gli assistenti e le infermiere sembravano piuttosto gentili. Ci siamo seduti in una grande sala con al centro un vecchio camino di maiolica, purtroppo spento. C’erano  già altri visitatori. Poco dopo ho notato che la Signora seduta alla mia sinistra stava parlando da sola e stava piangendo da sola e, di fianco, c’era un’altra Signora, paralizzata, che stava mangiando aiutata dall’ infermiera. Mi sono guardato attorno e ho visto, sulla destra, un’anziana coppia; Lui aveva una rivista nelle mani dove erano pubblicate le foto di “Dallas”e la notizia che presto quella serie di telefilm sarebbe ricominciata; Lui stava parlando con Lei: “te lo ricordi Dallas? Guarda, quel programma sta per ricominciare. Te lo ricordi che lo guardavamo tutti insieme? E che non abbiamo mai lasciato neppure una puntata? Ti ricordi quanto ti piaceva Bobby? E, guarda, adesso tornerà anche il cattivo della famiglia….”. Era lo stesso programma, forse gli stessi autori, le stesse emozioni ma ormai Lei non c’era più con la sua memoria per capire tutto ciò che Lui le stava raccontando.

In solo mezz’ora erano arrivate altre nuove facce di visitatori ma le domande erano sempre le stesse: “ora come stai? come ti senti? mangi? (…)”. Anche se tutti rispondevano che stavano bene, la loro tristezza si vedeva sui loro volti, tanto che ogni domanda del genere appariva superflua; erano tutti lì, radunati, come fosse una squadra che ha appena perduto una partita importante. Forse era la loro solitudine, la nostalgia di stare lontano dalla propria casa, quella stessa casa che avevano costruita con il  sudore, risparmiando ogni piccolo denaro, piena di cose comprate  con altrettanta emozione.  Forse era lo stare lontano dalla famiglia o da tutti quegli amici con cui erano cresciuti e avevano passato la maggior parte dalla loro vita. Forse era per il fatto che la vita non dava loro più nessuna felicità. Forse non rimaneva quasi niente che li rendesse davvero contenti.

Ad ogni mio respiro mi facevo un sacco di domande; cosa è la vita? quale ne è il senso? Sono nato e cresciuto in un piccolo villaggio del nord India e mia mamma diceva sempre che andare ad un funerale è più importante che participare ad un matrimonio, perchè durante una cremazione (da me i morti vengono bruciati) ci si sente ancora più vicini a Dio e quei momenti sono preziosi perché fanno riflettere sulla verità della vita. Anche qui ho provato le stessi emozioni e mi sono fatto le stesse domande; mi sono detto che un giorno noi tutti faremo la stessa fine proprio come quelle Signore e Signori davanti al grande camino. Mi chiedo allora il perchè di tutta questa fatica, il perchè di tutte queste corse per fare carriera, del perchè sia fondamentale stabilire cosa è mio e cosa è tuo se, alla fine, non rimane niente, neanche questo nostro povero corpo di polvere che trucchiamo ogni giorno, per ore ed ore. Spesso sento dire che nella vecchiaia gli anziani diventano cattivi, si arrabbiano con facilità, diventano come bambini. In realta è la vecchiaia che li fa diventare così e basterebbe che qualcuno condividesse con loro un po’ più di qualche momento.

La vecchiaia è davvero brutta, anche se fu una delle cose che, insieme alla morte e alla sofferenza, aveva impressionato Buddha prima che decidesse di lasciare tutti i suoi beni e percorrere il suo cammino di spiritualità.  Non sappiamo se dopo la morte  esista  anche un’altra vita ma quello che so è che tutti avremmo bisogno di ultimi momenti indimenticabili, di tanta cura, prima di poter lasciare tranquillamente questo mondo. Ero sotto questa montagna di domande quando ho sentito la voce del mio amico che mi diceva “andiamo via”. Eravamo vicini all’uscita principale quando la voce di un’infermiera  disse: “aspettate un momento, perché è attivo l’allarme”. Un’altra voce dietro di me disse: “non siamo così preziosi che qualcuno ci porta via”.

Testo e foto by PASSOININDIA

25 thoughts on “Ultimi indimenticabili momenti

  1. Fabio scrive:

    Pensieri molto profondi che riguardano tutti noi. E’ vero, spesso e volentieri gli anziani vengono messi in un angolo e pian piano dimenticati. Dovremmo condividere con loro più di quanto facciamo e prima che loro se ne vadano per sempre.

  2. solomenevo scrive:

    ho vissuto personalmente la tua stessa esperienza ed ho provato le sensazioni che descrivi.
    sì, domande, domande che dovremmo farci finché siamo in tempo… anche se non troviamo le risposte, già cercarle è un buon esercizio, secondo me… grazie

  3. passoinindia scrive:

    Una lezione che non impariamo mai perché quando siamo giovani ci sentiamo invulnerabili. Grazie a te.

  4. tramedipensieri scrive:

    Ed è un vero peccato perchè gli anziani portano con sè una montagna di esperienze, di vita vissuta…
    ..Hanno ancora tanto da dare e da…ricevere possibilmente.
    buona domenica
    .marta

  5. in fondo al cuore scrive:

    Per quanto possano essere di lusso….in montagna, o sul mare…..sono sempre ricoveri, pieni di solitudine e tristezza…..e la cosa peggiore è che non sempre vengono lasciati li perchè non c’è altra possibilità…..ma solo per essere più liberi…..che tristezza!

  6. alegbr scrive:

    trovo bello il tuo modo di raccontare, come vai in verticale nella tua esperienza e in quella del mondo che ti circonda.
    Credo che un po’ di malinconia per per aver lasciato la propria terra natale sia un fatto naturale, insanabile, ma anche una grande risorsa, pochi possono dire di aver vissuto tra due culture, lo sguardo si fa più profondo e consapevole. Namaste

    A

    • passoinindia scrive:

      Grazie per il tuo commento. Si, vedere il mondo da angoli diversi è come essere più ricchi. Non è facile dividersi tra due mondi ma si fa volentieri se questo porta qualcosa di buono.A presto amico.

  7. noruleswords scrive:

    Gli anziani e i bambini hanno una cosa in comune: la voglia di vivere e scoprire il mondo a ogni faticoso passo. E chi e’ nel mezzo, troppo grande per essere bambino, troppo giovane per sentirsi vecchio, si sposta e li lascia passare senza degnarli di un vero sguardo.

  8. Il mondo che va di fretta, che ci fa inseguire cose effimere, che ci fa dannare per delle nullità, beh, quello stesso mondo diffiiclmente si ferma a guardare chi È vecchio, e quindi solo un peso. E lo fa non per cattiveria forse, ma per non fermarsi a farsi tutte quelle domande.
    Biosgnerebe invece dare spazio alle storie che hanno da raccontare, e trarre vantaggio dai loro insegnamenti

    • passoinindia scrive:

      Si,vero, anche se capisco che volte non si può fare diversamente perchè neppure le norme che prima che giuridiche dovrebbero essere delle norme sociali non aiutano certo a far sì che questo “impegno” diventi un modo per raccogliere tutta la ricchezza che possono darci nel lro ambiente migliore … a casa.

      • Si, ma a parte le norme c’è pure la propria coscienza. Mio fratello lavorava come responsabile di una casa di riposo, mi ha raccontato di persone anziane scaricate li come cani al canile…magari per godersi l’eredità in santa pace. Per fortuna che ci sono posti che si prendono cura di loro, e gente che sa amarli e accudirli…

      • passoinindia scrive:

        Succede anche questo. Ma è sempre difficile giudicare la vita degli altri… Era questo che intendevo dire.. Mi piacerebbe sapere cosa succede a questo proprosito in Svezia, dove vivi tu.

      • Guarda, prima di tutto devo dire che, secondo me, gli anziani qui in Scandinavia sono meno anziani di quelli da noi in Italia. Non lo so, li vedo più attivi e indipendenti, e anche più sportivi forse. C’è poi da dire che comunque il sistema li tutela molto, sia a livello sanitario che pensionistico, e con servizi come il portare loro la spesa, il mangiare, fare la lavatrice e le pulizie etc etc. Servizi passati dal comune…
        altro prtroppo non so

      • passoinindia scrive:

        le leggi “sociali”…

  9. aldobenedetti scrive:

    E’ un articolo veramente stupendo:una campana di consapevolezza e risveglio mentale per meditare sulla nobile verità dell’impermanenza… GRAZIE!!

    • passoinindia scrive:

      grazie. Sono i pensieri di un ragazzo che arriva da un’altra realtà e per questo imparziali e puri (secondo me). E’ stato impressionato da quello che ha visto e l’ha scritto. Tempo fa, all’esordio di questo blog abbiamo pubblicato un post “così capisco l’impermanenza”. Appunto.

  10. solounoscoglio scrive:

    indimenticabile lettura.

  11. solounoscoglio scrive:

    quando andavo a scuola organizzavamo un pomeriggio alla settimana da dedicare ogni volta ad un diverso ospizio per anziani. e non ho mai riflettuto così in fondo come te. forse ero troppo giovane, ma almeno proprio la nostra gioia adolescenziale ricordo come colorava le loro giornate, ci aspettavano con una tale trepidazione che sembravano loro i fanciulli!

    • passoinindia scrive:

      E’ bello quello che hai fatto e ti fa onore. Credo che si debba riflettere in modo profondo su ogni aspetto della vita. E sicuramente avere “qualche anno in più della giovinezza” aiuta molto e regala un pò più di consapevolezza di ciò che succede attorno a noi… Grazie per le tue parole.

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