Madre

 Mia madre era disabile, aveva una gamba sola e camminava con le stampelle. La odiavo perché altri bambini mi prendevano in giro a causa della sua condizione che a me portava un grande imbarazzo. Quando camminavo accanto a lei tutti mi guardavano con occhi strani e questo non mi piaceva affatto. Non ho mai conosciuto mio padre e lei mi raccontava che lui l’ha lasciata presto sola e se ne è andato chissadove; altro di lui non ho mai chiesto perché non mi interessava sapere di più su qualcuno che non ho mai visto. A volte pensavo che fosse a causa di mia madre se lui adesso non era qui con noi.

Una volta, quando ancora andavo a scuola, dimenticai la gamella del pasto e mia madre venne a portamela in classe; fu un gesto gentile ma, invece di ringraziarla, mi arrabbiai moltissimo e le dissi di andarsene altrimenti gli altri avrebbero cominciato a prendermi in giro. Così fece, senza dirmi una parola.

La mia scuola era una delle più belle della città, frequentata da figli di ricchi signori; durante le riunioni di classe i loro genitori arrivavano su grandi macchine e indossavano vestiti moderni ed eleganti , mentre a mia madre, che invece vestiva ordinario, avevo detto di non venirci mai.

L’unica cosa bella è che ero bravo nello studio ed uno dei migliori studenti della classe, tanto che, dopo la scuola, ebbi l’opportunità di entrare in uno dei migliore istituti per Ingegneri di Nuova Delhi. Lì, quindi, mi trasferii, condividendo una camera dell’ostello con i miei compagni di classe. Solo una volta all’anno andavo a trovare mia madre perché preferivo trascorrere le vacanze scolastiche con i mie amici. Dopo la laurea venni assunto da un’ azienda molto conosciuta e mi trasferii a Mumbai; guadagnavo bene e quindi, in poco tempo, potei permettermi una casa tutta mia, mi sposai ed ebbi due figli.

In questi anni andai a trovare mia madre solo due volte essendo molto occupato con il mio lavoro. Ero felice per la mia carriera e con la mia famiglia, avevo benessere e comfort. Un giorno invitai i miei capi e alcuni colleghi ad una festa nella mia bella casa, considerando che tal cosa aiuta la carriera; mentre stavamo festeggiando, qualcuno bussò alla porta e, quando andai a vedere, scoprii che era mia madre; mi arrabbiai molto, perché era venuta senza avvisarmi. Ma lei aveva capito e, senza dire una parola, mi abbracciò, mi baciò sulla fronte e se ne andò.

Pochi giorni dopo ero in ufficio a lavorare sodo quando ricevetti una telefonata; mi dissero che Lei era in ospedale e che stava molto male. Io avevo un importante appuntamento d’affari cui non potevo mancare e, quindi, solo la sera, potei prendere un treno da Mumbai; la mattina, arrivato in ospedale, l’ infermiera mi comunicò che mia madre era morta e che aveva lasciato una lettera per me.

Mio carissimo figlio, pezzo del mio cuore, prima di morire vorrei vederti e abbracciarti, ma non so se riuscirò, quindi ti scrivo tutto ciò che avrei voluto dirti. Non mi hai mai chiesto di tuo padre e perciò non ti ho mai raccontato di lui ma voglio che tu sappia perché mi ha lasciato. La notizia che sarei diventata mamma fu la notizia più bella della mia vita. Per tuo padre, invece, non fu proprio così preferendo la carriera a tutto il resto e quindi mi ordinò di abortire. Ma questo per me era difficile e lo pregai di non farlo ma i sentimenti di una madre e l’amore per i figli non sono comprensibili a tutti; infatti lui non capii, mi lasciò e se ne andò in Australia. In quel brutto periodo in cui rimasi sola tu eri sempre con me, ti sentivo nella mia pancia. Quando sei nato, il tuo pianto e le tue risa mi hanno dato coraggio e la convinzione di non essere sola. Un giorno, quando tu avevi quasi 3 anni, andammo a comprare; mentre stavo comprando la frutta su una bancarella, ti eri spostato verso la strada, quando vidi che una macchina stava arrivando velocemente verso di te; mi buttai davanti all’auto per salvarti, spingendoti più in là. Così persi una gamba e diventai una disabile. Quando ti vedevo camminare, giocare e correre con gli altri bambini me ne dimenticavo ogni volta. Sono stata felice di averti salvato, regalandoti una vita normale. La povertà non mi permise di continuare a studiare perciò impiegai il denaro di una vita affinché, almeno tu, potessi frequentare una delle migliore scuole; oggi sono contenta della tua bravura e dell’ottimo lavoro che hai. Mi dispiace di essere venuta da te senza avvisarti; la notte avevo fatto un brutto sogno e la mattina sono andata nel tempio a pregare che Dio facesse morire prima me. Così sono partita subito per Mumbai e, quando ti ho visto, mi sono tranquillizzata. Sono contenta che Dio mi abbia ascoltato.

Tua Madre “.

TESTO BY PASSOININDIA

FOTO: STEVE MCCURRY

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