my name is khan

C’è un film di Bollywood dell’anno 2010, uscito anche nelle sale italiane, campione di incassi (e di costi) in India. Innanzitutto perché il registra è Karan Johar, una garanzia cinematografica e l’attore principale è il noto e amatissimo Shah Rukh Khan (che significa “viso da re”) che da sempre recita in quasi tutti i suoi progetti.

E’, questa, una storia che ricorda quella del celeberrimo Forrest Gump. Innanzitutto perché è ambientato in India ma anche negli Stati Uniti, anche se non poche sono state le difficiltà ad ottenere i permessi a “girare”, e racconta una storia particolare. Quella del musulmano Rizwan Khan che, lasciata Mumbai, vive in America. E’ il momento dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Garrick, suo amico con moglie e figlio, parte per la guerra in Afghanistan….

Dopo alcuni episodi di violenza che interessano da vicino la sua esistenza, fino ad allora tranquilla, riflette sulle parole della moglie: il problema è il suo cognome. Così Rizwan parte per incontrare l’ex Presidente George Bush e poi il nuovo Presidente Barack Obama. Ma Rizwan viene interrogato come sospetto terrorista e poi rilasciato dopo una campagna mediatica da parte di alcuni studenti reporter indiani che sostengono la sua innocenza rivelando i suoi tentativi di informare l’FBI sulla divulgazione terrorista, alla moschea, di Faisal Rahman. Riuscirà Khan ad incontrare il Presidente?

E’ una storia di razzismo, di negata integrazione e di pregiudizio, amplificati dalla scia di terrore lasciata da quel grave episodio che ha cambiato il mondo e la percezione dell’altro. Ma Khan, che anche soffre della sindrome di Asperger, vuole gridare il suo nome fortemente, ricordando quello che sua madre gli disse. “Ricordati sempre una cosa: al mondo esistono due categorie di persone; quelle buone che fanno cose buone e quelle cattive che fanno cose cattive. Questa è l’unica differenza che esiste tra le persone.”

Due sole note: 1) All’ attore Aamir Bashir fu negato il visto per gli Stati Uniti e dovette essere sostituito 2) Le riprese che avrebbero dovuto essere girate in una moschea di Los Angeles, negati i permessi, furono alla fine realizzate in una moschea costruita vicino a Mumbai.

Un film da vedere.

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