La tomba di Humayun a Delhi.

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Nella zona orientale di Delhi, qualche chilometro oltre l’India Gate, si trova la tomba di Humayun. Humayun, sovrano moghul (popolo con origini turche e mongole discendente di Gengis Khan e Tamerlano) succedette, nel 1530, come figlio, al primo imperatore moghul in India, Babur. Humayun governò in India per un decennio, finché nel 1537, sconfitto da Sher Shah Sur, un signore del Bihar, dovette esiliare in Persia presso lo scià Safavide, che poi lo aiutò, con il suo esercito, a riprendere Delhi nel 1555, l’anno prima della sua morte.

Al mausoleo dove egli riposa si accede da un ingresso che conduce ad un parco. Seguendo il percorso, tra scolaresche,  turisti e scoiattoli, si giunge all’ingresso principale, un piccolo arco da cui già si intravvede, magnifico, il grande edificio, proprio al centro del giardino; questo nome, “quattro giardini”, è dovuto alla struttura dei giardini quadrilateri in stile persiano, divisi da passerelle o da acqua che scorre lungo canali poco profondi, sullo stile del giardino del paradiso descritto nel Corano. Fu Babur, il primo sovrano moghul in India, ad introdurre nel Paese tali tipici giardini persiani; in seguito, si sarebbero ritrovati nel Forte Rosso di Delhi e al Taj Mahal di Agra.

C’è un filo sottile che lega il mausoleo di Humayun al famosissimo Taj Mahal che hanno in comune lo stesso impianto architettonico. Infatti, è al primo che gli architetti di Sah Jahan (di cui Humayun era bisnonno) si ispirarono nel realizzare il secondo, ovvero il capolavoro in marmo bianco di Agra. L’uno, voluto da una moglie devota al marito, l’altro voluto da un marito innamorato della moglie perduta.

La tomba di Humayun, la prima tomba-giardino in stile moghul-persiano in India, fu infatti voluta per Humayun, il secondo re moghul, dalla sua vedova Hamida Banu Begum, che ne ordinò la realizzazione nel 1565, ben nove anni dopo la morte del marito avvenuta nel 1556, subito dopo la quale egli fu seppellito dapprima nel suo palazzo di Delhi e in seguito a Sirhind, in Punjab al riparo da possibili danni da parte del re indu Hemu che aveva sconfitto i moghul di Agra e Delhi nel 1556.

Dopo sette anni dalla prima pietra posata per il grande mausoleo, nel 1572, fu completata questa grande opera progettata dall’architetto di corte persiano Mirak Mirza Ghiyath che aveva già ideato edifici a Herat (ora Afghanistan), Bukhara (ora Uzbekistan), e in altri luoghi in India. Con grande maestria lo stile dell’architettura centroasiatica, individuabile nelle nicchie ad arco, nei corridoi, nell’alta cupola doppia (usata per la prima volta in India), venne fuso con elementi decorativi induisti che si ritrovano nella creazione di chioschi o chhatris sul tetto che apportano al mausoleo una forma piramidale. Da lì partì il nuovo filone che portò poi alla realizzazione del Taj Mahal.

Il mausoleo di Humayun è una vera necropoli della dinastia Mughal da quando, a partire dal 17° secolo fino al 19° secolo, il giardino venne gradualmente riempito con le tombe dei discendenti di Humayun fino a diventare il sepolcro che, al mondo, ospita il numero più alto di tombe degli imperatori moghul e dei loro familiari (circa 150). Il mausoleo, in arenaria rossa, a due piani, sovrastato da una cupola in marmo bianco di gusto persiano, è alto 47 metri e largo 91 metri. Al piano terra eleganti archi decorano tutto intorno la costruzione.E’ ammirevole il lavoro di piastrelle ad intarsio, gli intagli, la pietra scolpita. Sulle facciate ci sono le stelle di David (con dentro il simbolo del loto); infatti in vari passaggi del Corano vi è scritto che David e Salomone fossero profeti e re, e pertanto sono figure riverite dai musulmani. Nel basamento intorno all’edificio, tipicamente persiano, vi sono 124 nicchie che opitano tombe minori.

Il cenotafio del sovrano, in marmo, si trova nel mezzo della camera centrale ottagonale sita nel piano più alto e decorata con file di finestre ad arco. Ai suoi angoli, altre camere  ospitano le tombe di due mogli ed altri membri della famiglia reale. La vera tomba dell’imperatore si trova tuttavia al piano seminterrato.

William Finch, un mercante inglese che nel 1611 visitò la tomba, ricorda come la tomba fosse arricchita da preziosi tappeti, da scritte del Corano, dalla spada di Humayun, dal suo turbante e dalle sue scarpe, oltre che da una piccola tenda sopra il cenotafio.

Infatti quasi subito dopo la sua costruzione, già cominciò il declino del musoleo perché la capitale fu trasferita da Delhi ad Agra. Un secolo dopo, i giardini divennero orti poi, nel 1857, dopo l’invasione britannica di Delhi, gli orti vennero sostituiti con i giardini in stile inglese.  Dal 1903 l’aspetto originale del giardino è stato ricreato per ordine del viceré, Lord Curzon.

Dal 1993 la tomba di Humayun è patrimonio mondiale dell’UNESCO e da allora sono state effettuate importanti ristrutturazioni, soprattutto tra il 1999 e il 2003.

Se andate a visitare la città di Delhi, programmate una visita in questo luogo ricco di storia e di architettura.

Testo by Passoinindia
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5 thoughts on “La tomba di Humayun a Delhi.

  1. marzia scrive:

    Mi hai illuminato su un monumento ( ma è giusto definirlo così?) che ho sempre ammirato.
    Con il tuo reportage mi hai fatto volare…

  2. […] Source: La tomba di Humayun a Delhi. […]

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