“Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo” – Bahá’u’lláh

lotus temple

Negli itinerari turistici della capitale indiana, Delhi, non manca mai il Tempio del Loto che anche io, recentemente, ho visitato. Ho voluto quindi approfondire la conoscenza sulla religione che esso rappresenta.

Fondata un secolo e mezzo fa, la Fede Bahá’í, oggi in rapida crescita, è una delle religioni più giovani nel mondo. Ha più di cinque milioni di seguaci, i bahà’ì, che risiedono in quasi ogni nazione sulla terra e provengono da ogni gruppo etnico, cultura, professione e classe sociale e rappresentano più di 2100 diversi gruppi etnici e tribali. Questa religione, che nasce in seno al Babismo ( che, nato in Persia dal 1844 al 1852 è un movimento religiose che ruppe con l’islam), dispensazione a sua volta nata in seno all’Islam sciita (con il termine Sciismo si indica il principale ramo minoritario dell’Islam), è stata fondata da Bahá’u’lláh (1817-1892), un nobile persiano di Teheran, che, nella metà del XIX secolo, ha lasciato una vita di comodità e sicurezza principesca e, a fronte di intense persecuzioni e privazioni da parte dei governi persiano e ottomano, ha portato all’umanità un nuovo messaggio di pace e di unità definendosi un nuovo e indipendente messaggero divino, il più recente nella linea dei Messaggeri di Dio quali Abramo, Krishna, Mosè, Zoroastro, Buddha, Cristo e Maometto e altri che , con i loro insegnamenti, hanno saputo dare un significativo contributo allo sviluppo della società umana. I baha’ì sostengono che le religioni provengano tutte dalla stessa fonte, la religione di Dio, e siano capitoli susseguenti di un’unica realtà che si esprime nelle molte forme religiose oggi note.
Bahá’u’lláh ha detto:”
La terra è un solo paese e l’umanità i suoi cittadini”, perché l’umanità è una sola razza e un’unica società globale pacifica ed integrata. La sfida principale dei popoli della terra, così come è percepita da Bahá’u’lláh, è quello di accettare la loro unicità e assistere i processi di unificazione di tutto il genere umano nell’ottica di un progresso universale.
Questo messaggio di unità (un solo Dio e un solo genere umano) insegna un diverso approccio ai problemi sociali contemporanei. La comunità bahá’í ha resistito con successo al ricorrente impulso di essere divisa in sette e sottogruppi, oltre ogni barriera di razza, classe, credo e nazione. Lo scopo è, come Bahá’u’lláh ha predetto, di creare una civiltà universale, unita nella diversità, attraverso l’eliminazione di tutte le forme di pregiudizio, la piena parità tra i sessi, il riconoscimento della unicità essenziale delle grandi religioni del mondo, l’eliminazione degli estremi di povertà e ricchezza, l’istruzione universale, l’armonia tra scienza e religione, un equilibrio sostenibile tra natura e tecnologia, e la creazione di un sistema federale mondiale, basato sulla sicurezza collettiva e sulla unità del genere umano. I Bahá’í di tutto il mondo esprimono il loro impegno in questi principi attraverso la trasformazione individuale e comunitaria, e la realizzazione di progetti di sviluppo sociale ed economico. I suoi membri con le Scritture della Fede affrontano ogni importante problematica nel mondo di oggi, dalla nuova concezione della diversità culturale alla conservazione dell’ambiente, dalla decentralizzazione del processo decisionale a un rinnovato impegno per la vita familiare e i valori morali, alla richiesta di giustizia sociale ed economica, in un mondo che sta rapidamente diventando un quartiere globale. Nella costruzione di una rete unificata di consigli direttivi locali, nazionali e internazionali, i seguaci di Bahá’u’lláh hanno creato una comunità segnata da un preciso stile di vita e di attività che offre un incoraggiante modello di cooperazione, armonia, e azione sociale. I bahá’í credono che la sfida che l’umanità deve affrontare oggi sia quella di riconquistare la dimensione interiore dell’individuo e di costruire una nuova dimensione sociale capace di produrre e mantenere uno stato continuo di vera pace e progresso individuale e sociale. La vita dovrebbe essere vista come un processo eterno di gioiosa scoperta spirituale: nelle fasi iniziali della vita terrena, l’individuo subisce un periodo di formazione e di educazione con cui acquisisce gli strumenti intellettuali e spirituali di base necessarie per una crescita continua. Quando l’individuo raggiunge la maturità fisica in età adulta, diventa responsabile del suo ulteriore progresso, che ora dipende interamente gli sforzi che farà. Con le lotte quotidiane dell’esistenza materiale, le persone gradualmente approfondiscono la loro comprensione dei principi spirituali che sottendono la realtà, e questa comprensione permette loro di relazionarsi in modo più efficace a se stessi, agli altri e al Signore. Dopo la morte fisica, l’individuo continua a crescere e svilupparsi nel mondo spirituale, che è più grande del mondo fisico. Quest’ultima affermazione si basa sul concetto Baha’i dell’anima e della vita dopo la morte fisica. Secondo gli insegnamenti bahá’í, la vera natura degli esseri umani è spirituale. Al di là del corpo fisico, ogni essere umano ha un anima razionale, creata da Dio. L’anima è un’entità immateriale, che non dipende dal corpo. Piuttosto, il corpo serve come suo veicolo nel mondo fisico. L’anima di un individuo viene in essere al momento in cui viene concepito il corpo fisico e continua ad esistere dopo la morte di questo. L’anima del singolo è la sede o il luogo della sua personalità, di sé, e della sua coscienza.
L’evoluzione dell’anima e delle sue capacità è lo scopo fondamentale dell’esistenza umana, attraverso la conoscenza di Dio e l’amore per lui. Bahá’u’lláh insegna che l’unica vera e duratura felicità per gli esseri umani risiede nel perseguimento dello sviluppo spirituale. La persona che ha preso coscienza della sua natura spirituale e che si sforza coscientemente di progredire spiritualmente si chiama “cercatore” di Bahá’u’lláh. Questo cercatore deve, in ogni momento, porre la sua fiducia in Dio, staccarsi dal mondo di polvere rinunciare al proprio orgoglio e vanagloria, usare pazienza e rassegnazione, osservare il silenzio e astenersi da chiacchiere e maldicenze perché l’eccesso di parola è un veleno mortale per la luce del cuore.e l’anima. Egli deve accontentarsi di poco e liberarsi da ogni desiderio smodato. All’alba di ogni giorno il ricercatore comunica con Dio. Il ricercatore perdona il peccatore e cresce attraverso la ricerca spirituale. Ad esempio, quando si fa uno sforzo per liberarsi di pregiudizi e superstizioni, in risposta agli insegnamenti di Bahá’u’lláh, il risultato è un aumento della conoscenza e l’amore per gli altri esseri umani, e questo, a sua volta, aiuta l’individuo di vivere la vita in modo più efficace. Dal momento che la religione ha una dimensione sociale, i baha’i sentono che la mancanza prolungata dal mondo e dal contatto con la società (come ad esempio fanno i sadhu indiani) non è necessario o utile per la crescita spirituale (anche se un ritiro temporaneo di volta in volta può essere legittimo e sano), perché gli uomini sono esseri sociali che progrediscono socialmente e spiritualmente solo vivendo in comune con altri nel messaggio di Dio. In altre parole, lo sviluppo sociale del genere umano, se correttamente eseguito, deve essere una espressione collettiva del nostro sviluppo spirituale. Anche se il numero dei fedeli Bahà’ì in India è esiguo in proporzione alla popolazione nazionale, è per se’ numericamente grande, di circa 1.880.000 bahá’í. In India le radici della Fede Bahá’í risalgono al 1844 quando Bahà’u’llà incoraggiò alcuni dei suoi seguaci a spostarsi in India. Si dice che il Professore Pritam Singh, membro della comunità Sikh all’epoca, in India sia stato il primo ad accettare la Fede Bahá’í, e il primo a pubblicare un settimanale bahá’í in quel Paese. Nel 1910 a Bombay si svolse la prima Convenzione bahá’ indiana in cui viene anche promossa una raccolta di fondi per costruire un tempio e una scuola. Gli insegnamenti bahà’ì furono resi comprensibili al popolo delle campagne e alle caste basse adattandole ad un contesto indu, utilizzando i principi e il linguaggio familiari a queste genti

  • presentando Bahá’u’lláh come l’avatar di Kalki che secondo il Visnu dei Purana apparirà alla fine del Kali Yuga allo scopo di ristabilire un’era di giustizia
  • sottolineando le figure di Buddha e Krishna come ultime Manifestazioni di Dio o suo avatar
  • facendo riferimenti alle Scritture indù come la Bhagavad Gita
  • sostituendo il sanscrito all’ arabo e al persiano (così Bahá’u’lláh diventava Bhagavan Baha) e inserimento nelle canzoni e nella letteratura indù luoghi santi, eroi e figure poetiche.

Così in breve tempo la maggior parte di un piccolo villaggio di circa 200 persone di massa si convertì alla Fede Bahá’í. La propaganda religiosa è continuata attraverso le Assemblee Spirituali, le conferenze a cielo aperto, la costruzione dei templi e delle scuole fino a pervadere le regioni di Madhya Pradesh, Uttar Pradesh, Andra Pradesh e Gujarat. Così l’ India divenne la più grande comunità bahá’í del mondo nel 2000, dopo meno di un secolo di insegnamento di massa, con una popolazione ufficiale di Bahá’í di più di 1,7 milioni. Il Tempio Bahà’ì a Delhi, noto come il Tempio del Loto, è stato completato nel 1986 vincendo numerosi premi per la sua architettura tanto da diventare “l’edificio più visitato in India, superando anche il Taj Mahal, con circa 4,5 milioni di visitatori l’anno.

Fin dalla sua nascita la religione ha avuto un importante coinvolgimento nello sviluppo socioeconomico anche delle donne delle quali è stata promossa la libertà, la parità con l’uomo e l’educazione. Nel 1987 il numero di progetti di sviluppo riconosciuti ufficialmente era salito a 1482.Tra gli altri impegni importanti durante la sua visita di Stato in India, 5-7 novembre 1999, Papa Giovanni Paolo II ha partecipato ad un incontro interreligioso con i rppresentanti di questa chiesa.

Nel giugno del 2008 alcuni giuristi leader del sistema indiano legale, giornalisti, e attivisti dei diritti civili hanno firmato una lettera aperta che esorta l’Iran a rispettare le convenzioni internazionali sui diritti umani e rilasciare i detenuti in Iran leadership della Fede Bahá’í .

Nel 2012 la Casa Universale di Giustizia ha annunciato la costruzione della prima casa di culto in Bihar.

I baha’i dell’India sono attivamente impegnati nella ricerca del miglioramento della società attraverso il perseguimento di processi di trasformazione, individuale e sociale in una impresa di apprendimento collettivo. La guida e le risorse per tutte queste attività vengono convogliati attraverso i consigli direttivi Baha’i a livello locale, regionale e nazionale e sotto l’egida dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i d’India, l’organismo di vertice che cura gli affari della comunità indiana Baha’i. In collaborazione con altre organizzazioni i baha’i dell’India stanno imparando ad affrontare le gravi sfide della società, come le differenze tra caste e religioni, le diseguaglianze e i pregiudizi, l’analfabetismo, e la mancanza di istruzione, la violenza, la povertà, la corruzione e il degrado morale a favore della rettitudine etica, l’amore, la giustizia, la compassione, l’uguaglianza perché gli esseri umani nascono nobili e la parola di Dio li aiuta a impegnarsi in un percorso duraturo di trasformazione spirituale e sociale.

Bahá’u’lláh morì da esule e prigionieroin Palestina nel 1892. Il suo corpo riposa nella tomba a Bahjí, poco distante da Akka, nell’attuale Israele. Lo stile di vita di un bahà’ì è delinato da questi precetti: preghiera e meditazione personale, coinvolgimento in attività volte alla pace mondiale e al rispetto dei diritti dell’uomo, digiuno da cibi solidi e liquidi per diciannove giorni dall’alba al tramonto tra il 2 e il 20 marzo (a differenza degli islamici che lo fanno per ventinove giorni e in periodi diversi); astinenza totale da alcol e droghe alteranti e intossicanti il sistema nervoso centrale, salvo prescrizione medica e con scopi strettamente terapeutici; astensione dall’attivismo partitico e dalla semplice iscrizione a partiti (in quanto la fede bahá’í racchiude in sé un insieme di ideali propedeutici a una nascente, pacifica politica universale) con rispetto comunque per i governanti e obbedienza alle leggi in vigore nel Paese di residenza tranne nel caso di richiesta di abiura della fede – caso non ipotetico poiché in taluno stato islamico ciò viene richiesto ai bahá’í anche sotto minaccia di pena capitale, minaccia incombente tuttora in Iran, dove si vuole introdurre la pena di morte per apostasia (da notare che i bahá’í considerano Maometto sullo stesso piano del fondatore della loro fede); unità nella diversità; lavoro non visto solo come fonte di mero guadagno, ma anche come atto di culto, se fatto in spirito di servizio all’umanità; apporto alla vita comunitaria attraverso le feste del diciannovesimo giorno (in concomitanza con l’inizio di ogni nuovo mese baha’i) e alla democrazia consiliare elettiva interna attraverso le elezioni annuali dell’assemblea spirituale locale (a suffragio universale, per i maggiori di 21 anni, totalmente senza campagne pubblicitarie; in quanto dovrebbero essere valutate ed elette persone con qualità morali, intellettuali e spirituali che siano intimamente e praticamente vissute e non sbandierate per secondi fini), istituzione che guida le comunità locali in ogni località che presenti almeno 9 baha’i adulti; ne consegue l’inesistenza tra i bahá’í di qualsiasi forma di clero professionale. La fede bahá’í considera il vegetarianesimo quale possibile scelta di alimentazione ideale per l’uomo del futuro. E’ stato introdotto un nuovo calendario solare (calendario Badì), composto da diciannove mesi, di diciannove giorni ciascuno, cui si aggiungono (di volta in volta, a seconda se l’anno è bisestile o meno) quattro o cinque giorni, definiti “giorni intercalari”.

Tra le sacre scritture della fede Bahai spicca il “Libro più santo” scritto da Bahá’u’lláh,completato a San Giovanni d’Acri attorno al 1873 e pubblicato in arabo a Mumbai attorno al 1891. Poi c’è il “Libro della Certezza”, scritto da Bahá’u’lláh, parte in lingua persiana e parte in lingua araba, nel 1861 durante il suo esilio a Baghdad, allora provincia dell’Impero ottomano; seguono “Le Parole Celate”, “La proclamazione di Bahá’u’lláh ai re e ai governanti del mondo”, “Gli inviti del Signore degli Eserciti”, “Gemme di misteri divini”, “Le sette valli e le quattro valli”, “L’epistola al figlio del lupo”, “Preghiere e meditazioni”, “Tavole di Bahá’u’lláh”. Questi testi, e altri ancora, sono stati tradotti in italiano e pubblicati dalla Casa Editrice Bahá’í italiana, mentre parecchi scritti sono ancora da tradurre dall’arabo o dal persiano, lingue usate da Bahá’u’lláh per la sua rivelazione. I baha’i parlano di un centinaio di libri scritti dal fondatore della loro fede.

Il simbolo della fede bahà’ì è una stella a nove punte. 

Precetti bahà’ì:

“Discerni coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino”. Bahá’u’lláh

«Il primo principio è la ricerca indipendente della verità, perché la cieca imitazione del passato arresta lo sviluppo della mente. Ma quando ogni anima indaghi la verità, la società è liberata dalle tenebre di una continua ripetizione del passato.» Abdu’l-Bahá

«Nella famiglia umana la diversità dev’essere causa di amore e di armonia, come nella musica dove molte note differenti si fondono producendo un perfetto accordo. Se incontrate persone di razza e colore differenti da voi, non siate diffidenti e non ritiratevi nel vostro guscio di formalità; siate lieti e mostrate loro gentilezza.» Abdu’l-Bahá

Tutte le religioni provengono da un’Unica Sorgente, da un unico Dio. Indipendetemente da come lo chiamiamo, Dio, Allah, Geova, Brahma, tutte queste designazioni si riferiscono ad un’Unico Essere la cui natura è inconoscibile e inaccessibile all’essere umano. L’unica via per l’uomo di conoscere il suo Creatore è attraverso i Suoi Messaggeri, che guidano ed insegnano all’umanità, come Zoroastro, Buddha, Krishna, Abramo, Mosè, Gesù, Muhammad, e Bahá’u’lláh.Tutte le religioni, sono fondamentalmente uguali e differiscono solo nell’aspetto esteriore, unicamente perché apparse in diversi periodi storici e perciò rivolte a situazioni differenti.».

«Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in ispirito di amicizia e di cameratismo».Bahá’u’lláh

Esiste un’unica razza umana, e il pregiudizio, qualunque forma esso prenda, ne blocca il suo sviluppo e come tale va superato, in modo da creare le condizioni per una società pacifica e giusta.”.

«Non v’è alcun dubbio che i popoli del mondo, a qualsiasi razza o religione appartengano, si ispirano a un’unica Fonte celeste e sono sudditi di un solo Dio». Bahá’u’lláh

In una tale società mondiale la scienza e la religione, le due forze più potenti della vita umana, saranno riconciliate e, cooperando, si svilupperanno armoniosamente.” (I bahá’í credono che Dio sia l’Autore delle rivelazioni religiose e il Creatore dell’universo, lo stesso che la scienza indaga. L’armonia fra le due, religione e scienza, è quindi importante al fine del progresso dell’umanità). Bahá’u’lláh

“Possiamo raffigurarci il mondo dell’umanità come un uccello – le donne sono un’ala è e gli uomini l’altra. Perché l’uccello possa volare, entrambe le ali devono essere egualmente sviluppate (parità tra uomini e donne).”. Bahá’u’lláh

La famiglia è la più piccola unità nella scala dell’organizzazione umana. Come tale è di grande importanza e la sua salvaguardia e sviluppo è alla base dell’unità globale.

Il più importante ruolo che le imprese economiche devono svolgere nello sviluppo consiste dunque nel fornire alle persone e alle istituzioni i mezzi con cui essi possano conseguire il vero scopo dello sviluppo, ossia, costruire le basi di un nuovo ordine sociale che coltivi le illimitate potenzialità latenti nella coscienza umana.

 Questo testo è stato scritto con l’ausilio di queste fonti:

http://www.bahai.it/

http://www.bahai.in/

http://www.bahai.org/faq/facts/bahai_faith

http://en.wikipedia.org/wiki/Bah%C3%A1’%C3%AD_Faith_in_India

(nella foto, il Lotus Temple di Delhi).

11 thoughts on ““Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo” – Bahá’u’lláh

  1. tramedipensieri scrive:

    “Esiste un’unica razza umana, e il pregiudizio, qualunque forma esso prenda, ne blocca il suo sviluppo e come tale va superato, in modo da creare le condizioni per una società pacifica e giusta.”.

    Molto belle questo pensiero…!

  2. germogliare scrive:

    Siamo tutti sotto un unico cielo e impastati di una medesima materia. Perché è così impopolare per il popolo della terra crederci?

    • passoinindia scrive:

      la tua osservazione mi ha fatto riflettere. Lì per lì non sapevo che dire, poi ho cominciato a pensare. Sicuramente l’idea di uguaglianza degli uomini dovrebbe diventare il principale deterrente di ogni pregiudizio e, una volta superato il pregiudizio, dovrebbe spiccare la singolarità di ogni individuo che, come è una gemma preziosa, una mai uguale all’altra, andrebbe valorizzata e rispettata proprio per ela sua peculiarità. Altrimenti anche l’uomo diventa formatizzato e quindi molto più facile da gestire (come vogliono i grandi interessi economici).

  3. giò scrive:

    la religione dovrebbe avere lo scopo di unire i popoli,cosa che raramente accade,quindi ben venga questo tipo di spiritualità grazie di questo articolo…giò

    • passoinindia scrive:

      si, una religione pressoché sconosciuta da molti, compresa me fino a poco tempo fa. Se professa i principi che enuncia allora abbiamo da imparare… grazie di essere sempre presente.

      • Giorgia scrive:

        Sono una Baha’ì. E sono contenta che ci siano alcuni che su internet, parlano di questa fede, così almeno altre persone la possono conoscere. E per rispondere a Passoinindia: sì lo facciamo.🙂 Buona serata.

      • passoinindia scrive:

        cioa. grazie di leggere PASSOININDIA. E’ vero, l’ho trovata una religione molto interessante. A delhi ho visitato il grande Lotus Temple.

  4. ludmillarte scrive:

    ciao🙂
    un post davvero approfondito su questa religione e su valori che dovrebbero essere fatti propri da tutti i cittadini del mondo. non conoscevo i precetti bahà’ì (spero di averlo scritto giusto) pur condividendone il pensiero che riconduce al titolo del post, profondamente bello.grazie

  5. Giorgia scrive:

    Prego. Quanto mi piacerebbe anche a me poterlo vedere. Spero un giorno di riuscirci.

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