KARWA CHAUTH – una festa indiana – davanti alla luna, le donne celebrano i loro mariti

passoinindia

Oggi le donne indiane, soprattutto nel Nord e nell’Ovest India, festeggiano il “ Karwa Chauth”; è per loro un giorno di digiuno da cibo e acqua, dedicato ai loro mariti per ottenerne la longevità e il benessere. “Karwa” significa “ vaso di terracotta “ e rappresenta la pace e la prosperità mentre “Chauth” vuol dire “quarto giorno” perchè questa festa si celebra il quarto giorno di luna piena del mese di Kartik che cade in ottobre o novembre, secondo il calendario indiano. Tutte le donne sposate si alzano presto e, prima dell’alba, mangiano il pasto preparato per loro dalla suocera; con il sorgere del sole, cominciano il loro digiuno. Durante il giorno, non fanno i lavori di casa e visitano parenti e amici da cui ricevono regali, tra cui anche le Karwas. Alla sera, le donne indossano i vestiti tradizionali , “sari” o “ sute”, solitamente dei colore beneauguranti…

View original post 233 altre parole

Annunci

Madurai, l’Atene d’Oriente. Il magnifico Meenakshi Temple.

Madurai, nel Tamil Nadu, Sud India, è una città che lascia a bocca aperta. Secondo la leggenda un tempo, al posto di Madurai, c’era una foresta dove un giorno un contadino vide Indra, re degli dei, adorare un lingam (simbolo fallico che rappresenta il Dio Shiva) da egli stesso creato. Il contadino raccontò quanto vide al re Pandya Kulasekara che abbatté la foresta, costruì un tempio intorno al Lingam e presto, attorno al tempio, una città; quando del nettare cadde sulla città dai capelli di Shiva, essa venne chiamata Madurai che in lingua tamil significa “dolcezza”. Già nel 3° secolo aC, Megasthanes, uno storico greco visitò Madurai quando compì il viaggio in India che raccontò nel suo libro “Indika” e altri, presto, arrivarono, da Roma e dalla Grecia, per commerciare con i re della antica dinastia tamil Pandya. Madurai prosperò sotto i Pandyas fino al 10° secolo dC, finché arrivarono i Cholas che governarono dal 920 dC fino all’inizio del 13° secolo e riprosperò nel 1223 dC quando i primi ripresero potere.

pandyia

Sotto i Pandyas nacquero tre accademie letterarie e grandi capolavori come il tempio di Meenakshi. Dopo il saccheggio, nel 1310, di Malik Kapur, generale dell’ islamico Alauddin Khilji, governatore di Delhi, Madurai divenne, nel 1323, provincia dell’impero di Delhi sotto i musulmani turchi Tughlaks.

sultan

Nel 1364, entrò a far parte del grande impero Vijayanagar che ne affidò la gestione a governatori, i Nayaks. Dal 1565, dopo la morte dell’ultimo imperatore, i Nayaks controllarono indipendenti i loro territori. E’ loro il disegno urbanistico, a forma di loto, di Madurai, che si sviluppa intorno al Meenakshi Sundareswarar Amman Temple. Fu proprio il governatore Thirumalai (1623-1659) che contribuì alla creazione di magnifici monumenti che oggi vediamo a Madurai tra cui il Raja Gopuram, la torre all’entrata del Amman Meenakshi Temple. Nel XVIII secolo Madurai cadde sotto la compagnia inglese delle Indie orientali e divenne libera quando gli inglesi lasciarono l’India nel 1987. L’Atene d’Oriente, giusto appellativo di Madurai, incanta ancora per il complesso del Meenakshi Sundareswarar Amman Temple, esso stesso una città che oggi si estende per ben 65000 mq., visitato da 15.000 persone al giorno.

temple-madurai

Dentro mura alte 6 metri, il complesso di Meenakshi, disposto sui quattro punti cardinali, è un insieme di molteplici templi e gopura, magnifiche torri, alcune alte fino a 46 metri, 33.000 statue, dipinti, colonne scolpite; masse di persone vi girano attorno in senso orario per richiamare la sacralità del tempio.

temple

Così Menaski lancia il suo fervore religioso, tra riti, bagni sacri, puja (preghiere), mantra (canti), brahmini (sacerdoti), sadu (asceti), processoni e matrimoni.

 menaski_n

Ogni giorno, alle ore 21.00, nel tempio di Meenakshi, il tempio madre, le effigi della dea e del suo consorte, sono portate nella “camera da letto” dove avviene l’ultimo rituale della giornata, la lalipuja, il canto delle litanie da parte dei sacerdoti.

menaskii

Poi Madurai, finalmente, si riposa.

An_temple

“DUSSEHRA” UNA FESTA INDIANA (INDIAN FESTIVAL)

passoinindia

Dussehra (Vijaya Dashami, Dasara, o Dashain) è una festa indù. E’ considerata festività nazionale indiana che ricorre 20 giorni prima del Diwali (la festa delle luci), altra importante festività religiosa indiana. Con Dussehra gli induisti celebrano la vittoria del dio indù Rama sul re demone Ravana (re di Sri Lanka). Questa storia mitica è raccontata nel grande racconto epico Ramayana. Ravana aveva una sorella, nota come Shoorpanakha che si è innamorata dei fratelli Lakshamana ( fratello di Rama) e Rama e voleva sposare uno di loro. Ma Lakshamana rifiutò di sposarla e Rama non poté farlo perché era già sposato con Sita. Shoorpanakha minacciò quindi di uccidere Sita, in modo da poter sposare Rama. Questo fece arrabbiare Lakshamana che quindi le tagliò il naso e le orecchie. Quando il re di Sri Lanka, Ravana, seppe ciò, rapì Sita per vendicare le ferite di sua sorella. Rama e Lakshamana combatterono quindi…

View original post 400 altre parole

NAVARATRI PUJA – la festa delle nove notti

passoinindia

Il 16 ottobre è iniziata la festività indu del NAVARATRI (dal sanscrito “Nava” nove e “Rati” notti) e continuerà per 9 giorni fino al 24 ottobre. E’ l’inizio dell’autunno e il cambio di stagione rappresenta una buona opportunità per onorare la Dea (Devi) Madre.
Ogni anno questa festa cade in un giorno diverso tra settembre e ottobre, secondo il calendario lunare del mese di Ashwin. Il culmine è il decimo giorno che coincide con il Dussehra (vedi articolo dedicato, su questo blog) in cui si celebra la vittoria del bene sul male. Secondo la mitologia indu del grande poema epico Ramayana, all’inizio del Navaratri, Rama pregò la dea Durga di concedergli il potere divino di uccidere il demone Ravana. L’ottavo giorno Rama ricevette questo dono e il decimo giorno (che coincide appunto con il Dussehra) sconfisse Ravana. Per questo, durante la festa di Dussehra, la notte, si…

View original post 259 altre parole

Vi presento Passoinindia Tours. Per chi ama viaggiare.

A Passoinindia siamo anche viaggiatori e ben sappiamo quanto sia importante la scelta del tour operator a cui affidarsi. Per viaggi in India, Bhutan, Nepal, Sri Lanka, Tibet, Isole Andamane e Maldive ce n’è uno in particolare, di cui conosciamo affidabilità, professionalità e convenienza. E’ Passoinindia Tours, tour operator parlante italiano con sede a Nuova Delhi, che ci è particolarmente gradito perché ideato, tempo fa, da amici e collaboratori di questo blog.

Vale la pena visitare il suo sito www.passoinindia.com per trovare idee di viaggio per tutte le esigenze, accurate descrizioni degli itinerari e splendide immagini. Se volete quindi un’esperienza indimenticabile che vi resti nel cuore affidatevi a loro e preparate valigia o zaino in spalla che sia… sarà comunque la scoperta di nuove prospettive… proprio ciò che ci si aspetta da un Viaggio.

Visitalo, ci piacerebbe un’opinione e se ti piace, consiglialo anche ai tuoi amici…

Il sito http://www.passoinindia.com è visibile anche su mobile.

In copertina, la pagina di apertura del sito.

Sotto, la pagina di un itinerario.

immagine ladakh per wix

L’invincibile forte di Gwalior.

Ho potuto godere delle bellezze di Gwalior quando, anni fa, presi, proprio lì, la certificazione di guida turistica in lingua italiana. Gwalior, nello stato del Madhya Pradesh, India centrale, è conosciuta come città antica. Il suo nome deriva da quello del santo Galava, che, secondo la leggenda, avrebbe curato il Re Rajput di Gwalior Suraj Sen dalla lebbra. Tra gli altri monumenti storici di questa città, spicca, imponente, il conico forte di Gwalior, costruito su una collinetta accanto al quale scorre il piccolo fiume Swarnrekha. Intorno, rocce color dell’ocra e rocce di basalto che formano un precipizio.

dettagli forte

Il Forte, lungo circa due chilometri e mezzo, è considerato il più bello di tutta l’lndia. Il primo Imperatore Mughul Babur lo discrisse come “La perla nella collana dei forti dell’India”. Una bellissima definizione.

Il forte di Gwalior racchiude tre templi, sei palazzi e numerosi serbatoi d’acqua. In passato era considerato come la fortezza inespugnabile del Nord e dell’ India centrale.

gwalior fort

Questo forte, secondo gli esperti, è dell’ VIII secolo. Il forte contiene il Gurjari Mahal, oggi museo, che il sovrano della dinastia Tomar, Raja Man Singh (1486-1516), che amava, oltre la musica, l’architettura, fece realizzare nel XV secolo per la sua regina Mrignayani; nel forte vi è anche il palazzo Man Mandiril volto più noto del forte, nato durante i primi tempi della dominazione Tomar, che fu costruito dal rajput Man Singh (1550-1614) nel XV° secolo; fu proprio qui che l’ambizioso re moghul Aurangzeb (1618-1707) (il figlio di Shah Jahan che costrui il Taj Mahal), imprigionò e fece uccidere suo fratello Murad. Nel forte c’è anche il Jauhar Kund, dove le donne dell’harem si bruciarono a morte dopo la sconfitta del re di Gwalior nel 1232, per non cadere nelle mani del nemico, usanza non infrequente all’epoca, come puoi leggere qui

https://passoinindia.wordpress.com/2014/10/12/la-storia-della-regina-padmini-di-chittor/

Il Teli-ka-Mandir, è il più famoso dei templi indu nel forte, con il suo esterno riccamente scolpito.

Teli_Ka_Mandir,

I nomi dei sovrani che vi hanno risieduto sono incisi nelle sette porte del forte ove anche sono rappresentate figure mitologiche. Varie dinastie hanno infatti posseduto il forte che, come abbiamo visto, passò persino nelle mani degli inglesi per poi andare ai Scindias, una clan nobile di Gwalior che la governò fino all’indipendenza dell’India dal Regno Unito nel 1947.

alto gwalior

Il forte è testimone di molti eventi che hanno segnato la storia dell’India come la sconfitta, da parte degli inglesi, di Tantia Topi, capo della ribellione avvenuta contro il governo britannico tra il 1857 ed il 1858, quando, invece, il Maharaja scindias Jayajirao rimase fedele agli inglesi. Fu a Gwalior che la Rani (regina) di Jhansi, nel 1858, cadde in battaglia mentre combatteva a cavallo contro gli inglesi, come vi abbiamo raccontato precedentemente qui 

https://passoinindia.wordpress.com/tag/jhansi/.

zero

Sulle pareti di un tempio a Gwalior è possibile trovare la più antica rappresentazione conosciuta del simbolo dello zero, il cerchio che è stato inventato proprio in India, ma questa è un’altra storia.

testo PASSOININDIA

vieni a trovarci su Facebook con altre notizie!

Continuiamo a fare Passi insieme.

Il 30 settembre scorso PASSOININDIA ha compiuto il suo terzo anniversario.

Vogliamo ricordarlo per ringraziare tutti Voi che ogni giorno ci accompagnate in questa avventura dello scrivere e della condivisione.

Tutti Voi blogger sapete quanto impegno richieda un simile confronto che tuttavia appaga di piene soddisfazioni quotidiane e non ce ne vogliate se talvolta non ricambiamo appieno le Vostre attenzioni.

I nostri passi continuano perché siamo convinti che siano i passi  a fare il sentiero, e che, ovunque esso porti, là ci sarà una nuova storia…..  da raccontare e da vivere.

Grazie.

PASSOININDIA