Tibet: nella realtà di un sogno !

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Dicono che qui, nelle montagne dell’Himalaya, vi sia il mitico regno di Shamballa, la terra degli illuminati, e dicono che esista veramente e che per accedervi si debba trovare un passaggio che é simultaneamente dentro e fuori di noi, nel nostro corpo e tra questi monti, i più alti del mondo. Forse la chiave per trovare Shamballa è nei testi che parlano del Tibet mistico, è nei canti dei poeti, degli eremiti, degli yogin tantrici che vissero e meditarono in questi luoghi. Nello Yoga tantrico, lo yoga esoterico che ha impregnato di sé questi luoghi, poesia e misticismo sono le vie verso l’uomo. Non esiste il concetto di inconscio, ma l’inconscio è rappresentato dalle terre inesplorate, dai luoghi remoti. Macrocosmo e microcosmo, dentro e fuori coincidono e tutte le cose, sia le forme del corpo umano che i monti, gli organi e i torrenti, sono il frutto del potere visionario della coscienza umana. Qui, dove l’inconscio dell’uomo è la terra stessa, la mistica Ma gcig esprime questo invito:

Si vada errando senza sosta, tra lande desolate e luoghi di ritiro.
Si stia come lo spazio, privo di dubbi e paure.
Senza dubbi e paure nell’immensità.

E le fanno eco le parole della Danzatrice del Cielo:

Il mondo è un’idea, è ciò che pensiamo, e non ha sostanza. Non c’è motivo di abbattimento, non siate depressi, amici; abbiate coraggio. Il mio corpo danza nel cielo e con destrezza si muove nella materia. Viaggiando ovunque, non ho trovato nulla che in definitiva sia reale. Voi, non riconoscendomi, mi considerate un’entità esterna. Ma quando mi riconoscerete, sbattendo le ali con una forza nascosta, superando persino i venti taglienti, potrete giungere a qualunque destinazione.

E le parole che il maestro Marpa disse al discepolo Milarepa:

Vai a vagare nei deserti di neve, nella solitudine degli aridi monti e sprofondati nella contemplazione.

Le montagne impervie dell’Himalaya paiono difendere questa saggezza antica. Mentre molto lontano, nel mondo, nascono e muoiono teorie dell’inconscio, qui l’intuizione originaria, simbolicamente rappresentata dalla magica terra di Shamballa, sembra essere difesa da un guerriero invincibile: l’Everest che, con la sua vetta, unisce terra e cielo e tutti gli opposti.

Il Tibet è una terra di dèi, demoni, demonesse, orchesse e spiriti selvaggi che sono l’incarnazione delle forze elementari ostili e delle potenze naturali di questo mondo. Gli antichi testi che descrivono la conquista del Tibet da parte degli yogin tantrici buddisti, che civilizzarono le popolazioni nomadi, definiscono le loro imprese come esorcismi di demoni e demonesse che rappresentano una natura impervia, difficile a essere conquistata, ma anche silenziosa, potente e affascinante. Gli antichi mistici e monaci appaiono come maghi o sciamani capaci di potenti esorcismi e di ogni sorta di magia, compresa quella di volare nell’aria. Ancora oggi il Tibet possiede una geografia mistica, in cui i picchi montani sono i falli delle divinità e le valli i corpi distesi delle demonesse. Molti tibetani praticano ancora il pellegrinaggio spirituale, circombulando intere montagne e laghi ritenuti sacri. In verità non c’è monte o lago o fiume in Tibet che non sia considerato sacro. I pellegrini ancora oggi parlano di come i monti sacri del Tibet inchiodino alla terra i corpi delle demonesse, che rappresentano l’energia sessuale selvaggia della natura.

(source: vojagesillumination)

Non potevamo pensare ad un’introduzione diversa per presentare il Tibet, impossibile da descrivere, senza parlare del misticismo e del profondo e vitale rapporto con la natura, che inevitabilmente lo animano. Iniziare a pensare al Tibet come prossima meta per un viaggio non è sicuramente impresa facile, oltre a considerare la sua posizione geografica infatti, bisogna inanzitutto coglierne lo spirito primordiale ed estremo. Il Tibet si divide in 7 regioni amministrative: Lhasa la capitale, Shigatse dove si trova il monte Everest, Shannan la culla della civiltà tibetana, Nagqu la residenza dei tibetani nomadi con grandi praterie, Ngari l’ultima rotta dei pellegrini orientale e selvaggia, Nyingchi le “Alpi Svizzere” del Tibet orientale e Chamdo il centro della cultura Khampa.

Lhasa:

La città di Lhasa si trova su un altopiano, dominata da tre vette: Marpori ovvero la montagna rossa, Chakpori ovvero la montagna di ferro e Barmari la montagna coniglio che la proteggono dal vento rigido che domina su tutto l’altopiano tibetano e vanta quindi un micro-clima che può essere definito temperato. Alcune delle attrazioni locali sono: il Potala Palace che costituisce un gruppo architettonico collocato in cima alla montagna, un insieme di templi, palazzi, dormitori e uffici. Dopo la restaurazione nel 17’sec., il palazzo divenne la residenza del Dalai Lama e il centro del potere politico dell’intera regione. Nel tempo questa affascinante opera d’arte ha ottenuto il nome di “paradiso delle arti” e nel 1994 venne nominato patrimonio Unesco. Numerosissimi i monasteri che colorano la città tra cui i più visitati sono: il tempio di Jokhang , uno tra i più venerati del Tibet, dove si trova la statua del Jowo Buddha che si dice essere stata benedetta dal Buddha stesso. Molti pellegrini compiono viaggi lunghi addirittura anni per poter visitare questo luogo simbolo, altri compiono quotidiane visite e circoambulano il monastero pregando e prostrandosi. Il monastero di Drepung, che si trova alla base di una montagna poco distante da Lhasa, ospitava un tempo quasi 1000 monaci e al suo interno il complesso si caratterizza con dormitori, sale di preghiera e templi. Altro importante monastero è quello di Sera, nel quale i monaci sono soliti compiere densi e lunghi dibattiti e nel pomeriggio si riuniscono nel cortile invitando i monaci più giovani a prendere parte a discorsi filosofici, misurando ognuno la conoscenza dei testi sacri del buddhismo e ponendosi domande a vicenda. Per arrivare al monastero di Ganden, situato su un’alta e verde montagna poco fuori da Lhasa, bisogna affrontare una bella scalata, arrivati alla cima però, lo spettacolo delle valli tutt’intorno, ripaga indubbiamente. Essendo un monastero utilizzato anche per le sepulture a cielo aperto, non è raro vedere avvoltoi e corvi sorvolare nell’aria. Un’altra attrazione della città è il “parco dei gioielli” il Norbulingka fatto realizzare intorno al 1740, ospita al suo interno giardini, fontane, piscine e un piccolo zoo. Poco distante da Lhasa si trova il Dark Yerpa, delle grotte scavate nella roccia, uno dei luoghi di ritiro spirituale più sacri del Tibet, situato in una spettacolare montagna calcarea nella valle di Yerpa, ad un’altitudine di circa 4000 m. ospita i monaci che vengono a meditare nella calma e nella meraviglia che regnano in questo monastero.

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Shigatse:

Shigatse, in tibetano vuol dire “terra fertile”, ed è il nome dato ad uno dei sette distretti del Tibet che si trova alla confluenza dei fiumi Yarlong Tsangpo e Nyanghu, situato tra il Nepal e l’altopiano tibetano, questa regione ospita la vetta più alta del mondo: il monte Everest, chiamata anche Qomolangma ovvero la “terza dea”, circondato e sorretto da altre vette spettacolari, di poco meno elevate, che creano una cornice straordinaria. Moltissimi i campi base a disposizione dei turisti collocati a diverse altezze della montagna. In cima al monte Everest è sempre possibile vedere un ciuffo di nuvole che si spingono verso est, mosse dal vento dell’ovest simile al movimento di una bandiera che sventola. In alcuni momenti le nuvole si trasformano da onde in movimento in una piccola e sottile colonna di fumo o da destrieri galoppanti in magici veicoli delle dee, uno spettacolo che conduce facilmente in una dimensione solenne e immateriale. Appartenente al buddismo Nyingma, il monastero di Rongbuk è l’ opera architettonica  religiosa collocata in uno dei luoghi più alti del mondo, uno dei posti migliori per godere della vista del Monte Everest. Serve come campo base per i trekking e le escursioni ed è anche l’hotel più alto del mondo. Il monastero di Tashilhunpo, ha un magnifico stile architettonico con un tetto dorato e edifici gloriosi, dozzine di monasteri appartenenti a rami differenti del buddismo, aumentano l’atmosfera sacra di     quest’area. Il Grand Canion Yearlung Tsangpo è rinomato per la sua valle, la più lunga e profonda del mondo. Con rapide turbolente, gole impervie, picchi vertiginosi, lussureggianti foreste, questo posto é ricco di attrazioni.  In precedeza accessibile solo da gruppi di scienziati a causa della scarsità di comunicazioni e dell’aspro ambiente circostante, oggi risulta essere più facilmente raggiungibile. Qui si trova “la vetta in fiamme”, il Namchebawa che offre uno spettacolo sensazionale coperto dal mistero delle nuvole.

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Shannan:

Con più di duemila anni di storia e una natura spettacolare tutt’intorno, Shannan ospita numerosi reperti storici e scenari mozzafiato: laghi e fiumi imponenti tra cui il salato fiume Yarlulng Tsangpo, pittoresche foreste vergini, praterie e il primo monastero del Tibet. Yamdrok Lake è uno dei laghi sacri della regione, circondato da montagne innevate, senza sbocchi, appare in perfetto equilibrio tra l’acqua sciolta dei ghiacciai e quella evaporata del lago. Il monastero di Samye fu costruito secondo la descrizione dell’universo nelle scritture buddhiste, è famoso per il suo stile architettonico che unisce lo stile tibetano, cinese e indiano e rappresenta il centro dell’universo. Il palazzo di Yambulang, fu il primo costruito dal primo sovrano tibetano Nyatri Tsanpo nel secondo secolo A.C. , molte le reliquie al suo interno e rappresenta una forte attrazione per coloro che sono interessati alla storia di questo paese. Spettacolare la vista di cui si gode dal palazzo sulle campagne circostanti, i villaggi e le verdi praterie tutt’intorno. Il lago più sacro è il Lhamo La tso Lake, poco famoso a causa della sua posizione difficile da raggiungere e degli scarsi collegamenti, si dice che abbia il potero magico di mostrare il passato e il futuro di ognuno con una chiarezza pari all’intensità della devozione del fedele.

Nagqu:                                      

Scarsamente popolato, questo territorio si caratterizza per la sua natura protetta, i suoi paesaggi incontaminati, le montagne innevate, i laghi azzurri e il semplice stile di vita della sua gente.

Il Nam Tso Lake “ il lago celestiale”è venerato sia dai buddisti tibetani che da coloro che seguono la dottrina Bön, che si prostrano sulle rive del lago e ne pregano la divinità che lo abita. L’ immenso lago salato, è uno dei più straordinari spettacoli naturali, uno specchio su cui si riflettono le montagne e il cielo, e considerato un luogo di pellegrinaggio e di meditazione. Tutto intorno si trovano quattro monasteri costruiti in direzione dei quattro punti cardinali, numerosi gli antichi simboli che arricchiscono il lago, legati a storie del paese. Un paradiso per gli animali e luogo di pascolo per le madrie dei nomadi del nord del Tibet.  Questo luogo ospita, lungo le sue rive, un piccolo centro di ritiro spirituale chiamato Tashidor Gompa dove è anche possibile soggiornare per qualche notte. È una destinazione popolare per un’escursione di una notte, poco lontano da Lhasa, solitamente raggiungibile con tour di gruppo in jeep ma facilmente raggiungibile anche con viaggi singoli.

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Ngari:

Questa destinazione è diventata una meta importante sia per i viaggiatori che per i pellegrini, grazie alle sue magnifiche distese verdeggianti, la sua cultura stimolante e la gente del posto solare e accogliente. Qui si trova una delle cime più venerate da Buddhisti, Induisti e Jainisti: il Monte Kailash, uno spettacolo indimenticabile, considerato il centro dell’universo. Gli induisti credono che questo monte sia la residenza di Lord Shiva, il creatore, il mantenitore e il distruttore del mondo e che da qui nascano il Gange e tutti i sacri fiumi dell’India.  Si crede anche che la nascita della dottrina Bön, abbia avuto origine proprio qui. I Jainisti invece credono che Lord Rishaba qui ottenne la liberazione. Per I buddhisti tibetani, questo è il luogo dove il saggio Milarepa sconfisse la dottrina Bön e fece del Buddhismo la prima religione del Tibet, essi credono inoltre che il monte impersonifichi la felicità eterna, ogni anno sono numerosi i fedeli che compiono pellegrinaggi intorno al monte. Oltre al suo immeno valore simbolico, la natura che riveste la montagna vale la pena di essere ammirata almeno una volta nella vita. Con una vetta che raggiunge quasi i 6,656 m. la sua cima sembra brillare sotto i riflessi del sole, numerosi i laghi che la circondano tra cui il Manasarovar lake. Il nome del lago in tibetano traduce “l’eterno e invincibile lago di giada” ed’è la sorgente di quattro fiumi sacri dell’Asia: Brahmaputra, Ghaghara, Sindhu and Sutlej, oltre ad essere un famoso luogo di pellegrinaggio. Assume la forma di una pera e le sue acque risplendono come cristalli di un blu luccicante sotto i raggi del sole. I pellegrini hindu e buddisti che giungono per venerare il lago, credono che le sue acque abbiano il potere di ripulire da tutti i peccati. Nella tradizione hindu si crede che il lago fu creato  da Brahma per permettere ai suoi figli di lavarsi dopo aver scalato la cima della montagna sacra, mentre per i buddisti la leggenda narra che la madre di Buddha fu trasportata qui dalle divinità e qui si immerse nelle acque del lago affinchè il suo corpo si purificasse, qui vide un elefante bianco venirle incontro dal monte kailash e non appena Buddha entrò nel suo grembo, ella lo diede alla luce.  Luogo di importanza storica è il palazzo di Guge, costruito sulla montagna , qui si trovano oggi reliquie dorate, grotte, monasteri e case che testimoniano di un antico regno in declino. Nonostante siano passati centinaia di anni alcuni dei monasteri e della case sopravvivono. Oltre alla sua ricca storia, questo sito archeologico è una grande attrattiva da cui godere della natura circostante e ammirare i resti di un glorioso passato. Il palazzo su tre livelli è un miracolo architettonico e un simbolo di un’antica nazione pacifica e devota. Un’opera architettonica che vale assolutamente la pena di essere visitata.

Nyingchi:

Tradotto come il “trono del sole”questa regione deve il nome alla sua posizione geografica, essendo il posto dove visibilmente sorge il sole, una terra pittoresca e un paradiso fertile nel selvaggio Tibet. Questa terra è benedetta da stupendi laghi, profonde gole, foreste immense e prati di azalee. È  considerata la

“Svizzera d’Oriente”e Jiangnan“la terra fertile del Tibet”, infatti non ci sono fiori di pesco in Svizzera e neanche cime innevate nello Jiangnan. Il lago Basum, è uno dei più grandi bacini del Tibet orientale, circondato da vette innevate e foreste, famoso per la sua primitiva pace e tranquillità, il blu intenso della superficie del lago rispecchia le alte montagne e la natura tutt’intorno. Il lago inoltre è un luogo di venerazione per i buddisti Nyingma, con un tempio realizzato al centro di una piccola isola e nella riva meridionale del lago i devoti pregano per richiedere la nascita di un figlio.

La vetta di Namjagbarwa tradotta con “la lancia che trapassa il cielo” con il suo magnifico aspetto, la sua ripida conformazione e il clima imprevedibile, è una vetta ambiziosa da scalare.

La foresta di Lulang ovvero “il posto dove dimenticare la nostalgia di casa” è un tipico altopiano montano con scenari alpini mozzafiato, rannicchiato tra le montagne e i ghiacciai, si innalza fino a 3700 metri con grandi foreste, villaggi, e una vegetazione molto ricca. Decorato con un cielo carico di nuvole, e vette innevate, questa immensa distesa di pini è una gioia per gli occhi e offre scenari idilliaci, con pascoli sereni, boccioli in fiore e ruscelli gorgoglianti.

Chamdo:                                  

Qamdo o la “congiuntura dei fiumi”, si trova nel Tibet orientale, ai piedi delle montagne Hengduan e del bacino idrologico dei fiume Jinsha, Lancang e Nu. È una delle aree dove si concentra la maggiore presenza di allevamenti e di aziende agricole e offre scenari naturali mozzafiato.  Il Ranwu lake, una delle attrazioni della regione offre una vista spettacolare della sua acqua verde cristallina, con montagne innevate tutt’intorno, colorate azalee e verdeggianti foreste. Costruito nel 1444 d.c. il monastero di Jampaling , poco lontano dal lago, è uno dei più grandi e più influenti del Tibet orientale, ospita un grande numero di monaci e la sua architettura è ben preservata con centinaia di statue del Buddha e di altri monaci e dipinti sacri al suo interno. Il ghiacciaio Laigu, altra importante attrazione turistica, comprende una serie di ghiacciai, ed’è uno dei tre più grandi ghiacciai del mondo.

Parlare di Tibet non è affatto facile, sarebbe come cercare di raccontare l’odore di un giardino fiorito di gelsomini o descrivere la foto del paradiso, ma per chi ha la fortuna di poterci andare e di poter testimoniare con i proprio occhi la sacralità e l’immensità della natura che regna in questi posti, beh, non ci sono parole che possano bastare!

Buon viaggio e stay tuned!!

 

 

 

 

 

 

 

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