La sposa è pronta. Ultimi ritocchi.Kamarband, Manng Tika, Hathphool e Bindi.

Oggi vi parlo del Kamarband, del Maang Tikka, dell’Hathphool e del Bindi. Dopodiché la sposa sarà finalmente pronta per il grande passo!

Kamarband

Il kamarband, conosciuto anche come patka, phenta, tagari è uno degli ornamenti più antichi della tradizione indiana e del Solah Shringar. E’ un gioiello che la sposa mette in vita e che, sottolineando i suoi fianchi, la rende ancora piu seducente e nel contempo le sostiene l’abito. Fin dal periodo Mughal (o Moghul) era considerato uno splendido ornamento. Si tratta di una catena o cintura più o meno sottile, più o meno eleaborata; le più preziose sono in oro completate da pietre e gemme come l’ametista, i rubini, ecc. Il Kamarband è’ un accessorio utilizzato anche nella vita comune nelle occasioni particolari e le giovani indiane lo mettono anche sopra i jeans. Le ballerine delle classiche danze Odishi, Bharatnatyam e Kathak lo indossano sopra il loro costume tradizionale. 

Waistband

Maang Tika

Questa importante decorazione va ad appoggiarsi sul centro della fronte che, secondo la mitologia indu, è il 6° Chakra, ajna in sanscrito, chiamato anche terzo occhio, al centro della fronte sopra gli occhi, uno dei centri in cui la tradizione indiana dello yoga e della medicina ayurvedica ritiene risieda l’energia e rappresentato da un fiore di loto. La sua posizione al centro della testa favorisce il controllo delle emozioni e la concentrazione ed implica l’unione del femminile con il maschile, a tutti i livelli, anche fisico e per tale ragione è associato al matrimonio quando le donne, sposandosi, entrano in una nuova fase della vita

Hathphool
L’ hathphool è un gioiello tradizionale del Rajasthan che significa ” fiore della mano” ed è popolare fin dal periodo Moghul. Si tratta di un ornamento che valorizza le mani della sposa impreziosite, oltre che dagli immancabili raffinati disegni fatti con l’henné, da una catena che scorre sul dorso, collegata a un bracciale piu o meno alto, splendidamente decorato, e ad un anello altrettanto guarnito. In origine l’ hathphool aveva 5 anelli ad ognuno dei quali era collegata una catena ed ognuna di esse rappresentava la forza di una dea specifica a protezione della nuova famiglia. Ci sono Hathphool più o meno preziosi, di foggia antica o moderna, ma tutti straordinariamente eleganti e spesso il loro design è coordinato al resto dei gioielli che la sposa indossa, come ad esempio la collana e gli orecchini.

Bindi

Per il bindi, il segno colorato sulla fronte, simbolo di fedeltà della sposa, vi rimando ad un articolo di PASSOININDIA

https://passoinindia.wordpress.com/2014/06/28/il-significato-del-bindi-e-del-sindoor/

428_bindi

Il nostro viaggio tra i gioielli della sposa, che più che sposa appare una principessa, è terminato.

Testo by PASSOININDIA

immagine copertina fonte http://jewellery-indiaa.blogspot.it/2009/08/jhoomer-hair-jewellery.html

immagine kamarband fonte http://www.weddingbliss.co.in/blog/indian-kamarband/

immagine (bindi) fonte http://www.planyourwedding.co.in/delhi/beauty/the-nostalgic-little-dots-beauty.aspx

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Sedici passi verso la bellezza. Il solah shringar.

Abbiamo ormai compreso quanto siano importanti i gioielli (ed anche il matrimonio) per la sposa, in rispondenza ad una antica tradizione culturale e religiosa che conferisce ad ognuno di essi un particolare significato.

In ogni gioielleria indiana, troverai un apposito spazio dedicato ai gioielli da sposa, in inglese i “Jewellery Bridal”, dove i potenziali acquirenti sono fatti accomodare con tutto rispetto e gentilezza. Da sempre, in India, alle spose che, a causa del matrimonio (quasi sempre combinato), devono lasciare la loro casa e la loro famiglia natia, (tradizionalmente vanno infatti a vivere con la famiglia del marito) vengono donati i preziosi gioielli, un corredo che rappresenta potere e femminilità e che viene chiamato “stridhan” o “dhan stri”, ovvero “la ricchezza delle donne”, visto che quei preziosi, oltre ad aggiungere loro bellezza, rappresentano qualcosa di personale che potrà essere utilizzato in caso di contingente necessità.

Da sempre ognI generazione tramanda le regole non scritte dei “Solah Shringar“, parola che potrebbe tradursi con “i sedici passi per la belleza di una donna” e spesso usata nei film di Bollywood e nelle canzoni; il “Solah Shringar” corrisponde alle sedici fasi della luna; si dice che queste fasi abbiano un effetto negativo sul ciclo mestruale della donna; il Solah Shringar, secondo la credenza, annullerebbe tale effetto; per questo sono sedici gli ornamenti che non possono mancare nell’abbellimento di una sposa indu. Lo spiega bene il libro di Ved Bhatnagar “Shringaar, the Ras raj, indian classical view” secondo cui il Shringar evoca immagini di bellezza, piacere dei sensi, e ringiovanimento…

I bellissimi gioielli della sposa sono di varia fattura secondo le culture regionali sono generalmente in oro giallo (per i più facoltosi anche iin platino), corredati di pietre di vario valore, dai diamanti ai rubini, dalle pietre ametista alle perle. Il valore dei gioielli della sposa rappresenta lo status della famiglia.

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Tutto il corpo è ingioiellato, dalla testa (sede della conoscenza e illuminazione), alle orecchie, al collo, alle braccia, agli avambracci, ai fianchi, alle caviglie e alle dita dei piedi. Parenti femminili ed amiche della sposa partecipano al rituale. In Queste parti del corpo “decorate” sono punti di pressione che corrispondono ai “chakra”, i centri di energia del corpo che, come sancito nelle scritture indiane, regolano il flusso del Prana, l’energia vitale, in tutto il corpo. E quando tutti questi punti sono attivati, l’intero corpo ottiene una corretta circolazione sanguigna e tutti gli organi funzionano come devono. I gioielli infonderebbero quindi benessere a tutto il corpo.

Secondo gli induisti la donna sposata è una rappresentante della dea Lakshmi (ricordate che l’oro è il suo metallo simbolo) mentre il marito è il rappresentante simbolico del dio Vishnu. Le ragazze non sposate raramente indossano gioielli o abiti appariscenti (di sete davvero stupende), prerogative delle sole donne sposande o sposate.

Matrimonio a parte, i gioielli compaiono con il loro significato nelle fasi importanti della vita, come ad esempio la nascita di un figlio.

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Di alcuni abbiamo già parlato, di altri parleremo. Tra i 16 must del Solah Shringar vi è l’abito, tradizionalmente rosso, talvolta marrone, oro, magenta o verde. Può trattarsi di saree (la lunga stoffa che si avvolge attorno al corpo), lehenga (una lunga gonna ricamata e plissettata che lascia nudi la parte bassa della schiena e l’ombelico – tipico del nord) o di salwar kurta (una camicia lunga indossata su classici pantaloni indiani), comunque sia di stoffa preziosa (seta ad esempio) ornati di pietre, perline e fili d’oro. Prima, la sposa lava, olia ed acconcia i suoi capelli (con gioielli, perle o fiori) e fa un bagno a base di miscela di farina di ceci, curcuma e sandalo in polvere, kesar (zafferano) e olio. L’itar, il profumo, infonde alla sposa un buon odore. Poi, l’incarnato del viso viene illuminato da fard e rossetto e dall’immancabile kajal o kohl che rende accattivante lo sguardo.

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Ecco, insieme al vestito, anche la cura dei capelli, il bagno ed il kajal fanno parte dei 16 passi di bellezza, insieme con il mehndi, i disegni all’henné che decorano il corpo e di cui vi ho già raccontato. La prossima volta non mi resta che parlarvi degli ultimi gioielli della sposa: maangtika, il bindi, kamarband, hathphool. Ci sarete?

(testo by PASSOININDIA)

contributi:

foto di copertina,fonte: http://blog.cbazaar.com/solah-sringar-for-an-indian-bride/

foto abito lehenga, fonte: https://www.a1designerwear.com/chic-maroon-lehenga-cholia

foto abito salwar kurta, fonte:

http://salwarsuitsneckdesigns2014.blogspot.it/2014/12/punjabi-salwar-kameez-suits-salwar.html

foto abito saree, fonte: http://sanjjayasaree.blogspot.it/2011/12/saree-types.html

foto di sposa seduta, fonte: http://www.weddingsonline.in/blog/the-solah-shringar-sixteen-steps-to-beauty/

foto bagno sposa, fonte:

http://bangalorebride.blogspot.it/2013/10/solah-shringar-16-adornments-that.html

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I gioielli della sposa. Jhumka, haar, mangalsudra, tali, varmala.

Continuiamo il viaggio tra i gioielli della sposa indiana.

Gli Jhumka detti anche bali, kundal, surliya, karnphool, lavang, jhoomars sono gli orecchini, immancabile ornamento che, secondo la tradizione, servono ad impedire che gli spiriti maligni, in grado di entrare nel corpo attraverso una delle sue aperture e prenderne il controllo, passino attraverso l’orecchio, considerato tra l’altro parte nobile del corpo, segno di sviluppo spirituale. Gli Jhumka, in particolare, sono fatti a forma di campana. Gli orecchini sono piuttosto pesanti e per questo a volte sostenuti da una catena, la Sahaara, che viene fissata alla parte posteriore dell’orecchio o direttamente sui capelli. Sono preziosi, elaborati e stupendi e quelli dello Stato del Tamil Nadu sono molto conosciuti per la loro forma di loto decorata con diamanti e rubini. Agli orecchini la medicina dell’agopuntura riconosce un valore terapeutico perché pungere l’orecchio, che è da essa considerato il microcosmo di tutto il corpo, porta benefici agli occhi, alla mente e scaccia il cattivo umore. Questo punto è oltretutto collegato direttamente al rene e quindi ne migliora la funzione.

mangalsutra

Haar, kanchuk, mangalsutra. Non può mancare la collana coordinata con gli orecchini (oltre che con il vestito) e spesso indossata vicino al cuore allo scopo di rendere forte l’amore e potenziare le emozioni. La pietra o la gemma a decorazione della collana trasferirà alla sposa il suo potere dandole fortuna e distrarrà l’occhio malvagio scacciando il malocchio e quindi proteggendo la donna. La sposa indossa anche il mangalsutra, (filo di buona volontà). “Mangal” significa buon auspicio e “Sutra”, significa nodo. Questo gioiello è un medaglione d’oro che, durante la cerimonia indu del Mangalya Dharanam, parte integrante di una cerimonia di nozze come prescrive il Manusmriti (la legge di Manu che regola il matrimonio tradizionale indù), viene fissato per tre volte, con tre nodi, intorno al collo della sposa con alcune palline nere o legami filettati neri. In alcune regioni i nodi sono fissati uno dal marito e gli altri due dalle sue sorelle. Le perle nere proteggono contro il male (il nazaar, la magia nera) e le donne sposate le indossano per proteggere il loro matrimonio e la vita del loro marito. Un nodo simboleggia la devozione al marito, gli altri due ai genitori e alla divinità. Il filo è solitamente di colore nero o giallo (perché intriso di curcuma, una spezia indiana simile allo zafferano ma di gusto diverso). Altre perline colorate vengono aggiunte secondo le tradizioni regionali. Il mangalsutra, insieme ai bichua, ai chooda e al nath, è, in praticamente tutta l’India, uno dei gioielli simbolo più importanti per la sposa (lo sposo ne è esonerato) paragonabile alla fede nuziale occidentale che la connota come donna sposata. Gran parte di questi gioielli (e di quelli di cui vi ho dato conto nei precedenti articoli) sono utilizzati anche nei matrimoni sikh che però sono regolati da rituali cerimoniali un poco diversi.

Nel Sud India si usa anche il tali, un piccolo ornamento d’oro, infilato su una corda di cotone o una catena d’oro che lo sposo mette al collo della sposa ed indossato solo dalle donne sposate come simbolo del loro matrimonio, almeno fino alla morte del marito.

Tra le varie collane c’è poi la varmala o jaimala, una ghirlanda di fiori varianti secondo la regione, magari adornata di banconote.

Varietà più, varietà meno, si tratta di gioielli da favola.

(testo PASSOININDIA)

Foto mangalsutra, fonte : stylehunterbride.com.au

Foto copertina, fonte: https://www.weddingplz.com

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