CHAND BAORI ad ABHANERI.

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Nel distretto di Dausa, nel Rjastan, a 95 km. dalla romantica Jaipur, sulla strada che porta verso Agra, c’è un piccolo villaggio di nome Abhaner fondato nel 9° secolo dal re Raja Chand del regno di Gurjar; inizialmente fu chiamato con il nome di Abha Nagri, che significa città luminosa, ma, in seguito, la non corretta pronuncia di questa parola, ne trasformò il nome in Abhaneri. Questo villaggio che, se escludiamo le danze locali Ghoomar, Kalbelia e Bhawai che vi si svolgono, ha di per sé poco di interessante, è invece famoso per un luogo incredibile che ricorda i disegni di Escher. Questo posto è il CHAND BAORI, il più grande POZZO dell’India. E’ costruito a gradini, secondo uno schema inventato dagli indigeni, per raccogliere l’acqua piovana che veniva anche usata per le abluzioni di purificazione prima di entrare al Mata Temple Harshat che sta proprio di fronte al pozzo; questo tempio, costruito nel VII – VIII secolo Dc, e dedicato a Harshat Mata, la dea della felicità, è ora in rovina ma ricorda l’architettura medievale indiana e le immagini del tempio indicano che in realtà fosse dedicato al Dio Vishnu. Ma è il pozzo che sorprende di più: costruito nel VII secolo, per alcuni nel IX secolo, è strutturato in 3500 strettissimi gradini che, oltre a dare le vertigini, collegano 13 piani fino a raggiungere, alla profondità di trenta metri, il serbatoio dell’acqua, il cui livello variava in base al periodo dell’anno e, durante il periodo delle piogge, era più facilmente raggiungibile perché si dovevano fare meno scalini….

ChandBaori

              A52-250523

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20 thoughts on “CHAND BAORI ad ABHANERI.

  1. Silvia scrive:

    Molto interessante e particolare, buona serata!

  2. elinepal scrive:

    Ma che meraviglia! Grazie.

  3. Andrea Magliano scrive:

    Una costruzione estremamente interessante! Inizialmente pensavo fosse fin a un’illusione ottica, quanto è ipnotico quel pozzo! Un saluto

    • passoinindia scrive:

      Davvero ipnotico e se ti gira la testa quando sei lassu’ sono guai. Ma pensa all’epoca cosa voleva dire portare l’acqua da giù sino a sopra, senza mezzi, solo con la forza delle braccia e delle gambe! E sicuramente con ovvie difficoltà a guardare bene a dove mettere i piedi>!

  4. giò scrive:

    Veramente particolare!grazie Giò

  5. Mr. Incredible scrive:

    Ma è uno spettacolo !!!

    Poi penso ” sai che casino a inciampare ai primi gradini?”

  6. Ce n’è uno simile a Hampi, ma non così profondo. Questo è eccezionale. Se passo da quella farò del tutto per andarci.

  7. bellissimo posto, l’avevo mancato quando andai.

  8. tramedipensieri scrive:

    Ma lo sai che mi ricorda Arghhhhhhh….aiuto! Non mi viene il nome….😦
    Sai quello che creava scale che non portavano da nessuna parte un continuo intrecciarsi di corridoi……

    mannaggia…

    bè comunque mi ricorda quell’artista e devo dire che è stupendo, certo che senza ringhiere è necessario camminare addossati alla parte…

    buona giornata
    .marta

    Se lo ricordi per cortesia scrivi….che fastidio non ricordare qualcosa che sai, che è lì sulla punta della lingua e non si spiccica….

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