Le verità di Aurobindo (parte prima)

aurobindo

Cercando, cercando, per soddisfare il bisogno quotidiano di saperne oggi un po’ più di ieri, ho trovato questo interessante articolo sul sito http://www.psicologia-integrale.it/archives/1808 scritto da LUISA BARBATO, titolato “LA PSICOLOGIA DELLO YOGA INTEGRALE DI AUROBINDO E MERE”. l’Autrice non me ne vorrà, anzi spero le farà piacere, considerato che ne cito il nome e la fonte. Lo ripropongo interamente perché non saprei riassumerlo senza rischiare di alterarne il significato. Oggi fa un caldo torrido e mi faccio una bella flebo di filosofia. Mi fate compagnia? Per praticità ho diviso l’articolo in varie parti e questa è la prima.

(Parte Prima)

“LA PSICOLOGIA DELLO YOGA INTEGRALE DI AUROBINDO E MERE (di Luisa Barbato)

La psicologia dello yoga integrale deriva dall’opera di Sri Aurobindo e Mere e dalle loro grandi conoscenze e esperienze. Si tratta di un sistema estremamente integrato che scandaglia dettagliatamente la psiche umana e la collega alle grande tradizioni spirituali dell’Occidente e dell’Oriente, in questo senso possiamo dire che Aurobindo è stato uno dei primi grandi iniziatori dello sviluppo transpersonale della psicologia.

Proviamo ad andare con ordine, perché tante sono le chiavi che troviamo nella vasta e complessa opera di questi due maestri illuminati. Sri Aurobindo definisce la materia come una manifestazione finita e dormiente della Realtà Divina, e l’evoluzione biologica come il processo intelligente tramite il quale lo Spirito si esprime nella materia. Questo percorso intelligente si compone di due movimenti: uno discendente o involutivo, attraverso il quale lo Spirito diviene materia, l’altro ascendete o evolutivo attraverso cui lo Spirito lentamente esprime le potenzialità divine racchiuse nella materia.

Tutti gli esseri sono uniti in un unico Sé e Spirito, ma sono divisi da una certa separazione della coscienza, un’ignoranza del loro vero Sé e della Realtà nella mente, nel vitale e nel corpo. E’ possibile, tramite una determinata disciplina psicologica, rimuovere questo velo di coscienza separata e divenire consapevoli del vero Sé, della Divinità dentro di noi e nel tutto. Questa Unità e Coscienza è involuta, qui, nella materia, e l’Evoluzione è il metodo tramite il quale essa libera se stessa”. (“La vita Divina”).

La scala verticale della coscienza.

Aurobindo descrive il processo involutivo che porta il Divino nella materia finita usando la metafora dei gradini discendenti di una scala che chiama “piani di coscienza”. Se elenchiamo questi piani di coscienza dal più alto al più basso in ordine discendente abbiamo:

1. Sacchidananda (Brahman, il Divino trascendente)

2. Supermente (Coscienza infinita auto-determinantesi)

3. Sovramente (Coscienza cosmica, piano degli dei e delle dee)

4. Mente Intuitiva

5. Mente Illuminata

6. Mente Superiore

7. Mente

8. Vitale

9. Fisico

10. Subcosciente (inconscio personale e universale della psicologia)

11. Incosciente (materia propria e Non-Essere esistenziale)

Ciascun piano di coscienza costituisce un universo a sé stante e l’intera esistenza può essere rappresentata come uno spettro, una serie ordinata di livelli. Questi ultimi ascendono dall’Inconscio, che si pone come il piano più denso e la base della materia, al Sacchidananda che è pienamente cosciente e non manifestato, ed è il culmine della scala.

Sachchidananda è l’Essere Uno Divino con il triplice aspetto di Esistenza (Sat), Coscienza (Chit) e Beatudine (Ananda). Dio, che è Sachchidananda, si manifesta come infinita Esistenza la cui essenzialità è Coscienza, della quale, di nuovo, l’essenzialità è beatitudine. Il cammino tradizionale di conoscenza (Jnana Yoga) in India ha lo scopo di eliminare successivamente il corpo, il vitale, ossia il piano emozionale, e la mente per realizzare un’immersione diretta fondendosi nella Realtà sopracosmica di Sachchidananda. Tuttavia, per una auto-conoscenza integrale, dice Aurobindo, è necessario attraversare ciascuno dei piani supercoscienti, inclusa la Supermente, e ascendere al Sachchidananda.

Con Supermente Aurobindo intende un piano supercosciente dell’essere che, non solo è al di sopra della mente, ma è anche oltre la mente e radicalmente differente da essa. Con mente egli si riferisce non solo alla mente ordinaria, ma anche ai piani supercoscienti della mente, ossia alla Mente più Alta, Illuminata, Intuitiva e alla Sovramente. Tutti questi piani supercoscienti della mente sono infatti pieni di luce, ma anche di oscurità, di conoscenza, ma anche di ignoranza, seppur in misura sempre minore man mano che si ascende nei vari piani, mentre la Supermente è la Coscienza di verità, totalmente priva di ignoranza.

Con Supermente si intende la piena Coscienza di verità della Natura Divina nella quale non c’è posto per il principio della divisione e dell’ignoranza; è sempre piena di luce e di conoscenza superiore a tutta la sostanza mentale o ai movimenti mentali. Tra la supermente e la mente umana c’è tutta una gamma di piani o di strati di coscienza – si possono vedere in vari modi – nei quali l’elemento o la sostanza della mente, e di conseguenza i suoi movimenti, divengono più e più illuminati e potenti e vasti. La Sovramente è il più alto di questi piani, è pieno di luci e poteri, ma dal punto di vista di ciò che è al di sopra, è la linea dell’anima che si distoglie dalla conoscenza completa e indivisibile e discende verso l’Ignoranza. Poiché, sebbene essa venga dalla Verità, è qui che inizia la separazione degli aspetti della Verità, le forze e il loro operare, come se essi fossero verità indipendenti, e questo è il processo che termina con la discesa nella Mente ordinaria, nel Vitale e nella Materia, in una divisione completa, frammentazione, separazione dalla Verità indivisibile al di sopra. Non c’è più la conoscenza essenziale, totale, perfettamente armonizzante e unificante, o piuttosto la conoscenza per sempre armoniosa, perché una per sempre, che è la caratteristica della Supermente. In quest’ultima, le divisioni mentali e le opposizioni cessano, i problemi creati dalla nostra mente divisa e frammentata scompaiono e la Verità è vista come un tutto luminoso. Nella Sovramente non c’è ancora l’attuale caduta nell’Ignoranza, ma è compiuto il primo passo che renderà la caduta inevitabile”. (“Lettere sullo yoga”).

 (CONTINUA….SE VI VA…)

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