Dal di lenticchie (ricetta indiana)

E’ semplicissimo cucinare questo piatto tipico della cucina indiana.
In una casseruola mettete un poco di olio e, ad olio caldo, dei semi di cumino. Quando questi cominciano a sfrigolare aggiungete della cipolla e dell’aglio tagliati a piccoli pezzettini e un poco di zenzero, possibilmente fresco. Lasciate cuocere per alcuni minuti di modo che tutto rilasci il suo sapore. Aggiungete dunque del pomodoro tagliato a pezzettini, della polvere di curcuma e del curry (il misto di spezie indiano). Se vi piace il piccante potete utilizzare anche del peperoncino o della paprika in polvere. Lasciate che il pomodoro si amalgami agli altri ingredienti e si disfi. Mettete quindi in pentola le lenticchie (se secche devono essere prima tenute in ammollo dalla sera prima e ci stanno di più a cuocere, se utilizzate quelle in scatola, magari bio, sciacquatele bene e mettetele in pentola con dell’acqua e aggiungete il sale).
Separatamente bollite il riso basmati, fino a che sia cotto al punto giusto.
Potete anche accompagnare questo piatto con il chapatti, il buonissimo pane indiano e trovate qui la ricetta https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chapati-il-pane-indiano-ricetta/

(per vedere altre ricette via alla categoria “cucina”)

https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/

https://passoinindia.wordpress.com/tag/come-fare-il-paneer/

https://passoinindia.wordpress.com/2018/07/02/le-buonissime-samosa-street-food/

by PassoinIndia

CHAPATI, IL PANE INDIANO (RICETTA)

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COME FARE IL CHAPATI INDIANO (PANE)

Gli ingredienti utilizzati per fare il chapati (o chapatti) sono farina, acqua, sale, olio. Considerate che In India la farina viene spesso macinata ancora a mano e risulta essere un misto di miglio, orzo, grano saraceno e grano. Dunque, se volete usare questo tipo di farina, in Italia potete acquistarla nei negozi indiani. Un buon rimedio sostitutivo è l’utilizzo di farina integrale (2/3) e farina bianca (1/2); alcuni usano solo la farina di frumento integrale. Provate.

Si mette la farina in una ciotola e si aggiunge l’acqua e il sale e si lavora con forza fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. Poi si divide il composto in palline che dovete appiattire, rendere tonde e schiacciarne i bordi facendole girare nelle vostre mani per renderle più morbide. Poi tiratele con il mattarello. Devono essere tonde e di circa 15 centimetri.

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Il chapati viene cotto dentro una particolare padella in ferro (tawa) che diffonde il calore in modo uniforme ma va benissimo usare una padella antiaderente (non mettete olio nella padella). Quando la padella è ben calda appoggiarvi sopra il chapatti. Giratelo (se volete con le mani oppure utilizzando una pinza da cucina – ad esempio quelle in silicone resistenti alla calda temperatura – e facendo attenzione a non bucarlo).

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Se il chapati è ben riuscito si deve gonfiare (e poi sgonfierà risultando simile ad una piadina italiana). Può essere poi anche esposto per un istante direttamente alla fiamma viva facendolo così gonfiare di vapore, e in questa forma viene chiamato “Gujrathi phulka”. Occhio a non bruciarvi e a non bruciarlo!

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E’ povero di grassi,  non contiene lievito ed è un ottimo sostituto del pane.

Alla fine spalmatevi sopra del ghee, il burro chiarificato. Per mantenerli ben caldi fino a che siano tutti pronti, disponete i chapatti dentro un piatto e coprite con un canovaccio o carta stagnola, così da mantenerli caldi.

Questo pane è tipico della cucina indiana (in hindi è chiamato anche bajra roti, ed assume altre denominazioni a seconda della regione) ed è diffuso anche in alcune aree del Medio Oriente e in diversi Paesi dell’Africa orientale. In India il chapati viene preparato ogni giorno per accompagnare piatti di carne, pesce e verdura, ad esempio il dal (zuppa di lenticchie) o, con la zuppa di ceci al curry (https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/)

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Il chapati è solo uno dei tanti tipi di pane indiano. Accompagnatelo alle pietanze. Gli indiani lo mangiano facendolo a pezzettini ed usandolo per raccogliere il cibo dal piatto.

Aiutatevi con questo video di una famosa cuoca indiana molto brava. E’ in inglese ma ben capibile vedendo le immagini. Con le nostre istruzioni ed il video avrete la ricetta originale indiana!

Testo by PassoinIndia

http://www.manjulaskitchen.com/roti-chapati-flat-indian-bread/

 

Altre ricette

CECI AL CURRY

https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/

PANEER – FORMAGGIO INDIANO FATTO IN CASA

https://passoinindia.wordpress.com/2016/08/30/la-ricetta-per-fare-a-casa-il-paneer-il-formaggio-indiano/

 

 

 

 

 

Chana masala (ricetta indiana di ceci)

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Cuocete i ceci secchi oppure utilizzate quelli in scatola (lavateli sotto l’acqua fredda). Mettete dell’olio in una pentola e, quando è caldo, aggiungete semi di cumino; quando sono belli rosolati aggiungere cipolla a pezzettini, aglio sminuzzato e un po’ di zenzero (esiste anche in polvere ma quello fresco ha un sapore più deciso). A doratura, aggiungete anche un pomodoro sminuzzato, curcuma (polvere), peperoncino (secondo vostro gusto sul piccante), sale e curry (se non vi piace troppo il curry potete metterne anche pochissimo, il piatto sarà comunque buono). Dopo qualche minuto aggiungere i ceci cotti e un poco di acqua (il piatto finale deve risultare non troppo asciutto, a meno che a voi piaccia più così). Lasciare cuocere per circa 20 minuti. Gli indiani lo consumano anche con il riso basmati (bollito separatamente e posto nel piatto a fianco dei ceci) e al chapatti, il loro pane tipico (che potete sostituire con una piadina).
Buon appetito.
by Passoinindia

Le buonissime SAMOSA (street food)

Questo popolare street food pare sia nato in Medio Oriente, ma grazie ad antichi scambi commerciali è diventato uno degli snack più apprezzati della cucina asiatica. I samosa di verdure sono una variante vegetariana fra le più comuni e diffuse: consistono essenzialmente in un fragrante guscio di pasta che viene fritto e farcito con un mix di patate e verdure estremamente personalizzabile, a cui possono essere aggiunti anche carne o legumi, a seconda della provenienza o della religione della famiglia che li prepara. Poiché non esiste una ricetta ufficiale, noi abbiamo deciso di proporvi una versione vegana del ripieno composta da patate, piselli, cipolle e anacardi, ma voi potete adattarla ai vostri gusti aggiungendo o togliendo gli ingredienti che più preferite!

PER 8 SAMOSA

PER LA PASTA farina 00 250 g / acqua 100 ml / olio di semi 50 ml / sale 1 pizzico,

PER IL RIPIENO patate 370 g / pisellini 107 g / anacardi 35 g / zenzero fresco 27 g / cipolla ½ / aglio 2 spicchi /  peperoncino fresco ½ /cumino ¼ cucchiaino /curcuma in polvere ¼ cucchiaino /peperoncino in polvere 1 pizzico / olio extravergine oliva 10 g /sale q.b.

Friggere in abbondante olio di semi (1 lt)

Per preparare i samosa, per prima cosa lavate e sbucciate le patate, poi mettetele a lessare in una pentola di acqua bollente per 35 minuti. Mentre le patate cuociono, potete occuparvi dell’impasto dei samosa: in una ciotola capiente, unite la farina, il sale e l’olio di semi e cominciate ad amalgamare gli ingredienti con la punta delle dita. Poi aggiungete l’acqua poco per volta, continuando a impastare con le mani, fino a che non otterrete una pallina di impasto piuttosto liscio ed elastico. Coprite la ciotola con un canovaccio e passate alla preparazione degli ingredienti per il ripieno: tagliate il peperoncino fresco a metà per il lungo, rimuovete i semi con la lama di un coltello e tagliatelo a pezzettini; sbucciate la cipolla e tagliatela a falde sottili, poi tritate grossolanamente gli anacardi con un coltello. Trascorsi i 35 minuti di cottura, scolate le patate e passate alla preparazione del ripieno. Scaldate l’olio d’oliva in una casseruola, aggiungete l’aglio schiacciato, lo zenzero grattugiato e il peperoncino fresco e fateli rosolare a fuoco medio per un paio di minuti, mescolando spesso. Ora unite la cipolla al soffritto, insieme al peperoncino in polvere e alla curcuma  e lasciateli rosolare per qualche minuto, mescolando spesso. A questo punto aggiungete le patate lessate intere e schiacciatele grossolanamente con il mestolo. Dopo 6-7 minuti unite i piselli e lasciateli cuocere per circa 3 minuti, poi spegnete il fuoco e aggiungete gli anacardi tritati e il cumino, mescolate bene e aggiustate di sale. Quando il ripieno è pronto, riprendete la pallina di impasto e dividetela in 4 parti uguali: stendete ognuna di esse con il mattarello fino a formare un cerchio del diametro di circa 20 cm. Tagliate il cerchio a metà, prendete uno dei 2 semicerchi ottenuti e posizionatelo davanti a voi con il lato diritto verso l’alto. Spennellate il lato superiore sinistro con dell’acqua, poi piegatelo e portatelo verso il centro del semicerchio.

Spennellate con l’acqua il bordo dell’impasto che ora si trova sulla metà del semicerchio, poi portate verso il centro anche l’estremità destra, facendo combaciare i due lati e premendo delicatamente per incollarli. In questo modo avrete formato un cono: sollevatelo con delicatezza e sistematelo nell’incavo della vostra mano, poi riempitelo con il ripieno fino a un paio di cm dal bordo. Premete i bordi con le dita per sigillare l’apertura, poi ripiegate il bordo su se stesso e premete ancora una volta per sigillarlo ulteriormente.

Quando tutti i samosa saranno assemblati, riscaldate l’olio di semi in un pentolino fino a raggiungere la temperatura di 170°, poi friggete un pezzo per volta (o al massimo 2, per evitare che la temperatura dell’olio si abbassi) per circa 3 minuti girandolo su entrambi i lati. Quando il samosa avrà assunto una bella colorazione dorata, scolatelo con una schiumarola e trasferitelo su della carta assorbente per assorbire l’olio in eccesso. Una volta fritti, i vostri samosa sono pronti per essere serviti e gustati ben caldi!

Non esiste una ricetta ufficiale dei samosa! Lo spuntino indiano più amato può essere personalizzato nei modi più vari, sia per quanto riguarda la composizione dell’impasto che del ripieno, a partire dal mix di spezie, che può includere comunemente anche il coriandolo, la cannella o il garam masala, per finire con l’ingrediente principale: se preferite rimanere su una versione vegana, potete arricchire la nostra proposta di ripieno con dei legumi già cotti, come i ceci o le lenticchie, funghi o altra frutta secca; per una versione non vegetariana, invece, potete utilizzare la carne d’agnello, piuttosto comune nella cucina indiana, oppure della carne di manzo o della salsiccia! Se avete bisogno di velocizzare i tempi di preparazione, potete sostituire l’impasto con della pasta fillo già pronta oppure della pasta sfoglia.

Buon appetito! E se andate in India, non dimenticate di assaggiarle!

vuoi viaggiare con noi? http://www.passoinindia.com

 

La ricetta è stata tratta da “Giallo zafferano”

https://ricette.giallozafferano.it/Samosa.html