Lentamente muore

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Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

(titolo originale  A Morte Devagar (letteralmente: “una morte lenta”,2000)
di MARTHA MEDEIROS (1961) giornalista e scrittrice brasiliana.

21 thoughts on “Lentamente muore

  1. solomenevo scrive:

    l’ho letta proprio ieri!
    su un segnalibro.
    bellissima. grazie! ciao.

  2. in fondo al cuore scrive:

    E’ bellissima e si rilegge sempre con molto piacere, buona serata!🙂

  3. lella scrive:

    bellissima, bello sempre rileggerla e riscoprirla.

    lella

  4. tramedipensieri scrive:

    Stupenda sempre! Grazie di averla proposta!
    un caro saluto
    .marta

  5. Giò scrive:

    Meravigliosa,bisognerebbe leggerla ogni volta che non siamo in contatto con ciò che desideriamo e ciò che siamo veramente,quando non consideriamo la vita un dono che non va sprecato.grazie di avermela fatta riscoprire Giò

  6. marcellavincenzo scrive:

    concordo con quello che dice Giò…l’ho pubblicata sul mio blog..mi piace tanto

    • passoinindia scrive:

      si, una specie di comandamento da seguire. La cosa interessante è che è scritta da una contemporanea ed è stata erroneamente attribuita da molti scrittori a Neruda. Grazie della visita.

  7. Stupenda, dovremmo imaprarla a memeoria e ripetercela in ogni momento libero
    Grazie !

  8. marzia scrive:

    Conoscevo parte della poesia, ma non chi ne fosse l’autrice. Grazie!

  9. Andrea Magliano scrive:

    Magnifica! E grazie per averla condivisa. Per me è stata una grande e piacevole scoperta. La leggo in un momento un po’ particolare e voglio urlare, io non voglio lentamente morire appiattendomi e ancorandomi, ma voglio vivere con tutte le mie forze! Grazie di nuovo🙂

  10. Laura scrive:

    Che meraviglia…….

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