Una persona, un voto. India, elezioni 2014.

 

In India, che è una Repubblica federale parlamentare, si sta votando per eleggere i membri del 16° Lok Sabha (Camera del Popolo) ovvero una delle due Camere che rappresentano il potere legislativo.

Questa camera, secondo la Costituzione indiana del 1950 (la più lunga mai scritta) può essere composta da un massimo di 552 membri (attualmente di 543 elettivi e 2 di diritto) e dura in carica 5 anni per essere poi sciolta automaticamente, salvo proroga di un anno in casi di emergenza. Queste elezioni, in un paese delle dimensioni e la complessità dell’India, sono una questione enorme da gestire ed è impensabile che possa essere svolta in pochi giorni. Ed infatti le operazioni di voto si svolgono in nove giorni (non consecutivi) e durano dal 7 aprile al 12 Maggio 2014 e le date sono state fissate tenendo conto delle varie festività, del periodo del raccolto, delle scadenze scolastiche e anche delle condizioni atmosferiche (a maggio inoltrato iniziano i monsoni ed aumenta il caldo). L’esito si avrà il 16 maggio quando verrà dichiarato il risultato elettorale, prima che il 15° Lok Sabha completi il suo mandato costituzionale il 31 maggio 2014.

I numeri sono pazzeschi:

  • su un totale di 1,2 miliardi di abitanti (Unione europea + Stati Uniti!) sono poco più di 850 milioni le persone che hanno diritto di voto (426.600.000 sono uomini e 387.900.000 sono donne, circa 28.314 sono i transessuali identificati sessualmente come “altro” rispetto agli altri comuni due sessi e 11.844 gli indiani non residenti iscritti negli elenchi elettorali). 

  • 930.000 sono i seggi elettorali che riguarderanno tutti i 543 collegi elettorali su 35 tra Stati ed enti territoriali

  • quasi 4 milioni gli incaricati degli staff che ne gestiscono il funzionamento oltre alle forze militari e di polizia e a personale apposito che controlla che non avvengano trattative illegali di voto (un voto contro denaro, alcool, farmaci), cosa tutt’altro che infrequente.

    La Commissione elettorale dell’India che organizza le elezioni stima che esse costeranno all’erario Rs 35 miliardi, escluse le spese sostenute per la sicurezza e quelle dei singoli partiti politici (che comunque possono spendere fino ad un massimo stabilito), il che le rende le più costose nella storia indiana. Nella elezione precedente si è speso tre volte meno. L’impegno economico per questo round 2014 è il secondo più alto al mondo dopo i 7 miliardi di dollari spesi per le elezioni del 2012 negli Stati Uniti.

Ecco alcune informazioni:

  • In India ci sono 6 partiti nazionali e ben 50 partiti regionali. Questi ultimi controllano cinque dei principali stati indiani – Uttar Pradesh, Bihar, Bengala occidentale, Tamil Nadu e Odisha –, che corrispondono a più di 200 seggi nel Lok Sabha, e probabilmente saranno determinanti per formare la coalizione di governo con il Bjp o il partito del Congress. Ma i programmi e le tendenze di queste forze politiche locali sono molto diverse tra loro e rendono quindi difficile prevedere la linea politica del nuovo governo (dal 1989 nessun partito ha mai ottenuto una maggioranza sufficiente a governare senza formare una coalizione). (fonte:http://www.internazionale.it/news/india/2014/04/07/in-india-sono-cominciate-le-elezioni-per-il-rinnovo-del-parlamento/).

  • I Partiti federali sono (fonte wikipedia):

Congresso Nazionale Indiano (INC), socialdemocratico;

Partito Popolare Indiano (Bharatiya Janata Party BJP), nazionalconservatore;

Partito della Società Maggioritaria (Bahujan Samaj Party, BSP), populistasocialista;

Partito Comunista d’India (marxista-leninista) Liberation, comunista

Partito del Congresso Nazionalista (NCP), populisticentristi;

Partito Socialista (Samajwadi Party, SP), socialista;

Partito Popolare Nazionale (Rashtriya Janata Dal, RJD);

Partito Comunista d’India (CPI), comunista;

Partito Comunista d’India (Marxista) CPI(M)), comunista.

  • In Parlamento attualmente sono rappresentati 39 partiti.

  • Non è prevista la possibilità per gli indiani fuori patria di votare dall’estero.

  • La Costituzione indiana prevede che gli elettori non devono viaggiare più di 2 km (1,2 miglia) dalle loro case per andare a votare.

  • Per la prima volta, gli elettori che non vogliono dare il loro voto a nessun partito hanno la possibilità di recarsi comunque al voto e far valere questa scelta.

  • Si volta con scheda elettronica utilizzando 1,4 milioni di apparecchi (già si fece dal 2004); l’elettore in pratica, all’interno del vano di voto, schiaccia un pulsante per dare la sua opzione e non è possibile votare più di una volta, premendo ripetutamente il pulsante. A pulsante premuto, il voto viene registrato per quel particolare candidato e la macchina viene bloccata. Questo sistema garantisce per “una persona, un voto”. Poi viene stampata una scheda cartacea con un numero di serie, il nome, il simbolo del partito del candidato. Le stampe verranno in seguito confrontate con i dati di voto memorizzati elettronicamente, per verificare che i conti tornino. Il principio di “una persona, un voto” è anche garantito dall’uso dell’inchiostro indelebile sul dito del votante.

  • La Commissione elettorale dell’India utilizza, durante le elezioni, un sistema di comunicazione con SMS che raggiungono i vari funzionari del governo nel turno elettorale per smistare informazioni sugli eventi in programma, sull’affluenza alle urne, sugli exit poll, ecc.

  • L’ altra Camera del bicameralismo indiano è il Rajya Sabha o Consiglio degli Stati che dura in carica sei anni, non è passibile di scioglimento e può avere fino a 250 membri di cui 12 scelti dal Presidente per la loro competenza in settori specifici dell’arte, della letteratura, della scienza e dei servizi sociali. Il resto della camera è eletto indirettamente dalle legislature statali e territoriali in proporzione alla popolazione.

(Fonte foto Hindustan Times)