Viaggio nel nord-est India. Le sette sorelle e le loro tribù.

C’è un’India nascosta e sconosciuta ai più, collegata al grande subcontinente dallo stretto corridoio di Siliguri nel Bengala occidentale, e ritenuta una delle zone al mondo con diversità culturali così varie e molteplici da richiamare, da sempre, l’interesse degli antropologi. Ci troviamo nel Nord Est indiano, al confine con Cina, Bhutan, Myanmar e Bangladesh, dove sette Stati, le “seven sisters”, Mizoram, Arunachal Pradesh, Assam, Manipur, Nagaland, Meghalaya e Tripura, in una bellezza naturale pre-himalayana di prim’ordine, custodiscono un patrimonio culturale pressochè intatto, quello delle comunità tribali (Adivasi, Adi=indigeno) che li abitano. La popolazione, complessivamente intesa, si concentra per il 70% nel solo Assam, tipicamente tropicale con palmeti da cocco, che, con le sue verdi valli, è anche il secondo Stato più esteso delle sette sorelle, il più accessibile al turismo e quello che, da solo, realizza il 65% della produzione totale di té in India. Qui si trovano due importanti parchi visitabili famosi per gli ultimi esemplari di rinoceronti unicorni indiani, Manas e Kaziranga, Patrimonio dell’Umanità. La fertilità di questi suoli, in parte attraversati dal fiume Brahamputra, che danno riso, la ricchezza delle foreste, che danno legname, e le risorse minerarie, che danno un po’ di petrolio, sono alla base dell’economia di questi luoghi.

 

Tutta l’India del nord-est è abitata da tantissime comunità tribali di ceppo mongolo, un vero tesoro di umanità, dalle variegate lingue, costumi, religioni e tradizioni secolari, che vivono di agricoltura e allevamento, producono tessuti in lana ed altro artigianato locale. Come un caleidoscopio di culture, le peculiarità di queste comunità tribali si riflettono nelle loro danze, canti, cibo, feste, arte ed altre occasioni sociali in cui esse manifestano la loro vivacità ed orgoglio. Sono tradizioni sopravvissute al tempo e alla modernità, finalmente riconosciute e presevate dal governo indiano che ha classificato questi Stati come “tribali”. La loro posizione strategica ed isolata, limitrofa a confini “caldi” come quelli cinesi e del Bangladesh e la loro interdizione al turismo sin dai tempi del governo post-coloniale di Nehru, ha contribuito a preservarne l’autenticità e la sopravvivenza. E’ a Khohima, la capitale del Nagaland che fu bloccata l’invasione giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Attraversato dalla catena himalayana, il Nagaland è anche lo Stato più esteso del Nord India, il meno popoloso e tuttavia quello che ospita la più ricca varietà etnica, ben 80 tribù e sottotribù di origine mongola. L’Arunachal Pradesh, circondato da Cina e Birmania, è l’ultimo Paese indiano verso est ed il suo nome significa “terre di montagne baciate dal sole nascente” perché il sole di ogni giorno lo illumina per primo insieme alle sue splendide orchidee.

Molti dei popoli tribali sono stati convertiti al Cristianesimo dai missionari britannici, altri seguono Induismo e Buddismo ed altri ancora hanno le loro credenze indigene e praticano l’animismo ossia il culto primordiale per cui in ogni realtà materiale, che sia un fiume, una pianta, la terra, l’acqua, un fulmine, il cambio delle stagioni ecc., vive un’anima.

Un incredibile concentrato di biodiversità sotto  tutti i punti di vista. Un viaggio bellissimo, quello negli Stati tribali del Nord est indiano, particolarmente adatto a chi vuole andare “fuori rotta”, dove uomini e natura si uniscono da sempre.

(testo PASSOININDIA TOURS)

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Come arrivare:

In aereo: Assam (aeroporto di Lokpriya  Gopinath Bordoloi, aeroporto di Guwahati), Manipur (aeroporto di Imphal), Nagaland (aeroporto di Dimapur) e Tripura (aeroporto di Agartala) hanno voli diretti da altre città dell’India come Delhi e Calcutta.

In treno: Venendo dall’India il  principale punto di accesso per qualsiasi stato nord-orientale è l’Assam. Buoni collegamenti ferroviari dalla maggior parte delle principali città indiane con l’ Assam, l’unico stato della regione con con linee ferroviarie (salvo Nagaland con una stazione, Dimapur). Le stazioni più importanti in Assam sono Guwahati, Bongaigaon, Lumding, Tinsukia e Dibrugarh. La linea non è elettrica e la corsia è unica perciò i ritardi sono normali.

Su strada: tutti gli stati hanno una buona rete di strade nelle aree urbane. Si consiglia di non guidare da soli.

Ormai il visto speciale di ingresso a questi Paesi, rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri, è richiesto solo per entrare in Arunachal Pradesh ma, per gli altri Stati, è possibile che si debba comunque registrare l’arrivo e la partenza. Ad ogni modo conviene sempre verificare gli aggiornamenti sul sito del ministero degli affari esteri o su quello ufficiale dei singoli Stati.

Un gruppo che visita questi Paesi deve essere sponsorizzato da un’agenzia di viaggi e turismo approvata dal governo.

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In India ad un passo dall’Himalaya.

 

L’Himalaya, si sa, ospita alcune delle vette più alte del mondo, tra cui l’Everest e il K2, e i ghiacciai più grandi sulla Terra, lunghi anche fino a 70 chilometri che ne fanno il terzo più grande deposito di ghiaccio dopo l’Antartide e l’Artico.

Questo grande sistema montuoso, stendendosi per oltre 2.400 chilometri, da Assam in India al Pakistan ad ovest, abbraccia anche Bhutan, Tibet e Nepal, con una larghezza media di circa 300 chilometri. Con, a Nord, l’altopiano tibetano, e, a sud, le pianure alluvionali dell’India, l’Himalaya funge da barriera e determina le condizioni climatiche dei paesi confinanti.

L’Himalaya, il cui nome dal sancrito ‘Hima’ (neve) e ‘Alaya’ (dimora), significa “dimora delle nevi”, è geologicamente giovane in quanto si formò circa 70 milioni di anni fa a seguito di una collisione tra le placche Indo-australiana ed eurasiatica. Nacquero così dal mare le montagne himalayane con 30 cime oltre i 7.315 metri sul livello del mare e 25 punti che superano gli 8.000 m.s.l.m. Un sistema vivo perché la piastra Indo-australiana è ancora in movimento e aumenta di 67 mm. l’anno e, perfettamente visibile dal satellite spaziale, copre lo 0,4% della superficie terrestre. Da qui e dall’altopiano tibetano alle sue spalle nascono i fiumi più grandi, e ancora più antichi di quelle montagne, come il Gange, l’Indo, il Brahmaputra, il Mekong, lo Yangtze e il Fiume Giallo.

Il massiccio Himalayano è stato testimone di storia di incontri e lotte tra popoli e di devozione; lì attorno, sono diverse le religioni praticate: l’induismo, prevalente in India e Nepal, il buddismo in Bhutan, Tibet, Ladakh (nord India) e Sikkim (nord est India), l’Islam in Pakistan e nel Kashmir indiano.

Per gli induisti l’Himalaya è la dimora di Shiva, qui adorato sotto forma di lingam (fallo) e meta di pellegrinaggi, come Amarnath in Kashmir, Kedarnath, Badrinath, Jageshwar, Yamunotri, Gangotri e Kumaon nello Stato indiano di Uttarakhand. I nepalesi chiamano l’Himalaya ‘Samgarmatha‘ che significa ‘Dea dell’universo‘ o ‘Fronte del cielo‘.

Tra le montagne, in zone remote ma accessibili, si trovano importanti monasteri buddisti e gompas come Lamayuru e Hemis in Ladakh, Rumtek nel Sikkim, Tatsang in Bhutan. Anche i Sikh hanno lassù i loro luoghi sacri, come il gurudwara di Hemkund, in Uttarakhand.

L’Himalaya, con 14 vette oltre gli 8.000 m. come l’ Everest (8850), al confine tra Tibet e Nepal, il K2 (8611), al confine tra Cina e Pakistan, il Kanchenjunga (8586), al confine tra Sikkim (India) e Nepal, il Nanga Parbat (8126), in Pakistan, l’Annapurna (8091), in Nepal, il Manaslu (8156), in Nepal, il Lhotse (8516), tra Cina e Nepal e il Dhaulagiri (8201), in Nepal, è il sogno perenne degli scalatori. Qui, la zona disabitata della Grande Himalaya, alle altitudini più elevate, il clima è severo, la vegetazione pressoché nulla, la neve è perenne e l’ossigeno carente.

Scendendo dagli alti picchi, comincia la cintura forestale della regione himalayana, fatta di quercie, rododendri, betulle, pini, Deodar e abeti.

A valle, gli insediamenti umani da cui sono nate le splendide cittadine, facilmente raggiungibili, dove si gode della bellezza himalayana.

Non è affatto impossibile infatti poter ammirare l’Himalaya; se fate un viaggio in India includete nel vostro itinerario uno di questi luoghi (e sono solo alcuni!):

Shimla, 2.205 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, città collinare dall’architettura coloniale, un tempo zona di svago per i britannici, è circondata da cime innevate e verdi pascoli. Vi si arriva atterrando all’aeroporto di Chandigarh oppure in treno da Delhi. Ci sono voli disponibili tra Shimla e Delhi e tra Shimla e Kullu. Shimla è a 370 km da Delhi e si può raggiungerla in autobus o in auto privata. Shimla è l’ultima stazione dell’antica ferrovia a scartamento ridotto, la scenica linea Kalka-Shimls che si arrampica a quote elevate in 96 km. di percorrenza. Darjeeling, nel West Bengala, nel nord est dell’India, proprio sotto allo Stato del Bhutan, ad un’altitudine di 2.200 m., è una delle più belle stazioni collinari indiane, famosa per la coltivazione del tè di ottima qualità. Imperdibile l’alba alla Tiger Hill con magnifica vista sul monte Kangchenjunga, la terza montagna più alta al mondo. A Darjeeling si arriva per via aerea, ferroviaria e stradale. L’aeroporto più vicino a Darjeeling è Bagdogra, 100 km a sud. Se si vuole usufruire del treno, ci si può arrivare con il treno giocattolo (toy train) sulla Darjeeling Himalayan Railway che va da New Jalpaiguri a Ghum. Oppure si può raggiungere in auto, con autobus locali o auto privata. Manali, 2.050 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, destinazione popolare anche per il trekking e il rafting, da cui si ammirano le maestose cime che circondano la valle, è luogo ideale per gli amanti dell’avventura. Si raggiunge in aereo, treno o auto; l’aeroporto più vicino è Bhuntar, a 52 km. di distanza. La stazione più vicina è la stazione ferroviaria che si trova a 95 km da Kullu. E’ molto bello giungere a Manali in taxi, auto o bus partendo da Kullu per ammirare la bellezza paesaggistica della valle di Kullu. Da Manali parte l’antica e mitica strada per il Ladakh, nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, in India del Nord; percorrerla significa immergersi completamente tra le montagne della catena himalayana; il Ladakh, con capitale Leh, è raggiungibile anche con un breve e spettacolare volo da Delhi e visitabile in auto. Dharamshala, (1457 m.s.l.m.), il villaggio dove dal 1959 il Dalai Lama ha trovato rifugio insieme a tutto il governo tibetano in esilio a seguito dell’invasione cinese del Tibet, è arroccata alle pendici himalayane, avvolta in una atmosfera particolare; è raggiungibile in aereo da Delhi, in autobus e inj treno (la fermata più vicina è Patankot). Rishikesh, in Uttarakhand, collocata proprio ai piedi dell’Himalaya, dove nasce il sacro e ancora limpido fiume Gange, è capitale dello yoga e uno dei luoghi più sacri per gli induisti. Là i Beatles, negli anni 60, composero alcune delle loro canzoni. Raggiungibile in auto o treno.

 

Quindi partite! Oppure viaggiate con PassoinIndia Tours www.passoinindia.com

testo by Passoinindia

 

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Vi presento Passoinindia Tours. Per chi ama viaggiare.

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Vale la pena visitare il suo sito www.passoinindia.com per trovare idee di viaggio per tutte le esigenze, accurate descrizioni degli itinerari e splendide immagini. Se volete quindi un’esperienza indimenticabile che vi resti nel cuore affidatevi a loro e preparate valigia o zaino in spalla che sia… sarà comunque la scoperta di nuove prospettive… proprio ciò che ci si aspetta da un Viaggio.

Visitalo, ci piacerebbe un’opinione e se ti piace, consiglialo anche ai tuoi amici…

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