Le verità di Aurobindo (parte seconda)

SriAurobindo

(Parte Seconda) continua da Parte Prima

LA PSICOLOGIA DELLO YOGA INTEGRALE DI AUROBINDO E MERE (di Luisa Barbato) da http://www.psicologia-integrale.it/archives/1808

Aurobindo descrive la Sovramente (Overmind) come il piano dei grandi Dei e Dee dei Greci, Hindu, Maya e delle altre tradizioni. Nella sua visione gli Dei non sono mere creazioni del pensiero umano primitivo, ma sono esseri reali che esistono sul piano di coscienza chiamato Sovramentale. L’apertura della Sovramente permette anche di avere esperienze di coscienza cosmica, ossia di consapevolezza profonda delle forze cosmiche o universali (quindi non personali o individuali) che sono operative su ciascun piano di coscienza.

Questa coscienza cosmica può aprirsi anche prima della liberazione spirituale, ma, secondo Aurobindo arriva solitamente con la realizzazione sovramentale e, ovviamente, vivere in questa coscienza sovramentale in maniera permanente costituirebbe uno straordinario sviluppo transpersonale.

Per la Mente Illuminata egli scrive:

Una Mente non più di Pensiero Elevato, ma di luce spirituale. Qui la chiarezza dell’intelligenza spirituale, la sua luce tranquilla, dà posto o si subordina a un intenso lustro, uno splendore e illuminazione dello Spirito: un gioco di lampi e di potere irrompe dall’alto nella coscienza e aggiunge la calma e la vasta illuminazione e la vasta discesa di pace che caratterizza o accompagna l’azione dei principi spirituali, un ardore di realizzazione e un’estesi rapita di conoscenza” (“La Poesia Futura”).

La Mente Intuitiva, o Intuizione, si riferisce alla capacità di capire le cose immediatamente senza bisogno di un ragionamento conscio. In questo senso, l’intuizione può essere basata su un sentimento, o può essere un ragionamento subconscio rapido. Aurobindo riferisce invece questa capacità al piano supercosciente della Mente Intuitiva. Si tratta del potere della coscienza più vicino e intimo alla conoscenza originale per identità. Ottiene dei lampi di Verità e traduce questi lampi in idee intuitive. Quello che è pensiero di conoscenza nella Mente Superiore, diviene illuminazione nella Mente Illuminata e visone intima, diretta nell’Intuizione.

La Mente Superiore è il primo piano della coscienza spirituale dove si diventa costantemente e strettamente consapevoli del Sé, dell’Uno onnipresente, e dove si vedono e si conoscono le cose abitualmente con questa consapevolezza. E’ una mente pensante luminosa il cui strumento è il potere del pensiero elevato.

Ma questo Pensiero più grande non ha bisogno di un raziocinio ricercante e auto-critico, nessun processo logico passo dopo passo verso una conclusione, nessun meccanismo di espressione o di deduzioni e inferenze, nessuna costruzione o concatenamento deliberato di idee per arrivare a un insieme ordinato di conoscenza … Questa coscienza più elevata è conoscenza che si auto-formula sulla base di una consapevolezza del tutto auto esistente e che manifesta alcune parti della sua integrità, un’armonia dei suoi significati messa nella forma-pensiero” (“La Vita Divina”).

Si possono poi esaminare il Subconscio e l’Incosciente che sono elementi importanti della psicologia dello yoga integrale e che non vanno confusi con le analoghe definizioni della psicoanalisi. Nelle sedute di psicoterapia corporea, lavorando con il corpo, si riattivano le memorie emozionali, la storia antica di ciascuna persona vissuta non solo cognitivamente o emozionalmente, ma nella traccia profonda iscritta nel corpo. Possiamo considerare il percorso della psicoterapia corporea il primo importante passo verso la consapevolezza di sé, una consapevolezza integrata di tutti i livelli dell’essere.

Secondo Aurobindo quello che diagnostichiamo come un disagio psicologico è l’interferire del piano vitale con la coscienza fisica del corpo. Questa interazione produce la somatizzazione dell’emozione nel corpo e le terapie orientate al corpo agiscono proprio sulla somatizzazione, sull’influenza del vitale sul fisico, permettendo di espandere il campo delle emozioni che, invece di essere rivolte alla coscienza fisica, sono sperimentate coscientemente. Ma le emozioni possono seguire anche un altro percorso e, alternativamente, possono essere spinte giù e dietro la consapevolezza frontale, in quello che Aurobindo chiama Subconscio e che corrisponde all’Inconscio della psicologia occidentale. Aurobindo afferma che:

“…..esso contiene non le idee, le percezioni o le reazioni consce, ma come la sostanza fluida di queste cose. Ma anche tutto ciò che è coscientemente sperimentato affonda giù nel subcosciente, non come memorie precise, anche se sommerse, ma come oscure e ostinate memorie di esperienza, e queste possono emergere ad ogni momento come sogni, come ripetizioni meccaniche di passati pensieri, sentimenti, azioni ecc., come ‘complessi’ che esplodono dentro azioni e eventi, ecc. ecc. Il Subconscio è la causa principale del perché tutte le cose si ripetono e niente sembra cambiare, se non nelle apparenze. E’ la causa del perché la gente dice che il carattere non può essere cambiato, è anche la causa del costante ritorno delle cose delle quali abbiamo sperato di liberarci per sempre. Tutti i semi sono lì e tutti i Sanskara (percorsi fissi) della mente, del vitale e del corpo. E’ il supporto principale della morte, della malattia e l’ultima fortezza (all’apparenza inespugnabile) dell’Ignoranza. Tutto ciò che viene soppresso senza esserne pienamente liberati sprofonda là e rimane come semi pronti a germogliare ad ogni momento” (“Lettere sullo yoga”).

Il piano del Subconscio è anche responsabile delle malattie fisiche croniche o ricorrenti. Le memorie emozionali depositate nel corpo non vanno tuttavia confuse con la coscienza cellulare dello yoga integrale sviluppato da Aurobindo e da Mere. Per capire la differenza, occorre distinguere tra il Subconscio e l’Incosciente. Questo ultimo, da non confondere con l’Inconscio della psicologia che, come abbiamo detto coincide con il Subcosciente, rappresenta l’inversione densa e inconscia del Sacchidananda, ossia del livello più alto della coscienza. In esso, tutti gli esseri e l’esistenza sembrano scomparire, e in esso è contenuta la coscienza atomica e subatomica della materia, così come l’organizzazione molecolare della materia.

Nell’esperienza yogica l’Incosciente si estende esteriormente a tutte le sostanze materiali (persino una pietra ha una coscienza, per quanto elementare, ci dice Aurobindo), mentre internamente esso è di supporto alla coscienza delle cellule del corpo. Lo yoga delle cellule della Madre è proprio la trasformazione spirituale dell’Incosciente, il risvegliare la coscienza cellulare che è dormiente, ma presente. La Madre elaborò uno yoga delle cellule, dando alcuni strumenti formidabili, tra i quali un mantra – il mantra delle cellule – e questo yoga costituisce un’eccezionale esperienza di trasformazione spirituale dell’Inconsciente.

Ma che relazione esiste tra questo yoga cellulare, che cerca di risvegliare la coscienza nelle parti più piccole della materia, e gli altri strumenti psicologici che pure lavorano sulla consapevolezza corporea? Per capirlo è essenziale distinguere bene i piani sui quali lavorano le moderne pratiche psicoterapiche e lo yoga integrale. Le prime lavorano sul piano vitale e fisico, quindi sul Subconscio, mentre lo yoga delle cellule lavora sulla coscienza delle cellule che rappresenta il primo motore della trasformazione della materia, il supporto dello yoga integrale. Nessuna vera trasformazione degli esseri umani e della materia potrà veramente avvenire se non si arriva a toccare questa coscienza cellulare.

(continua…..)


2 thoughts on “Le verità di Aurobindo (parte seconda)

  1. giò scrive:

    grazie di aver condiviso questo articolo di non facile comprensione,almeno per me,ma pieno di spunti di riflessione se letto attentamente Giò

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