La favola indiana del vaso rotto.

india 106

Un portatore d’acqua, in India, aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso alle estremità di un palo che portava sulle spalle.

Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro vaso era perfetto. Alla fine della lunga camminata che l’uomo faceva dal ruscello verso casa, il vaso integro arrivava colmo di tutta l’acqua raccolta, mentre quello crepato ne conteneva ormai più poca. Questo andò avanti per anni. Naturalmente, il vaso perfetto era ideale per il compito per cui era stato costruito e orgoglioso dei propri risultati; viceversa, il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, e si sentiva un miserabile fallito perché era in grado di compiere solo parte del suo compito, così un giorno decise di parlare al portatore d’acqua dicendogli:

“Mi vergogno di me stesso, e voglio scusarmi con te. Sono stato in grado di fornire solo la metà del mio carico, perché a causa di questa crepa nel mio fianco tutta l’acqua se ne esce durante tutta la strada fino a casa tua. A causa dei miei difetti, non ottieni pieno valore dai tuoi sforzi “.

Il portatore d’acqua disse allora al vaso: “Hai notato che c’erano solo fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? Ho sempre saputo del tuo difetto, e così ho piantato semi di fiori lungo il sentiero dal tuo lato e, ogni giorno, mentre tornavamo, tu li annaffiavi. Per anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la mia tavola e, senza il tuo essere semplicemente come sei, non ci sarebbero quelle bellezze ad abbellire la mia casa “.

La morale della storia: Ognuno di noi ha dei propri difetti unici. Quindi siamo tutti dei vasi rotti. Ma sono le crepe e i difetti che rendono interessante e gratificante la nostra vita. Le persone vanno prese per quello che sono, e in loro bisogna cercare sempre il bene.

Beati i flessibili.

Ricordati di apprezzare tutte le diverse persone della tua vita.

foto by PASSOININDIA

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50 thoughts on “La favola indiana del vaso rotto.

  1. bortocal scrive:

    grande saggezza indiana!

    e grande saggezza diffonderla.

  2. Marco scrive:

    Una bella morale, non sempre quelli che sembrano dei difetti sono tali, complimenti.

  3. giò scrive:

    bellissima storia!chi stabilisce cosa è perfetto?… la perfezione può essere sterile e fredda mentre i difetti che ci caratterizzano ci rendono speciali e unici e le crepe indicano che la vita è stata vissuta pienamente!…grazie della condivisione Giò

  4. con la semplicità si riesce sempre a trasmettere significati molto profondi

  5. Bisogna saper guardare e capire e amare e trovare il senso. Racconterò questa favola ai miei figli. Grazie e a presto!

  6. Bella, bella, bella e … vera, oltre che molto saggia.

  7. Bellissima…grazie di averla divulgata
    Se posso la divulgo anche io ai miei amici :))

  8. Monique scrive:

    Le cose migliori, spesso, si sono sviluppate a partire da errori e, inoltre, ciò che è imperfetto presenta margini di miglioramento e dunque ha la possibilità di evolvere.

    • passoinindia scrive:

      Questo post è piaciuto molto, probabilmente perché tutti, e per fortuna, ci sentiamo imperfetti e spesso inadeguati. Ma i migliori sono come la mollica del pane, versatili, morbidi, flessibili, assorbenti. Il cambiamento, come tu dici, deriva dal volerci vedere migliori, ovviamente ognuno secondo i propri canoni, non importa quali ma che ci rendano almeno un po’ felici e appagati.

  9. lorettadalola scrive:

    che bello leggere dell’utilità di un difetto – tutto sta a come si guarda la faccenda – grande saggezza – ciao

    • passoinindia scrive:

      ma poi è un difetto? chi e cosa stabilisce cosa è perfetto e cosa no? se usciamo dagli stereotipi e dai tabu’ sociali vedremo un mondo sfaccettato con tanti lati come un bellissimo diamante. Un saluto e grazie.

  10. criminalbehaviour scrive:

    Apprezzare e sforzarsi di comprendere le altre civiltà è senza dubbio uno degli aspetti più importanti nella formazione culturale di un uomo; vivere chiuso nel proprio guscio forti delle nostre convinzioni non può fare altro che ridurre le nostre possibilità.

    Colgo inoltre l’occasione per complimentarmi per il bellissimo blog, il quale seguo con ardore e finalmente ho modo di commentare a tempo pieno!

    Marcello Tomasina

    • passoinindia scrive:

      Ah, che bell’intervento! concordo, il confronto e la diversità (che già come parola è inappropriata) in tutti i sensi, aiuta a migliorarci, ad arricchirci di nuovi punti di vista e anche ad incazzarsi quando qualcuno, come è successo proprio stamattina, mi dice “con tutta la crisi che c’è qui, andiamo ad aiutare la gente in Africa!”. Ecco, ringrazio Dio di non essere così. Non sguazzo nel denaro ma mi sento molto ricca a non pensarla anche io in questo modo. Grazie e torna presto ma verrò a trovarti anche io. Buona serata.

      • criminalbehaviour scrive:

        Mi astengo dal riportare il mio pensiero su chi ti ha detto quella cosa; ti rivelo, io sono un gran lavoratore e fortunatamente sono benestante, però più leggo e studio e più mi rendo conto che la mia ricchezza non sta nel mio portafoglio!

        Tornando al discorso delle culture io sono legato a quella indiana perchè mio fratello è stato un paio di mesi a lavorare in India; se ami i viaggi guarda il sito http://www.samsararoute.com

        Verrò a trovarti molto spesso e vedrai tanti miei commenti!

        Marcello Tomasina

      • passoinindia scrive:

        ma sai che avevo notato lo stesso cognome di Matteo? Solo mi sembrava indiscreto chiederti se fosse tuo parente. Ovviamente conosco SAMSARAROUTE e con tuo fratello ho parlato anche via mail. Ci siamo scambiati dei post e ho inserito la pagina di Samsara di facebook sulla pagina di Passoinindia. Sono contenta di conoscerti. Si amo i viaggi, ne ho fatti diversi e spero di farne ancora. Un salutone. Anzi un abbraccio, Salutami Matteo.

      • criminalbehaviour scrive:

        Pensa te!
        Ebbene si, sono il “fratellino” di Matteo🙂

        Beh se hai avuto modo di collaborare con samsara spero valga lo stesso con il mio blog!
        PS: mi sapresti indicare come trovare la tua pagina facebook che attualmente non sono riuscito a individuarla?

        Grazie!

      • passoinindia scrive:

        si, certo lo faremo. Intanto sto leggendoti. Allora, la pagina facebook è PASSOININDIA. Se ti iscrivi ti arriverà nota di tutto quello che posto. Putroppo non posso chiederti la “famigerata” amicizia perché è impostato come PAGINA,

      • criminalbehaviour scrive:

        Vedrò di farlo presto; intanto ci trovi su facebook come criminal behaviour🙂

        A presto

      • passoinindia scrive:

        ah, bene allora arrivo!

  11. L’ha ribloggato su Casa vacanze Marcella a San Vito Lo Capoe ha commentato:
    favola ribblogata da “passoinindia”

  12. ciao questa favola è davvero bella e mi sono permessa di rebloggarla sul mio blog per divulgarla . Grazie ..ti seguo sempre con interesse.

  13. sallychef scrive:

    quando impareremo a fare leva sui nostri difetti per trasformarli in forza? credo che l’umiltà risieda anche nel pensiero che hai esposto. Buon fine novembre
    Sally

  14. Associazione Asha scrive:

    Bellissima storia. Vorrei divulgarla perché altre persone possano fermarsi un attimo a riflettere su queste belle parole. Grazie

  15. Associazione Asha scrive:

    Reblogged this on India e Dintorni – Asha and commented:
    Fermiamoci un attimo, leggiamo questa bella favola e riflettiamo.

  16. […] è venuta in mente La favola indiana del vaso rotto  di […]

  17. tizianatius scrive:

    Queste storie sono preziose e ricche, leggerle, è tenersi per mano senza paura. t.t.

  18. Bella e saggia questa favola indiana…complimenti per il tuo blog…sto leggendo i tuoi articoli anche più vecchi….saluti

  19. […] se ti sposti in India, la storia cambia ancora. Si parla di un contadino che ogni giorno fa anda e rianda con due vasi da […]

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