La valle dei fiori, terra delle fate.

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La valle dei fiori è un parco nazionale nello stato di Uttarakhand e copre un territorio di 87 Kmq., con una lunghezza di circa 8 km. ed una larghezza di circa 2 km.

Questo parco paradisiaco era sconosciuto finché, nel 1931, fu scoperto dal grande alpinista Frank S. Smith. Dal 2004 è diventato patrimonio mondiale dell’Umanità, inserito nella rete di Riserve della Biosfera.

Questa meraviglia si trova in una zona davvero particolare che è il punto di conversione delle catene dell’Himalaya, Zanskar e Himalaya orientale. Questo paese che, secondo credenze del luogo, sarebbe abitato dalle  fate, è protetto da montagne innevate alte da 3352 a 3658 metri sopra il livello del mare ed è circondato da magnifiche catene montuose e ghiacciai scintillanti.

Incontaminata dall’essere umano, questo lembo di terra è ghiacciata nei mesi più freddi e, come per miracolo, mostra tutta la sua bellezza nei mesi più caldi quando la natura, con le piogge monsoniche, si risveglia e regala la sua spettacolare flora esotica ed endemica che appare un grande tappeto colorato.

Fare una semplice passeggiata in questa terra magnifica di cascate, piccoli corsi d’acqua, prati fioriti, vette maestose offre un’esperienza unica e indimenticabile. La bellezza di questo ambiente attira amanti della natura, fotografi e botanici.

Come raggiungerlo: La valle dei Fiori si trova a 300 chilometri a nord di Rishikesh, nei pressi di Badrinath. Dovete viaggiare su strada fino a Govindghat dove parte il percorso a piedi per arrivare alla Valle dei Fiori. Govindghat si trova a 20 km. prima di Badrinath.

Periodo di fioritura: i mesi di luglio, agosto e settembre sono i migliori per esplorare lo splendore di questo magnifico luogo. A giugno la neve inizia a sciogliersi e le piante iniziano la loro germinazione. Entro luglio tutti i fiori sono in piena fioritura.

Date di apertura e chiusura della Valle dei fiori: Aperto dal 1° giugno di ogni anno dalle ore 7.00 con ultimo ingresso alle ore 14.00. Chiusura il 4 ottobre.

Testo by PassoinIndia

“Madre” Tanti Auguri a tutte le mamme

passoinindia

 Mia madre era disabile, aveva una gamba sola e camminava con le stampelle. La odiavo perché altri bambini mi prendevano in giro a causa della sua condizione che a me portava un grande imbarazzo. Quando camminavo accanto a lei tutti mi guardavano con occhi strani e questo non mi piaceva affatto. Non ho mai conosciuto mio padre e lei mi raccontava che lui l’ha lasciata presto sola e se ne è andato chissadove; altro di lui non ho mai chiesto perché non mi interessava sapere di più su qualcuno che non ho mai visto. A volte pensavo che fosse a causa di mia madre se lui adesso non era qui con noi.

Una volta, quando ancora andavo a scuola, dimenticai la gamella del pasto e mia madre venne a portamela in classe; fu un gesto gentile ma, invece di ringraziarla, mi arrabbiai moltissimo e le dissi di andarsene altrimenti…

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In India ad un passo dall’Himalaya.

 

L’Himalaya, si sa, ospita alcune delle vette più alte del mondo, tra cui l’Everest e il K2, e i ghiacciai più grandi sulla Terra, lunghi anche fino a 70 chilometri che ne fanno il terzo più grande deposito di ghiaccio dopo l’Antartide e l’Artico.

Questo grande sistema montuoso, stendendosi per oltre 2.400 chilometri, da Assam in India al Pakistan ad ovest, abbraccia anche Bhutan, Tibet e Nepal, con una larghezza media di circa 300 chilometri. Con, a Nord, l’altopiano tibetano, e, a sud, le pianure alluvionali dell’India, l’Himalaya funge da barriera e determina le condizioni climatiche dei paesi confinanti.

L’Himalaya, il cui nome dal sancrito ‘Hima’ (neve) e ‘Alaya’ (dimora), significa “dimora delle nevi”, è geologicamente giovane in quanto si formò circa 70 milioni di anni fa a seguito di una collisione tra le placche Indo-australiana ed eurasiatica. Nacquero così dal mare le montagne himalayane con 30 cime oltre i 7.315 metri sul livello del mare e 25 punti che superano gli 8.000 m.s.l.m. Un sistema vivo perché la piastra Indo-australiana è ancora in movimento e aumenta di 67 mm. l’anno e, perfettamente visibile dal satellite spaziale, copre lo 0,4% della superficie terrestre. Da qui e dall’altopiano tibetano alle sue spalle nascono i fiumi più grandi, e ancora più antichi di quelle montagne, come il Gange, l’Indo, il Brahmaputra, il Mekong, lo Yangtze e il Fiume Giallo.

Il massiccio Himalayano è stato testimone di storia di incontri e lotte tra popoli e di devozione; lì attorno, sono diverse le religioni praticate: l’induismo, prevalente in India e Nepal, il buddismo in Bhutan, Tibet, Ladakh (nord India) e Sikkim (nord est India), l’Islam in Pakistan e nel Kashmir indiano.

Per gli induisti l’Himalaya è la dimora di Shiva, qui adorato sotto forma di lingam (fallo) e meta di pellegrinaggi, come Amarnath in Kashmir, Kedarnath, Badrinath, Jageshwar, Yamunotri, Gangotri e Kumaon nello Stato indiano di Uttarakhand. I nepalesi chiamano l’Himalaya ‘Samgarmatha‘ che significa ‘Dea dell’universo‘ o ‘Fronte del cielo‘.

Tra le montagne, in zone remote ma accessibili, si trovano importanti monasteri buddisti e gompas come Lamayuru e Hemis in Ladakh, Rumtek nel Sikkim, Tatsang in Bhutan. Anche i Sikh hanno lassù i loro luoghi sacri, come il gurudwara di Hemkund, in Uttarakhand.

L’Himalaya, con 14 vette oltre gli 8.000 m. come l’ Everest (8850), al confine tra Tibet e Nepal, il K2 (8611), al confine tra Cina e Pakistan, il Kanchenjunga (8586), al confine tra Sikkim (India) e Nepal, il Nanga Parbat (8126), in Pakistan, l’Annapurna (8091), in Nepal, il Manaslu (8156), in Nepal, il Lhotse (8516), tra Cina e Nepal e il Dhaulagiri (8201), in Nepal, è il sogno perenne degli scalatori. Qui, la zona disabitata della Grande Himalaya, alle altitudini più elevate, il clima è severo, la vegetazione pressoché nulla, la neve è perenne e l’ossigeno carente.

Scendendo dagli alti picchi, comincia la cintura forestale della regione himalayana, fatta di quercie, rododendri, betulle, pini, Deodar e abeti.

A valle, gli insediamenti umani da cui sono nate le splendide cittadine, facilmente raggiungibili, dove si gode della bellezza himalayana.

Non è affatto impossibile infatti poter ammirare l’Himalaya; se fate un viaggio in India includete nel vostro itinerario uno di questi luoghi (e sono solo alcuni!):

Shimla, 2.205 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, città collinare dall’architettura coloniale, un tempo zona di svago per i britannici, è circondata da cime innevate e verdi pascoli. Vi si arriva atterrando all’aeroporto di Chandigarh oppure in treno da Delhi. Ci sono voli disponibili tra Shimla e Delhi e tra Shimla e Kullu. Shimla è a 370 km da Delhi e si può raggiungerla in autobus o in auto privata. Shimla è l’ultima stazione dell’antica ferrovia a scartamento ridotto, la scenica linea Kalka-Shimls che si arrampica a quote elevate in 96 km. di percorrenza. Darjeeling, nel West Bengala, nel nord est dell’India, proprio sotto allo Stato del Bhutan, ad un’altitudine di 2.200 m., è una delle più belle stazioni collinari indiane, famosa per la coltivazione del tè di ottima qualità. Imperdibile l’alba alla Tiger Hill con magnifica vista sul monte Kangchenjunga, la terza montagna più alta al mondo. A Darjeeling si arriva per via aerea, ferroviaria e stradale. L’aeroporto più vicino a Darjeeling è Bagdogra, 100 km a sud. Se si vuole usufruire del treno, ci si può arrivare con il treno giocattolo (toy train) sulla Darjeeling Himalayan Railway che va da New Jalpaiguri a Ghum. Oppure si può raggiungere in auto, con autobus locali o auto privata. Manali, 2.050 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, destinazione popolare anche per il trekking e il rafting, da cui si ammirano le maestose cime che circondano la valle, è luogo ideale per gli amanti dell’avventura. Si raggiunge in aereo, treno o auto; l’aeroporto più vicino è Bhuntar, a 52 km. di distanza. La stazione più vicina è la stazione ferroviaria che si trova a 95 km da Kullu. E’ molto bello giungere a Manali in taxi, auto o bus partendo da Kullu per ammirare la bellezza paesaggistica della valle di Kullu. Da Manali parte l’antica e mitica strada per il Ladakh, nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, in India del Nord; percorrerla significa immergersi completamente tra le montagne della catena himalayana; il Ladakh, con capitale Leh, è raggiungibile anche con un breve e spettacolare volo da Delhi e visitabile in auto. Dharamshala, (1457 m.s.l.m.), il villaggio dove dal 1959 il Dalai Lama ha trovato rifugio insieme a tutto il governo tibetano in esilio a seguito dell’invasione cinese del Tibet, è arroccata alle pendici himalayane, avvolta in una atmosfera particolare; è raggiungibile in aereo da Delhi, in autobus e inj treno (la fermata più vicina è Patankot). Rishikesh, in Uttarakhand, collocata proprio ai piedi dell’Himalaya, dove nasce il sacro e ancora limpido fiume Gange, è capitale dello yoga e uno dei luoghi più sacri per gli induisti. Là i Beatles, negli anni 60, composero alcune delle loro canzoni. Raggiungibile in auto o treno.

 

Quindi partite! Oppure viaggiate con PassoinIndia Tours www.passoinindia.com

testo by Passoinindia

 

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