Arrivare a Shimla con il treno storico

Simla-Shimla-Kalka-Toy-Train

Appena ho sentito parlare dello storico trenino Kalka – Shimla, la “Regina delle colline” l’ho preso in considerazione per questo mio viaggio salendo verso l’Himachal Pradesh. E’ un toy-train, come vengono chiamati i trenini che viaggiano su antichi binari a scartamento ridotto, come altri in India ed altrettanto noti e deliziosi (vedi ad esempio https://passoinindia.wordpress.com/2014/12/29/il-trenino-del-darjeeling-e-pronto-alla-partenza-2/ e https://www.passoinindia.com/sikkim-ai-piedi-dellhimalaya ).

Questa linea, iniziata nel 1898 ed inaugurata nel 1903 dal viceré Lord Curzon, percorre ben 96 chilometri in cinque ore e raggiunge 2.205 metri di altezza con le sue poche e piccole carrozze colorate di prima, seconda e terza classe. Mi imbarco a Kalka, nello Stato di Haryana, una piccola stanzioncina abbastanza pulita. Viene bene raggiungerla se, come me, arrivate da Haridwar, passando per la moderna città di Chandigarh, da cui ho preso il treno per Kalka e, dunque, per Shimla.

Si viaggia con passeggeri del luogo e turisti e si può scegliere se scendere in una delle località intermedie dove si ferma questo delizioso giocattolino contrassegnato con la targa di Patrimonio dell’Umanità UNESCO, titolo conferitogli nell’anno 2008. E’ un salto indietro nel tempo l’ascoltare il suo sferragliare a suoni costanti su questi binari prodigio di ingegneria che è ancor più netto accanto al portellone sempre aperto da cui, con azzardo, mi affaccio per fotografare il trenino in corsa. Lo spettacolare paesaggio tra foreste, cascatelle, prima collinare e poi montuoso, che, lungo i dirupi, scorre dai finestrini, interrotto, a tratti, da gallerie, ben 103, è reso ancora più stupefacente dai ben 806 ponti antichi e 919 curve mozzafiato che collegano vari tratti. Il tunnel più lungo è presso la stazione di Barog, (tunnel 33, lunghezza 1.143,61 metri) ed il ponte architettonicamente più bello è il numero 226, nei pressi della stazione di Sonwara, che domina una profonda valle ma purtroppo quest’ultimo non è vedibile dalle carrozze. Il tunnel Barog ha anche una storia da raccontare perché il Signor Barog, progettista e costruttore della galleria si suicidò proprio lì vicino a seguito di un errore da lui commesso nella progettazione che indispose il committente governo inglese. Egli provò infatti a scavare il tunnel da entrambe le parti ma qualcosa andò storto e i due tratti non si incontrarono.

Dopo Kalka, a 656 metri s.l.m., il trenino comincia la sua salita, rallentando ed arrancando ad una velocità media di 25 Km. orari su una pendenza del 3%. Lo sviluppo dell’itinerario è scandito dai grandi numeri dipinti sui lati dei tunnel.

Finalmente arrivo a Shimla, dopo aver superato ben 18 stazioni sul percorso, tutte fornite di bancarelle da cui comprare del cibo (vedi, sotto, l’elenco).

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Non fatico a pensare che Shimla, costruita su diverse colline ad una altitudine di 2.075 metri, tra verdi pascoli e cime innevate, sia davvero una piccola perla dell’Himalaya, fondata dagli inglesi con il nome di Simla e divenuta, nel 1864, capitale estiva dell’Impero britannico oltre che quartier generale della forza militare inglese. Di fatto gli inglesi fecero di Shimla un luogo a loro uso e consumo, soprattutto durante la ricostruzione dopo l’ incendio del 1876. Persino i nativi indiani furono praticamente costretti ad allontanarsene, tranne quelli che erano al servizio degli inglesi. Ma all’epoca, prima della costruzione della linea ferroviaria, raggiungerla non era semplice, considerata la sua collocazione, se non con carri trainati da buoi ed impiegando moltissimo tempo ed uomini lungo la faticosa salita. Del resto, il punto di forza di Shimla era proprio la sua posizione che la rendeva fresca anche durante l’estate. Sono ovunque le tracce del suo passato coloniale, come i cottages, la Loggia vicereale, i lampioni in ferro, gli edifici in stile tudor e neo gotico e, ovviamente, i nomi inglesi. Dopo l’indipendenza del 1947, Shimla divenne la capitale dello Stato del Punjab e, in seguito alla costituzione dell’Himachal Pradesh, nel 1966, fu designata capitale di quest’ultimo.

Dopo il check-in hotel faccio due passi per la cittadina. Mi trovo nei pressi della via pedonale principale The Ridge, un grande spazio aperto con vista sulle pendici innevate dell’Himalaya, che somiglia ad una piazza; è lunga quanto lo spazio che passa tra le due colline di Shimla, Jakhoo, ad est e Observatory ad ovest e che è pari all’estensione della cittadina. Qui le persone si ritrovano e qui si fanno i festival.

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Mi dirigo poi verso ovest e visito la seconda Chiesa cattolica più antica costruita in India, la quasi bianca Christ Church in quello stile neogotico che piaceva agli inglesi durante l’era vittoriana. La progettò l’architetto colonnello J. T Boileau, i lavori iniziarono nel 1844 e la consacrazione avvenne nel 1857. All’interno 5 vetrate rappresentano le 5 virtù del cristianesimo (carità, fortezza, pazienza, umiltà e speranza) e, nella parte anteriore della chiesa, il contrassegno su un banco indica che quello era riservato al viceré. All’uscita la luce è forte e tiro un forte respiro di aria pura; nel mentre, realizzo che, dietro la chiesa, è visibile la grande statua di Hanuman costruita sulla collna di Jakhoo dove intendo recarmi.

Continuo la strada in discesa ed arrivo a Scandal Point dove The Ridge si incontra con Mall Road. E’ un nome davvero strano. Mi spiegano che deriva da una storia forse vera, forse no o forse solo in parte. Si racconta della fuga d’amore, nel 1892, della figlia del viceré e del Maharaja di Patiala Bhupinder Singh che erano incontrati proprio qui a Scandal Point. Pare che a questo Maharaja piacessero molto le donne che quindi cadevano preda del suo fascino.

Percorro quindi Mall Road, l’altra strada principale di Shimla che corre lungo una terrazza inferiore e dove, al Bazaar, si vende di tutto. Qui si trova anche l’edificio postale in stile coloniale.

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Nel pomeriggio cammino per 30 minuti (2,5 Km.) lungo un percorso intercalato da tratti a gradini e dalla visita di scimmiette un po’ invadenti che in India non mancano mai; con stupore scopro che affittano bastoni per tenerle lontane durante il cammino! Arrivo a Jakhoo Hill, ad un’altezza di 2.455 metri, il luogo più alto di Shimla, immerso nella natura, dove si trova un tempio indu e una recente statua arancione di Hanuman, il dio dell’induismo con il volto di scimmia, alta ben 33 metri. Da quassù si vede la catena montuosa Shivalik che appartiene a quella Himalayana. La mitologia hindu racconta che la cima piatta di Jakhoo Hill Shimla è l’impronta del piede di Hanuman che vi atterrò dal cielo a cercare un’erba per medicare il sacerdote Lakshmana durante la battaglia del Ramayana. Proprio in quel punto venne quindi costruito il colorato tempio di Jakhoo che riporta esternamente le immagini di questa divinità e, all’interno, una sua statua. Prima di entrare nel tempio seguo la ritualità e suono la campana affinché quel suono porti fortuna per i 3 giorni che verranno.

La mattina del giorno seguente mi dirigo a 2 chilometri dal centro, al Viceregal Lodge, l’ex residenza estiva dell’allora Viceré, colui che, in nome del monarca, esercitava il potere in India. La sua costruzione è del 1888 ed il primo ad abitarla fu Lord Dufferin cui, nel 1884, venne conferito quel titolo. Il palazzo ospitò anche la conferenza di Shimla che Lord Wavell, nel 1945, organizzò per presentare il suo piano per l’autogoverno indiano. Erano le premesse per l’indipendenza indiana che sarebbe avvenuta nel 1947 e di cui Wavell intendeva dibattere ma senza alcun appoggio dal primo Ministro Churchill, che non condivideva la svolta, né tanto meno dal suo successore Attlee che, nel 1947, lo rimpiazzò con Louis Mountbatten che traghettò l’India fuori dalla supremazia inglese (vi consiglio di vedere il film “Il palazzo del Viceré” del 2017). Qui si tennero le discussioni nel 1947 sulla divisione territoriale tra India e il nuovo Pakistan. (https://passoinindia.wordpress.com/2015/08/14/lindipendenza-indiana-e-la-partizione-del-1947/ )

Viceregal-lodge-shimla

Il Viceregal Lodge è anche chiamata “Casa del presidente” (Rashtrapati Niwas) perché, dopo l’indipendenza e fino alla metà degli anni ’60, vi si recavano in estate i presidenti indiani, dopodiché, perduta questa consuetudine, il Lodge venne consegnato all’ Institute of Advance Studies, praticamente una Università. Passeggio nei giardini del palazzo voluti dal marchese Lansdowne e mi soffermo ad esplorare il panorama che si gode dalla cima della collina dell’ Observatory Hill su cui si trova l’edificio; questo luogo è il secondo punto più alto di Shimla, dopo la collina Jakhoo. Mi chiedo quanto movimento ha visto in passato questo luogo e quanto denaro e sforzo fisico deve essere costato. Portare fin quassù il materiale da costruzione come l’ arenaria grigia locale e la pietra calcarea azzurra, utilizzati per costruire il palazzo, non deve essere stato così facile, seppure con l’utilizzo di muli e certamente di molti servitori. E tutto l’andirivieni si ripeteva ad ogni cambio della stagione quando gli inglesi lasciavano la calura delle pianure effettuando un vero e proprio trasloco, una lunga fila di uomini, merci, mobilio (pensate ai pianoforti!), carri, carretti, rickshaw, bauli, dame con ombrellini e gentiluomini… Per l’epoca, il Viceregal Lodge era una residenza moderna con tubazioni per l’acqua sia calda che fredda, un efficiente sistema di immagazzinaggio dell’acqua piovana ed un grande generatore di vapore per l’illuminazione elettrica. Durante il movimento per l’indipendenza anche Mahatma Gandhi giunse sin qui a visitare il viceré nella sua residenza nel 1922 e successivamente Lord Willingdon nel 1931.

Lascio Shimla con un sorriso e anche un po’ di quella malinconia che ti invita a ritornare.

(testo by PassoinIndia)

Ricorda che in inverno la zona è coperta di neve e durante i monsoni piove molto. 

leggi anche

https://passoinindia.wordpress.com/2016/05/01/in-india-ad-un-passo-dallhimalaya/

visita il nostro sito per itinerari di viaggio in India http://www.passoinindia.com

Le stazioni che tocca il treno per Shimla: Kalka (0 km, 656 m.s.l.m.) il cui nome è mutuato dal tempio di Kali Mata situato a Shimla. 2) Taksal (5,69 km. 806 m.s.l.m.), la prima stazione dopo l’ingresso nello Stato di Himachal, dove anticamente si fabbricavano monete. 3) Gumman (10,41 km, 940 m.s.l.m.), sulle colline di Kasauli. 4) Koti (16.23 km, 1.098 m.s.l.m.), spesso visitata da animali selvatici; vicino si trova il secondo tunnel più lungo (n. 10) con una lunghezza di 693,72 metri. 5) Sonwara (26 km, 1.334 m.s.l.m.); vicino si trova il ponte (n. 226) più lungo di 97,40 metri. 6) Dharampur (32.14 km, 1.469 m.s.l.m. 7) Kumarhati Dagshai (39 km, 1.579 m.s.l.m.). 8) Barog (42.14 km, 1.531 m.s.l.m.); vicino si trova il tunnel più lungo (n.33) con una lunghezza di 1.143,61. 9) Solan (46.10 km, 1.429 m.s.l.m.).a 10) Salogra (52,70 km, 1.509 m.s.l.m.); pochi chilometri si trova la famosa fabbrica di birra Solan. 11) Kandaghat (58.24 km, 1.433 m.s.l.m.). Vi si trova il ponte ad arco n. 493 con una lunghezza di 32 metri. 12) Kanoh (69.42 km, 1.647 m.s.l.m.); vi si trova il ponte più alto della galleria ad arco (n. 541) con un’altezza di 23 metri e una lunghezza di 54,8 metri. 13) Kathleeghat (72.23 km, 1.701 m.s.l.m.). 14) Shoghi (77,81 km, 1,832 m.s.l.m.), la prima stazione del distretto di Shimla. 15) Taradevi (84,64 km, 1.936 m.s.l.m.), il cui nome deriva da Mata Tara Devi situato vicino; in prossimità si trova anche il terzo tunnel più lungo (nr.91) a 992 metri. 16) Jutogh (89.41 km, 1.958 m.s.l.m.). 17) Summer Hill (92.93 km, 2.042 m.s.l.m.) che inizialmente serviva la Loggia vicereale; vicino si trova l’Università Himachal Pradesh. 18) Shimla (95.60 km, 2.075 m.s.l.m.).

Il trenino del Darjeeling è pronto alla partenza.

Nel Darjeeling, West Bengala, India, viaggia il Toy Train, un leggendario treno costruito tra il 1879 e il 1881 che circola su una ferrovia a scartamento ridotto su un percorso impervio, necessariamente progettato a zig zag, di circa 88 Km., attraverso un terreno montuoso di grande bellezza, villaggi, mercati e piccole stazioni. Il tratto che il treno percorre collega New Jalpaiguri a Darjeeling. Per la realizzazione di questa linea, che non ha richiesto alcuna costruzione di gallerie tra i monti, vennero impiegate tecniche ingegneristiche davvero all’avanguardia per l’epoca; l’esigenza nacque, tra l’altro, di evitare un innalzamento del prezzo del riso di collina che, a causa del costo del problematico viaggio, sarebbe costato due volte e mezzo in più rispetto a quello delle pianure. Oggi questa linea è ancora pienamente operativa e le sue caratteristiche originali sono perfettamente conservate e la maggior parte delle locomotive originali sono ancora in uso; il loro antico motore a vapore è stato tuttavia sostituito con il motore diesel, più potente e più veloce, così la tratta NJP – Daejeeling richiede attualmente 7 ore invece di 10. Dopo la partenza a un livello di 300 metri a New Jalpaiguri, questo treno si arrampica fino a circa 2.200 metri quando raggiunge Darjeeling. Questo “toy train”, affettuosamente chiamato “treno giocattolo”, corre sulla linea ufficialmente conosciuta come la Darjeeling Himalayan Railway (DHR) che si snoda, lungo il corso inferiore delle montagne himalayane orientali, attraversando bellissime zone di pini, foreste di bambù, castagni, querce, magnolie, rododendri e piantagioni del celeberrimo tè verde del Darjeeling (furono gli inglesi a portare dalla Cina le prime piante di thé, così le piantagioni cominciarono a diffondersi dal 1857).

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La piccola cittadina di Darjeeling, al tempo della dominazione britannica, fu scelta dagli inglesi come residenza estiva lontana dalla calura delle pianure (in prevalenza da Calcutta). La linea ferroviaria si inerpica viaggiando per paesaggi straordinari passando per Siliguri, Kurseong e Ghum, il punto ferroviario più alto di tutta l’Asia (2.258 mt.) e il secondo più alto al mondo.

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Uno dei luoghi più ammirati è il Batasdia Loop. Batasdia, situata poco sotto Ghum prima di raggiugere Darjeeling 5 km. Più avanti, significa “spazio arioso” ed è questa l’impressione che se ne ha godendo da qui di un fantastico panorama a 360°. Di fronte c’è infatti Darjeeling arroccata sulla collina, davanti allo sfondo dell’innevato monte Kanchenjunga, la terza montagna più elevata del pianeta (8586 m), dopo l’Everest e il K2, e parte della catena himalayana, al confine fra il Nepal e lo Stato indiano del Sikkim. Al Batasdia Loop, il trenino compie un giro ad anello (loop) girando intorno ad un bellissimo giardino pieno di arbusti e fiori situato in un’area di circa 50.000 metri quadrati.

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Il Batasia Loop venne commissionato nel 1919 allo scopo di attenuare il forte dislivello di quel tratto. Sono diversi i loop che la locomotiva deve compiere per salire, tutti affascinanti, come l’Agony Point, che dice tutto. Durante la seconda guerra mondiale, la DHR ha giocato un ruolo fondamentale per il trasporto di personale militare e di approvvigionamenti ai campi intorno a Ghum e Darjeeling. Questo tratto ferroviario, dal 1999 patrimonio mondiale dell’UNESCO, è molto più di una caratteristica essenziale del paesaggio, in quanto rappresenta fortemente l’identità sociale e culturale del Darjeeling.

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Una volta giunti a Darjeeling non perdetevi neppure la magnifica vista che si gode dalla Tiger Hill, a 11 Km. (oppure a 5 km. da Ghum), raggiungibile anche con un taxi. Questa levataccia da farsi alle 4.30 della mattina regala una emozionante alba sul Kanchenjunga e, se la giornata è limpida, anche sull’Everest. Un’altra chicca: a Sukna, un piccolo villaggio dove il trenino fa stazione, dopo quella di Siliguri Junction potete accedere al Mahanadi Wildlife Sanctuary, conosciuto per la migrazione di elefanti, orsi neri himalayani e tigri del Bengala.

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testo by PASSOININDIA

immagini, esclusa copertina e ultima, da

http://everythingfair.blogspot.it/2012/09/incredible-india.html

http://wellseasonedwilly.wordpress.com/2012/09/05/making-momos-darjeeling/