In India ad un passo dall’Himalaya.

 

L’Himalaya, si sa, ospita alcune delle vette più alte del mondo, tra cui l’Everest e il K2, e i ghiacciai più grandi sulla Terra, lunghi anche fino a 70 chilometri che ne fanno il terzo più grande deposito di ghiaccio dopo l’Antartide e l’Artico.

Questo grande sistema montuoso, stendendosi per oltre 2.400 chilometri, da Assam in India al Pakistan ad ovest, abbraccia anche Bhutan, Tibet e Nepal, con una larghezza media di circa 300 chilometri. Con, a Nord, l’altopiano tibetano, e, a sud, le pianure alluvionali dell’India, l’Himalaya funge da barriera e determina le condizioni climatiche dei paesi confinanti.

L’Himalaya, il cui nome dal sancrito ‘Hima’ (neve) e ‘Alaya’ (dimora), significa “dimora delle nevi”, è geologicamente giovane in quanto si formò circa 70 milioni di anni fa a seguito di una collisione tra le placche Indo-australiana ed eurasiatica. Nacquero così dal mare le montagne himalayane con 30 cime oltre i 7.315 metri sul livello del mare e 25 punti che superano gli 8.000 m.s.l.m. Un sistema vivo perché la piastra Indo-australiana è ancora in movimento e aumenta di 67 mm. l’anno e, perfettamente visibile dal satellite spaziale, copre lo 0,4% della superficie terrestre. Da qui e dall’altopiano tibetano alle sue spalle nascono i fiumi più grandi, e ancora più antichi di quelle montagne, come il Gange, l’Indo, il Brahmaputra, il Mekong, lo Yangtze e il Fiume Giallo.

Il massiccio Himalayano è stato testimone di storia di incontri e lotte tra popoli e di devozione; lì attorno, sono diverse le religioni praticate: l’induismo, prevalente in India e Nepal, il buddismo in Bhutan, Tibet, Ladakh (nord India) e Sikkim (nord est India), l’Islam in Pakistan e nel Kashmir indiano.

Per gli induisti l’Himalaya è la dimora di Shiva, qui adorato sotto forma di lingam (fallo) e meta di pellegrinaggi, come Amarnath in Kashmir, Kedarnath, Badrinath, Jageshwar, Yamunotri, Gangotri e Kumaon nello Stato indiano di Uttarakhand. I nepalesi chiamano l’Himalaya ‘Samgarmatha‘ che significa ‘Dea dell’universo‘ o ‘Fronte del cielo‘.

Tra le montagne, in zone remote ma accessibili, si trovano importanti monasteri buddisti e gompas come Lamayuru e Hemis in Ladakh, Rumtek nel Sikkim, Tatsang in Bhutan. Anche i Sikh hanno lassù i loro luoghi sacri, come il gurudwara di Hemkund, in Uttarakhand.

L’Himalaya, con 14 vette oltre gli 8.000 m. come l’ Everest (8850), al confine tra Tibet e Nepal, il K2 (8611), al confine tra Cina e Pakistan, il Kanchenjunga (8586), al confine tra Sikkim (India) e Nepal, il Nanga Parbat (8126), in Pakistan, l’Annapurna (8091), in Nepal, il Manaslu (8156), in Nepal, il Lhotse (8516), tra Cina e Nepal e il Dhaulagiri (8201), in Nepal, è il sogno perenne degli scalatori. Qui, la zona disabitata della Grande Himalaya, alle altitudini più elevate, il clima è severo, la vegetazione pressoché nulla, la neve è perenne e l’ossigeno carente.

Scendendo dagli alti picchi, comincia la cintura forestale della regione himalayana, fatta di quercie, rododendri, betulle, pini, Deodar e abeti.

A valle, gli insediamenti umani da cui sono nate le splendide cittadine, facilmente raggiungibili, dove si gode della bellezza himalayana.

Non è affatto impossibile infatti poter ammirare l’Himalaya; se fate un viaggio in India includete nel vostro itinerario uno di questi luoghi (e sono solo alcuni!):

Shimla, 2.205 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, città collinare dall’architettura coloniale, un tempo zona di svago per i britannici, è circondata da cime innevate e verdi pascoli. Vi si arriva atterrando all’aeroporto di Chandigarh oppure in treno da Delhi. Ci sono voli disponibili tra Shimla e Delhi e tra Shimla e Kullu. Shimla è a 370 km da Delhi e si può raggiungerla in autobus o in auto privata. Shimla è l’ultima stazione dell’antica ferrovia a scartamento ridotto, la scenica linea Kalka-Shimls che si arrampica a quote elevate in 96 km. di percorrenza. Darjeeling, nel West Bengala, nel nord est dell’India, proprio sotto allo Stato del Bhutan, ad un’altitudine di 2.200 m., è una delle più belle stazioni collinari indiane, famosa per la coltivazione del tè di ottima qualità. Imperdibile l’alba alla Tiger Hill con magnifica vista sul monte Kangchenjunga, la terza montagna più alta al mondo. A Darjeeling si arriva per via aerea, ferroviaria e stradale. L’aeroporto più vicino a Darjeeling è Bagdogra, 100 km a sud. Se si vuole usufruire del treno, ci si può arrivare con il treno giocattolo (toy train) sulla Darjeeling Himalayan Railway che va da New Jalpaiguri a Ghum. Oppure si può raggiungere in auto, con autobus locali o auto privata. Manali, 2.050 metri di altitudine, in Himachal Pradesh, nord India, destinazione popolare anche per il trekking e il rafting, da cui si ammirano le maestose cime che circondano la valle, è luogo ideale per gli amanti dell’avventura. Si raggiunge in aereo, treno o auto; l’aeroporto più vicino è Bhuntar, a 52 km. di distanza. La stazione più vicina è la stazione ferroviaria che si trova a 95 km da Kullu. E’ molto bello giungere a Manali in taxi, auto o bus partendo da Kullu per ammirare la bellezza paesaggistica della valle di Kullu. Da Manali parte l’antica e mitica strada per il Ladakh, nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, in India del Nord; percorrerla significa immergersi completamente tra le montagne della catena himalayana; il Ladakh, con capitale Leh, è raggiungibile anche con un breve e spettacolare volo da Delhi e visitabile in auto. Dharamshala, (1457 m.s.l.m.), il villaggio dove dal 1959 il Dalai Lama ha trovato rifugio insieme a tutto il governo tibetano in esilio a seguito dell’invasione cinese del Tibet, è arroccata alle pendici himalayane, avvolta in una atmosfera particolare; è raggiungibile in aereo da Delhi, in autobus e inj treno (la fermata più vicina è Patankot). Rishikesh, in Uttarakhand, collocata proprio ai piedi dell’Himalaya, dove nasce il sacro e ancora limpido fiume Gange, è capitale dello yoga e uno dei luoghi più sacri per gli induisti. Là i Beatles, negli anni 60, composero alcune delle loro canzoni. Raggiungibile in auto o treno.

 

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testo by Passoinindia

 

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Il trenino del Darjeeling è pronto alla partenza.

Nel Darjeeling, West Bengala, India, viaggia il Toy Train, un leggendario treno costruito tra il 1879 e il 1881 che circola su una ferrovia a scartamento ridotto su un percorso impervio, necessariamente progettato a zig zag, di circa 88 Km., attraverso un terreno montuoso di grande bellezza, villaggi, mercati e piccole stazioni. Il tratto che il treno percorre collega New Jalpaiguri a Darjeeling. Per la realizzazione di questa linea, che non ha richiesto alcuna costruzione di gallerie tra i monti, vennero impiegate tecniche ingegneristiche davvero all’avanguardia per l’epoca; l’esigenza nacque, tra l’altro, di evitare un innalzamento del prezzo del riso di collina che, a causa del costo del problematico viaggio, sarebbe costato due volte e mezzo in più rispetto a quello delle pianure. Oggi questa linea è ancora pienamente operativa e le sue caratteristiche originali sono perfettamente conservate e la maggior parte delle locomotive originali sono ancora in uso; il loro antico motore a vapore è stato tuttavia sostituito con il motore diesel, più potente e più veloce, così la tratta NJP – Daejeeling richiede attualmente 7 ore invece di 10. Dopo la partenza a un livello di 300 metri a New Jalpaiguri, questo treno si arrampica fino a circa 2.200 metri quando raggiunge Darjeeling. Questo “toy train”, affettuosamente chiamato “treno giocattolo”, corre sulla linea ufficialmente conosciuta come la Darjeeling Himalayan Railway (DHR) che si snoda, lungo il corso inferiore delle montagne himalayane orientali, attraversando bellissime zone di pini, foreste di bambù, castagni, querce, magnolie, rododendri e piantagioni del celeberrimo tè verde del Darjeeling (furono gli inglesi a portare dalla Cina le prime piante di thé, così le piantagioni cominciarono a diffondersi dal 1857).

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La piccola cittadina di Darjeeling, al tempo della dominazione britannica, fu scelta dagli inglesi come residenza estiva lontana dalla calura delle pianure (in prevalenza da Calcutta). La linea ferroviaria si inerpica viaggiando per paesaggi straordinari passando per Siliguri, Kurseong e Ghum, il punto ferroviario più alto di tutta l’Asia (2.258 mt.) e il secondo più alto al mondo.

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Uno dei luoghi più ammirati è il Batasdia Loop. Batasdia, situata poco sotto Ghum prima di raggiugere Darjeeling 5 km. Più avanti, significa “spazio arioso” ed è questa l’impressione che se ne ha godendo da qui di un fantastico panorama a 360°. Di fronte c’è infatti Darjeeling arroccata sulla collina, davanti allo sfondo dell’innevato monte Kanchenjunga, la terza montagna più elevata del pianeta (8586 m), dopo l’Everest e il K2, e parte della catena himalayana, al confine fra il Nepal e lo Stato indiano del Sikkim. Al Batasdia Loop, il trenino compie un giro ad anello (loop) girando intorno ad un bellissimo giardino pieno di arbusti e fiori situato in un’area di circa 50.000 metri quadrati.

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Il Batasia Loop venne commissionato nel 1919 allo scopo di attenuare il forte dislivello di quel tratto. Sono diversi i loop che la locomotiva deve compiere per salire, tutti affascinanti, come l’Agony Point, che dice tutto. Durante la seconda guerra mondiale, la DHR ha giocato un ruolo fondamentale per il trasporto di personale militare e di approvvigionamenti ai campi intorno a Ghum e Darjeeling. Questo tratto ferroviario, dal 1999 patrimonio mondiale dell’UNESCO, è molto più di una caratteristica essenziale del paesaggio, in quanto rappresenta fortemente l’identità sociale e culturale del Darjeeling.

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Una volta giunti a Darjeeling non perdetevi neppure la magnifica vista che si gode dalla Tiger Hill, a 11 Km. (oppure a 5 km. da Ghum), raggiungibile anche con un taxi. Questa levataccia da farsi alle 4.30 della mattina regala una emozionante alba sul Kanchenjunga e, se la giornata è limpida, anche sull’Everest. Un’altra chicca: a Sukna, un piccolo villaggio dove il trenino fa stazione, dopo quella di Siliguri Junction potete accedere al Mahanadi Wildlife Sanctuary, conosciuto per la migrazione di elefanti, orsi neri himalayani e tigri del Bengala.

alba

testo by PASSOININDIA

immagini, esclusa copertina e ultima, da

http://everythingfair.blogspot.it/2012/09/incredible-india.html

http://wellseasonedwilly.wordpress.com/2012/09/05/making-momos-darjeeling/