LA MOTHER ROAD INDIANA.

mappa manali leh                                                                    chandertal

Se vi chiedessero di pensare alla strada per eccellenza, rispondereste la Route 66 nei mitici USA. Ma c’è un’altra mother way nell’India più remota. Siamo a Nord, la “Manali – Leh” che collega Leh, altitudine 3505 mt. nel bellissimo LADAKH, parte dello stato del Jammu e Kashmir, a Manali altitudine 1950 mt., in Himachal Pradesh.Il Ladakh è parte della antica via della seta che portava in Oriente dal Golfo Persico. La Manali-Leh, lunga più di 500 km., è una delle più suggestive strade del mondo percorribile solo tra maggio e ottobre; la sua elevazione media è più di 4.000 metri con una altitudine massima di 5328 mt. sul passo di Tanglang.   

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Scolpita lungo la catena himalayana, aperta nel 1989, è praticamente un graffio nelle grandi montagne tra le più belle al mondo. Chi decide di realizzare il suo sogno di percorrerla con qualunque mezzo, che sia in 4X4, moto, bicicletta, autobus sa che la sorpresa sta nel viaggio e nella bellezza dei paesaggi, catene montuose, rocce, sabbia, laghi che sfilano tutt’ intorno. Un caleidoscopio di colori inimmaginabile e, la notte, un cielo impagabile di stelle. Il percorso è a una o due corsie ma complicato, spesso interrotto da frane, corsi d’acqua ghiacciati o appena sciolti con la primavera. Le ruote, qualunque esse siano, si aggrappano allo sterrato sfiorando il precipizio perché la strada si appoggia alla montagna ma sull’altro fianco non esiste guard rail. Il viaggio da Manali a Leh e viceversa è percorribile in due o più giorni, ma la lentezza in questi casi appaga più dell’arrivare prima e a tutti i costi. Gli imprevisti dovuti ai capricci del clima, alle condizioni della strada o del veicolo (e non è raro vederne qualcuno in difficoltà) non consentono talvolta di rispettare i tempi di marcia. Camion e autobus viaggiano a 15/20 km. l’ora proprio a causa del dissesto stradale.

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Il paesaggio è versatile e cambia da verde a roccia e da roccia a verde ma le cime delle montagne sono invariabilmente coperte di neve e brillano al sole; il Rothang Pass, che in persiano vuol dire “un mucchio di cadaveri”, situato a 50 km. da Manali, è il primo alto picco che si incontra da Manali verso Leh, alt. mt. 3.980, e rimane innevato anche nei mesi di maggio e giugno quando i turisti arrivano sin lassù.

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Qualcuno accusa il mal di montagna dovuto alla rarefatta atmosfera. Per questo chi viaggia verso Leh è bene si ambienti per una notte a Manali (alt. mt. 1950) e poi a Keylong (alt. mt. 3349), ai campi tendati di Jispa (alt. mt. 3142) o a Darcha (alt. mt. 3400), prima di salire alle altitudini ancora più elevate fino al Tanglang Ta (alt. mt. 5360), quando manca circa un terzo di tutto il percorso per arrivare a Leh. Durante il “cammino” in questo magnifico arido deserto pressoché disabitato che è il Ladakh è possibile fermarsi in uno dei dhaba sul ciglio della strada, una sorta di ristorante, economico ed essenziale che consente ai driver di sdraiarsi per riposare un po’.

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Dopo il Rothang Pass, la ripida discesa verso Baralacha La (quota mt. 5030) inizia a Zingzingbar (quota mt. 4.270) e, appena superata, si incontra una colata di ghiaccio che taglia la strada e che, nelle ore più calde, sciogliendosi, si trasforma in un torrente: se l’acqua è troppo potente per la forza di un veicolo, può rendere necessario fermarsi ad aspettare.

Manali-Leh highway at Baralacha-la after clearing the snow                                                                 HRTC-bus-service

L’autostrada attraversa alcuni dei più alti passi e passaggi di montagna del mondo, tra cui Rothang La (3978 mt.), il Pir Panjal, il Baralacha La (4.892 mt.), il Lacholang La (5059 mt.), e il Tanglang La (5.328 mt.). Il Rohtang La pass e il Baralacha La ricevono più nevicate del Taglang, ma tutti e tre i passaggi sono bloccati in inverno. Tra Lachlung La e Taglang La, la strada attraversa alte pianure anch’esse spettacolari.

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Poiché il Ladakh si trova tra Cina e Pakistan, la Manali-Leh riveste un ruolo strategico militare per l’India e questo è il motivo per cui si vede molto esercito. La sua manutenzione è nelle mani della Border Road Organisation dell’esercito indiano che ha progettato la costruzione di un tunnel lungo più di 5 km. per bypassare il Rohtang pass e creare una via più sicura e più veloce percorribile tutto l’anno. Diversamente Lahaul e Spiti restano tagliati fuori dal resto del paese. Il progetto è importante anche per il trasporto degli approvvigionamenti agli stabilimenti militari in Ladakh e Leh e anche per la popolazione locale che vende i prodotti agricoli nelle città. Darà un ulteriore impulso al turismo e renderà più facile arrivare a Leh (comunque facilmente raggiungibile in volo da Delhi). Il tunnel, largo 11,25 m, avrà una capacità di 3.000 veicoli al giorno che potranno viaggiarvi a 80 km. orari e sarà situato ad una altitudine media di 3100 mt., e a circa 900 mt. sotto Rohtang Pass. Così il tempo di percorrenza del Rothang Pass si accorcerà di 50 km. e il tempo di viaggio tra il sud e il nord di Rohtang Pass, che ora è di 4-6 ore, si ridurrà a 30 minuti. Circa un terzo del tunnel è stato scavato dall’aprile 2012. Quando sarà terminato, nel 2015, sarà il tunnel più lungo del mondo ad altitudini così elevate.

Un viaggio da non perdere.  025 

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25 thoughts on “LA MOTHER ROAD INDIANA.

  1. Silvia scrive:

    Che sia un percorso avventuroso e splendido non ci sono dubbi…….da non perdere mmmmm…… dipende dal carattere avventuriero di ognuno e il mio è quasi inesistente😉
    Buona giornata🙂

  2. Interessante. Tu l’hai fatta?

  3. cordialdo scrive:

    Grazie per questo tuo interessantissimo fotoreportage. Ciao.

  4. mfantuz scrive:

    L’articolo è molto interessante e le foto stupende, e pensare che ero convinto di avere percorso strade di montagna nella mia vita. Non ho parole per descrivere quello che si è visto. Grazie.

  5. bortocal scrive:

    grandioso.

    e non solo il paesaggio, anche il post🙂

  6. ombreflessuose scrive:

    Interessante davvero.
    Non solo fatica, chilometri e stupore, ma tanta bellezza da rimanere senza fiato
    Grazie mille
    Ti auguro un Buon Natale
    Un abbraccio
    Mistral

  7. Lord Ninni scrive:

    Ho letto l’articolo con molta attenzione, figurandomi e prefigurandomi un viaggio che, simile, ho fatto diciotto mesi fa in Afghanistan (Fazibal). Ho letto e ritrovato quei profumi che, alle pendici degli “Eterni“, mi hanno portato a comprendere il punto di vista di Dio.

    Una lettura piacevole e intensa.
    Buona serata

    • passoinindia scrive:

      Intanto ti (posso?) auguro un buon natale e ti ringrazio di aver letto con attenzione. Non ho mai visitato l’Afghanistan, l’ho solo ammirato dall’alto di un volo mentre andavo in India. India e Afghanistan hanno origini comuni (vedi Arii, cultura vedica ecc.) eppure risultano così diversi. Solo le montagne, immutabili, parlano ancora lo stesso linguaggio. Spesso anche io ho pensato che gran progetto deve avere avuto Dio quando ha fatto il mondo. Spero tornerai.

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