Happy Diwali!

Cosa è il Diwali? Ve lo spieghiamo qui!

https://passoinindia.wordpress.com/2013/11/03/la-festa-di-diwali/

https://passoinindia.wordpress.com/2015/11/12/ecco-come-ci-si-e-preparati-al-diwali/

 

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In India anche le rane si sposano.

Tutti sanno che in molte parti dell’India l’acqua scarseggia e ad essa è legata la vita dei contadini che, già poveri, quando il monsone tarda ad arrivare, rischiano di perdere il frutto del loro duro lavoro. Sono molti i suicidi che si registrano tra gli agricoltori. Questo vasto Paese, in quanto a numero di dighe, si pone dopo Cina e Stati Uniti contandone più di cinquemila. La siccità rimane comunque un serio problema aggravato dai cambiamenti climatici e dall’uso di combustibili fossili impiegati per lo sviluppo industriale. Quando non piove da tempo le riserve d’acqua, anche quelle dei pozzi, non sono più sufficienti e il prezzo per l’acquisto di autobotti di questa preziosa risorsa tende a salire.

Pochi sanno che in molti villaggi rurali, ad esempio negli Stati di Assam, Orissa, Tripura, Karnataka, per citarne alcuni, ha luogo un particolarissimo rituale che origina dalla antichissima tradizione vedica, quella raccolta nei libri sacri indù, che viene celebrato da secoli perché ritenuto prospero per avere abbondanti piogge. Ebbene, secondo una credenza mitologica occorre unire in matrimonio due rane selvatiche allo scopo di chiedere pietà agli dei della pioggia come sono Indra, Parjanya e Varuna. Nella religione induista, Indra è signore della folgore e dio del temporale, delle piogge e della magia; Varuṇa è una delle più antiche e importanti divinità vediche ed il più importante Asura nel Ṛigveda (Asura è il termine con cui nel Ṛgveda, il testo vedico risalente tra il XX e il XV secolo a.C., vengono chiamate alcune divinità tra cui appunto anche Varuṇa e Indra), controlla l’Ordine cosmico, e tutti i fenomeni celesti e sotterranei; Parjanya, vedico, è un dio della pioggia e colui che fertilizza la terra. Quindi, se si vuole l’acqua piovana, è a loro che bisogna rivolgersi.

Il matrimonio tra rane è una vera e propria celebrazione gioiosa così come quando a sposarsi sono le persone, tra preghiere, addobbi e vivande a base di riso. Gli anfibi, sono catturati senza alcuna violenza dal loro ambiente naturale e, visibilmente perplessi, vengono lavati e vestiti secondo tradizione. Alla sposa, come rituale di nozze richiede, viene applicato sulla testa il sindoor (https://passoinindia.wordpress.com/2014/06/28/il-significato-del-bindi-e-del-sindoor/), il segno in polvere di colore rosso.

La cerimonia ha luogo di solito in un sacro tempio ed è seguita con ardore da tutti gli abitanti del villaggio che, con profonda devozione, accarezzano dolcemente la coppia. Al termine, i due novelli sposi vengono benedetti e rilasciati nel loro ambiente naturale.

(testo by PassoinIndia)

 

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Makar Sankranti. La festa del Sole.

Oggi in India si è celebrata una festa molto importante per gli induisti (ma anche i Sikh, la festeggiano), ritenuta la più propizia di tutto l’anno. Infatti, il 14 gennaio è il giorno di Sankranti, considerato particolarmente sacro perché in questo giorno il Sole, secondo le scritture vediche, lascia il Sagittario (Dhanu Rashi)  ed entra nel Capricorno (Makar Rashi), iniziando così il suo viaggio dall’emisfero Sud (Dakshinayana) all’emisfero Nord (Uttarayana). Nell’astrologia indiana Shankranti significa trasmigrazione del Sole da uno zodiaco verso un altro zodiaco. Questa festa cade circa 21 giorni dopo il solstizio d’inverno (il giorno più breve e la notte più lunga dell’anno) che, nell’emisfero settentrionale, ha luogo tra il 20 e il 23 dicembre. Sono gli Ariani ad avere iniziato a celebrare come propizio per i festeggiamenti questo giorno che anche apre la stagione del raccolto.

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Anche nel poema Mahabharata, si racconta di questo giorno di buon auspicio. Bhishma Pitamah, uno dei protagonisti del grande capolavoro epico, pur ferito in guerra resistette 58 notti alla morte fino allo momento dello Uttarayan così da raggiungere la dimora celeste in un momento di buon auspicio. Ancora oggi si crede che morire in questo giorno porti la Moksha (liberazione dal ciclo delle reincarnazioni) o la salvezza per il defunto.

Da oggi, in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, le giornate diverrano più lunghe e calde.

La festa, quindi, è dedicata a Surya Deva (il Dio Sole), il Signore dell’energia e della Luce, che nutre tutta la vita sulla Terra. Anche se ci sono dodici Sankranti nel calendario indù, il Makar Sankranti è quello religiosamente più significativo ed è diventato lo Sankranti per eccellenza. La festa, una delle poche che si celebra unanimemente in tutta l’India ed in una data fissa ogni anno, viene celebrata per due o quattro giorni, a seconda della regione, dove assume via via nomi diversi e dove variano anche i rituali celebrativi e le leggende locali che li animano. Gli induisti operano sacre abluzioni, fanno opere di carità, accendono falò un giorno prima di Makar Sankranti, celebrano il Dio Sole, offrono agli dei il Prasad (il cui nome significa “grazioso regalo”ed è rappresentato da cibo), preparano dolci e fanno, soprattutto in Sud India, un bagno d’olio; insomma, si compiono tutte le cerimonie rituali considerate di buon augurio. Gli stati di Bihar, Bengala, Punjab, Maharashtra, Gujarat, Rajasthan e Tamil Nadu celebrano la festa con grande fervore. In Tamil Nadu il festival è conosciuto come Pongal, in Assam come Bhogali Bihu, nel Punjab, come Lohiri, nel Gujarat e Rajasthan, come Uttararayan. Al di fuori dell’India, questo giorno è festeggiato in Nepal, dove conosciuto come Maghe Sakrati o Maghi, in Thailandia dove è chiamato Songkran e in Myanmar celebrato come Thingyan.

Buon Sankranti a tutti!

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(foto da Hindutan Times. Celebrazioni e raccolta dei fiori di loto)

In Kerala per la festa di Onam.

La festa di Onam è la più importante festa del Kerala, il bellissimo Stato costiero del Sud dell’India che vive prevalentemente di agricoltura e con essa si festeggia il raccolto. Pur essendo una festa indù è celebrata con entusiasmo da tutti i Keralites senza differenze di casta e di religione. Onam cade all’inizio del mese di Chingam, il primo mese del calendario Malayalam che corrisponde ai mesi di agosto-settembre e dura dieci giorni. I giorni più importanti sono l’Atham, il primo giorno di Onam, in cui si svolgono i preparativi alla festa e il Thiruonam,  il decimo giorno (4 settembre 2016) e più avanti vi spieghiamo perché è così entusiasmante esserci.

vi va di fare un giro un po’ più lungo per venire a leggerlo sul sito di PassoinIndia Tours?

http://www.passoinindia.com/#!onam-festival-in-kerala/c160g

 

 

 

 

 

Holi, la festa dei colori in India

 

Holi

Buona Holi a tutti. Oggi l’India ha celebrato la festa più divertente dell’anno conosciuta come Holi, la festa dei colori. Per sapere quale è il suo significato vedi

http://www.passoinindia.com/#!holi-festa-dei-colori/c1s70

https://passoinindia.wordpress.com/2014/03/17/i-colori-della-holi-salutano-linverno/

La Lohri, festa del raccolto, nord India

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La Lohri è una festa importante del Nord dell’ India, celebrata da tutti (a prescinder dalla appartenenza religiosa)  il giorno 13 Gennaio (secondo il calendario indu) di ogni anno, che ha le sue origni nello stato del Punjab anche se oggi, grazie alla sua popolarità, è festeggiata anche in Haryana, Himachal Pradesh, Jammu e Delhi.

Il nome Punjab significa “terra dei cinque fiumi”  ed è il nome di una delle regioni indiane più fertili, tanto che viene chiamata “granaio dell’India”; la maggior parte dei suoi abitanti lavora in agricoltura e perciò, nella loro vita, ogni stagione ha la sua importanza poiché da esse dipende il futuro raccolto. Per questo ad ogni stagione è dedicata una festa che viene celebrata con tutto l’entusiasmo e la gioia. La Lohri è appunto dedicata alla fine dell’ Inverno, cosi  la festa Basant è dedicata all’esordio della primavera, e, con la festa di  Teeyan, si celebrano i Monsoni.
Con la Lohri…

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