La storia della regina Padmini di Chittor

Rani Padmani

Chittoarh Fort è la più grande fortezza in India ed è patrimonio dell’UNESCO. Il forte si trova a Chittor, antica capitale del Mewar, una regione del Rajastan. Questa fortezza ha visto il susseguirsi di una serie di dinastie che nel tempo dominarono la zona, fino a quando fu definitivamente abbandonato nel 1568. Si estende maestosamente su una collina  ed è costituito da palazzi storici, porte, templi e torri.

Ma c’è una storia che voglio raccontarvi su questo bel forte che ha come protagonista Padmini, che morì nel 1303 d.C., ed  era la Regina di Chittor e moglie del re rajput Rawal Ratan Singh nonché figlia di un re del tempo.  Suo padre organizzò la swayambar, una pratica di scelta del marito per Padmini tra un lista di pretendenti, usanza allora praticata; egli quindi invitò tutti i re e i Rajput indù per chiedere la sua mano. Il  Re Rawal Ratan Singh di Chittor, che già aveva una moglie, la regina Nagmati, si propose e riuscì a sposare Padmini, portandosi così via la ragazza a Chittor.

Siamo nel 12 ° secolo ed Delhi, oltre che gran parte dell’India era dominato dal Sultano, musulmano, Alauddin Khilji, che  stava crescendo in potenza. Egli venne a sapere della bellissima donna di Chittor. La lussuria di Alauddin lo portò quindi a partire con il suo esercito per marciare verso Chittor e prendere per il suo harem quella donna tanto bella. Ma il forte di Chittor era difeso. Nel disperato tentativo di posare lo sguardo sulla leggendaria bellezza di Padmini, mandò a dire al re Ratan Singh che egli considerava Padmini sua sorella e voleva incontrarla. Sentendo questo, il disperato Ratan Singh vide la possibilità di sfuggire alla furia dell’imperatore e conservare il suo regno. Perciò accettò di mostrare sua moglie all’imperatore, anche se un atto di questo tipo era altamente vergognoso e disonorevole. Rani Padmini, persuasa da suo marito, acconsentì a permettere ad Alauddin di vedere il suo riflesso nello specchio. Vedendo l’immagine di Padmini, Alauddin Khilji decise di avere Padmini solo per se stesso. Mentre tornava al suo campo, Alauddin venne accompagnato dal re Ratan Singh ma Alauddin Khilji approfittò per arrestarlo. I generali di Rathan Singh decisero di battere il Sultano al suo stesso gioco e gli dissero che gli avrebbero consegnato Padmini la mattina seguente. Il giorno dopo, alle prime luci dell’alba, centocinquanta palanchini (una seduta rivestita in stoffa pregiata protetta da tende sulla quale le signore reali si sedevano e venivano trasportate sulle spalle di quattro persone) lasciarono il forte e giunsero davanti alla tenda dove re Ratan Singh era tenuto prigioniero. Vedendo quei palanchini il re fu mortificato, ma con sua grande sorpresa dalle portantine uscirono i suoi soldati armati di tutto punto che rapidamente liberarono Ratan Singh che galoppò via verso Chittor sui cavalli presi dalle scuderie di Alauddin. Sentendo che i suoi progetti erano venuti meno, il sultano si infuriò e ordinò al suo esercito di prendere d’assalto Chittor. Alauddin attaccò il forte strenuamente protetto. L’assedio durò un anno. Poi, la resistenza scemò e Re Ratan Singh decise di aprire le porte per combattere fino alla morte con le truppe assedianti. Padmini ascoltò questa decisione, e poichè sapeva che la lotta sarebbe stata impari di fronte alla potenza militare del Sultano Alauddin a cui certamente avrebbero dovuto soccombere, riferì alle donne del forte. Esse decisero allora di suicidarsi  eseguendo la Jauhar. Così venne accesa un’ enorme pira e tutte le donne di Chittor saltarono dentro le sue fiamme dopo la loro regina,  privando quindi il nemico della loro disonorevole conquista. Morte le loro donne, gli uomini di Chittor non ebbero più alcuna ragione per cui vivere e decisero di morire combattendo. Ogni soldato si vestì con abiti Kesari e turbanti. Essi lottarono strenuamente con i soldati del sultano fino a quando tutti loro perirono. Le truppe del sultano entrarono  nella fortezza ma trovarono solo cenere e ossa bruciate.

Quelle donne sono ricordate ancora oggi attraverso canzoni e scritti che glorificano il loro atto.

Chittorgarh Forte

9 thoughts on “La storia della regina Padmini di Chittor

  1. sallychef scrive:

    Che storia affascinante e che coraggiose donne!!
    besos
    Sally

  2. tramedipensieri scrive:

    Che storia….

    bentornata ragazza🙂
    mancavi

    ciao
    .marta

  3. marzia scrive:

    Ma questa storia è degna di una sceneggiatura!

  4. xcombie scrive:

    storia bellissima di coraggio femminile!
    buonanotte, alessandra🙂

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