La Lohri, festa del raccolto, nord India

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La Lohri è una festa importante del Nord dell’ India, celebrata da tutti (a prescinder dalla appartenenza religiosa)  il giorno 13 Gennaio (secondo il calendario indu) di ogni anno, che ha le sue origni nello stato del Punjab anche se oggi, grazie alla sua popolarità, è festeggiata anche in Haryana, Himachal Pradesh, Jammu e Delhi.

Il nome Punjab significa “terra dei cinque fiumi”  ed è il nome di una delle regioni indiane più fertili, tanto che viene chiamata “granaio dell’India”; la maggior parte dei suoi abitanti lavora in agricoltura e perciò, nella loro vita, ogni stagione ha la sua importanza poiché da esse dipende il futuro raccolto. Per questo ad ogni stagione è dedicata una festa che viene celebrata con tutto l’entusiasmo e la gioia. La Lohri è appunto dedicata alla fine dell’ Inverno, cosi  la festa Basant è dedicata all’esordio della primavera, e, con la festa di  Teeyan, si celebrano i Monsoni.
Con la Lohri si  festeggia il solstizio di inverno (scientificamente però questo avviene il 21-22 Dicembre) e si saluta così la notta più lunga cui seguiranno giorni più lunghi. Sono state proposte numerose teorie  riguardanti la derivazione del termine ‘Lohri’. Molti sostengono che il festival prenda il nome dal Loi, moglie del Santo Kabir.  Altri credono che il termine ‘Lohri’  abbia origine da ‘loh’, il nome di una padella di ferro utilizzato per la preparazione dei cibi.
Lohri è la festa della fertilità  e del ringraziamento per il buon raccolto agli elementi naturali come l’acqua, il vento e il fuoco. La Lohri è tradizionalmente associata alla raccolta delle colture Rabi (la raccolta di primavera). Le persone offrono a Dio le arachidi, il rewri (un dolce tradizionale fatto con semi di sesamo), farina, burro e prodotti alimentari vari per ringraziarlo del un buon raccolto.
Quando ero piccolo aspettavo felice l’arrivo della Lohri che era una della mie feste perferite. Durante il giorno, andavo con i miei amici a bussare a tutte le porte del villaggio cantando le storie di  Dulha Bhatti, un famoso eroe leggendario.  Tutti ci offrivano i loro dolci, i popcorn, le arachidi e i soldi, di solito 5, 10 rupie. Tornavamo a casa contenti di questo nostro “piccolo raccolto” di Lohri, perché tornare a mani vuote era considerato di cattivo auspicio. Anche le ragazze, molto eleganti nei loro salwar kameez (nome del vestito tradizionale punjabi) facevano come noi e quasi sempre loro riuscivano ad ottenere una Lohri molto più cospicua.Se alzavo lo sguardo al cielo vedevo tutti, grandi e bambini, giocare con bellissimi  aquiloni che coloravano tutto il cielo. La sera la festa continuava ed era particolarmente viva nelle case abitate da novelli sposi (la famiglia della donna si recava a trovarla per portarle dei doni) o dove era appena nato un bambino. Era tradizione di offrire agli ospiti gachchak (un dolce fatto con  zucchero di canna e arachidi), gur (dolce fatto con zucchero di canna),moongphali (arachidi) e phuliya o popcorn Nella piazza principale e nei cortili delle case la gente si riuniva intorno a un falò che rendeva la notte più chiara. Intorno, tutti cantavano le canzoni tipiche della Lohri e ballavano, soprattutto le ragazze, la tipica danza tradizionale del Punjab chiamata “Gidha”, mentre i ragazzi ballavano la “Bhangra” al ritmo del dhol (tipico tamburo) fino a che il fuoco non si spegneva. Semi di sesamo, gur, zucchero candito e rewaries venivano buttati nelle fiamme. Alcune persone facevano  una preghiera e giravano intorno al fuoco in segno di rispetto per  questo elemento naturale. Gli induisti versavano anche latte e acqua intorno al falò. Questo rituale veniva  eseguito per ringraziare il dio del sole e cercare la sua protezione continua.
Ancora oggi la Lohri si festeggia nel modo che vi ho raccontato, con la stessa vivacità e gioia.

Sono contento che nulla sia cambiato a parte il fatto che oggi gli auguri di “Happy Lohri” si mandano e si ricevono anche via SMS.

Una leggenda legata alla Lohri racconta la storia di Dulla Bhatti  vissuto in Punjab, durante il regno di Mughal dell’imperatore Akbar, dove fu considerato un eroe perché, oltre a rubare i ricchi, salvò delle ragazze che furono prese con la forza per essere vendute nel mercato degli schiavi del Medio Oriente. Egli organizzò il loro matrimonio con ragazzi della loro religione con i rituali previsti , offrendo loro le doti.  Per questo nelle canzoni di Lohri  si esprime gratitudine a Dulla Bhatti.

testo by PASSOININDIA

7 thoughts on “La Lohri, festa del raccolto, nord India

  1. mfantuz scrive:

    Grazie Passoinindia, mi regali sempre cultura e tradizioni di una terra dove la solidarietà, che qui da noi esiste solo nelle fasce più deboli, è ancora viva, dove si sta assieme nei giorni di festa, mentre da noi ormai non c’è differenza, lo vedi da quello che trovi sulla tavola, il giorno di festa non è più tale, ti riposi semplicemente, o forse la mia è una visione pessimistica. Un saluto.

    • passoinindia scrive:

      Grazie a te fedele lettore. Sai, l’India mi ha fatto più volte pensare per ceri suoi aspetti a come doveva essere l’Italia anni fa. Le sue tradizioni conservate, le famiglie riunite in grande festa e la sua cultura che ancora oggi si conserva. Colgo l’occasione di ringraziarti per seguire la nostra pagina su Facebook. Purtroppo essendo una pagina non posso interagire come si può fare con i profili personali (chiedere amicizia, fare apprezzamenti con un like o scrivere commenti); posso solo condividere i tuoi blog e questo, poiché sei bravo e lo meriti, lo faccio. Ugualmente non posso scrivere dalla posta di facebook ma posso rispondere (non so perché!) quindi se mi scrivi tu io rispondo. Un saluto caro.

      • mfantuz scrive:

        Ti ringrazio per tutto quello che hai scritto, continua così che sei veramente brava, io continuerò a seguirti, perché mi affascina l’India, anche se ho meno tempo di quello che vorrei, perché il tempo libero mi assorbe nella scrittura (nonostante stia pubblicando poco) Complimenti. Un caro saluto

  2. tramedipensieri scrive:

    Una gran bella festa…e soprattutto significativa. Quante trandizioni ancora vivono ma soprattutto sopravvivono!

    ciao
    .marta

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