BHUTAN I segreti della felicità

La felicità è una delle prime cose che I viaggiatori ricercano quando iniziano un viaggio per fuggire dalla frenesia del quotidiano. Il Bhutan potrebbe essere la soluzione migliore per questa ricerca. A seguire alcune ragioni che spiegano il perchè:

  1. FELICITÀ NAZIONALE LORDA.

In questo remoto e piccolo regno situato tra l’india e la regione autonoma del Tibet, la felicità nazionale lorda piuttosto che il prodotto interno lordo, è ciò che viene preso come metro per misurare lo sviluppo del paese. Secondo quanto detto dal quinto re del Bhutan, la felicità nazionale lorda è il ponte di congiunzione tra i valori fondamentali di rispetto, uguaglianza, umanità e dimostra uno sviluppo virtuoso, misurando il progresso del paese in una visione olistica. Questo concetto aiuta le persone a vivere in armonia con la natura, a realizzare le proprie predisposizioni e a nutrire la brillante e vera capacità della propria mente.

  1. PURIFICA LA MENTE

“Guardare alle bellezze che offre la natura è il primo passo per purificare la mente” secondo quanto detto da Amit Ray, maestro spirituale illuminato dell’india. Il popolo del Bhutan vive in una terra spettacolare, per il 60% coperta da terre incontaminate e ovunque  volgiate lo sguardo potrete ammirare lo spettacolo della madre terra che aiuta a purificare e pacificare la mente. Secondo una ricerca, circa i 2/3 dei bhutanesi dormono almeno 8 ore al giorno e questo li aiuta a vivere con serenità e ad affrontare I problemi con calma. È infatti statisticamente provato che dormire aiuta a mantenere una buona salute e un buon livello di felicità mantenendo freschi mente, corpo e anima.

  1. LASCIA CHE SIA LA NATURA A GUIDARTI

La protezione dell’ambiente è uno dei quattro pilastri nella valutazione della Felicità Nazionale Lorda. I bhutanesi vivono in perfetta simbiosi con la natura e ciò rende questo posto tra i dieci posti con la più alta biodiversità del mondo. La natura è rigorosamente salvaguardata, incontaminata e mantenuta allo stato primitivo. Fatevi guidare da madre natura e preparatevi a scalare le montagne più alte del mondo per cogliere il primissimo glorioso salute del sole; a passeggiare tra le foreste selvagge per rinfrescare lo spirito; ad ammirare i fiori nella loro fioritura colorata e a guardare le stelle che illuminano l’oscurità e lasciate che risplendano anche nella vostra immaginazione.  “In ogni passo con la natura si ottiene sempre più di quello che si sta cercando”.

  1. MENO È PIÙ

I bhutanesi apprendono la felicità e come trovarla e portarla nella propria vita, sin da molto piccoli, anche a scuola si tengono infatti lezioni di felicità. La vita qui è semplice ma felice. I bambini giocano con quello che la natura offre loro: fango, erba, legnetti e se qualcosa si rompe o si perde non c’è bisogno di preoccuparsi, basta ricominciare a creare e tutto si risolve, questo ovviamente annienta la concezione di possesso e di proprietà molto diffusa nei paesi occidentali. Anche gli adulti vivono semplicemente la loro vita, senza televisione, radio o internet. Questo dovrebbe ispirarci a vivere in maniera semplice la nostra vita e ad essere soddisfati con quello che abbiamo piuttosto che con quello che vorremmo. Il segreto infatti è proprio quello di vivere semplicemente con meno attaccamenti materiali possibili.

  1. FAI DEL TUO MEGLIO PER AIUTARE GLI ALTRI

La maggior parte dei bhutanesi crede nel buddismo che li guida nella vita di tutti I giorni portando cordialità, pace interiore e purezza. Sono coscenti della sofferenza, molto compassionevoli e pronti ad aiutare coloro che stanno attraversando delle difficoltà. Anche coloro che possiedono molto poco sono pronti a fare del loro meglio per aiutare chi ha bisogno. Inoltre sono molto attenti ad evitare di provocare dolore agli altri, inclusi gli animali. La pesca è l’unica forma di caccia ammessa. Tutte le altre creature possono tranquillamente pascolare senza timore di essere uccise.

  1. UN CONSIGLIO

Il Bhutan è una terra di antichi monasteri, nature divine e persone meravigliosamente felici. Affascina viaggiatori da tutto il mondo. Un consiglio prima di lasciarvi nel caso vi sia venuta voglia di scoprire questo popolo e la sua terra: spegnete la mente prima di partire, lasciate ogni pensiero negativo e ogni preconcetto, tenete aperte le porte della percezione e cercate di vedere in positivo, come per incanto scoprirete la vera felicità.

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Photo: dal google

Bhutan, fuori dal tempo.

 

 

Da quando ho visitato il Bhutan, questo piccolo Paese mi è rimasto nel cuore. Durante il mio viaggio laggiù ho visto peasaggi meravigliosi. Ricordo gruppi di bambini divertiti in abiti tradizionali, bellissimi templi dove la gente prega con devozione,  monaci recitanti preghiere snocciolando rosari, antiche case decorate in stile Bhutanese. Guardavo il verde acceso dei campi di riso, ascoltavo il silenzio che emanava tutto ciò che mi stava intorno. Il Bhutan tiene vive le proprie tradizioni e costumi quotidianamente indossati dai Bhutanesi persino durante il lavoro. Vi racconto qualcosa di questa magnificà terra che si nasconde in Himalaya orientale tra India e Tibet. Circondato da  montagne e giungla, il Bhutan è rimasto per secoli isolato dal resto del mondo, mai diventando colonia di Stati esteri e conservando intatte le proprie tradizioni  profondamente influenzate dal Buddhismo che ne è la religione ufficiale  (la seconda fede popolare è l’Induismo). Chiamato il Paese dei Dragoni Tonanti a causa delle violente tempeste, resta ancora oggi un Paese di pace dove la qualità della vita è misurata sulla base della felicità. Più che sul prodotto nazionale lordo, il Bhutan misura la felicità interna lorda come politica ufficiale di uno sviluppo sostenibile che si fonda sulla tutela dell’ambiente, la conservazione culturale e il buon governo. Questa democratica monarchia costituzionale, fondata nel 1907, con prime elezioni risalenti al 2008, è anche, dal 1971, riconosciuta dalle Nazioni Unite.

La sua capitale è Thimpu, la sola città al mondo senza semafori dove il traffico è ancora diretto da vigili in guanti bianchi,  e la lingua ufficiale è il Dzongka, anche se ci sono ben 24 lingue parlate in questo piccolo paese. E’ una delle nazioni meno sviluppate al mondo e l’unica che assorbe più CO2 di quanto non ne emetta e la sua maggiore esportazione è l’energia rinnovabile, che è energia idroelettrica. L’assistenza sanitaria e l’istruzione sono gratuite in Bhutan per  residenti e visitatori (54% degli adulti e il 76% dei giovani in Bhutan sono alfabetizzati)  e l’aspettativa di vita media è di solo 66 anni. L’omosessualità è illegale e punibile dalla legge, ma la poligamia è permessa. Tutti i cittadini diventano ufficialmente un anno più grandi il giorno di Capodanno cosicché ognuno si ricorda del compleanno altrui.

Solo nel 1999 la televisione e internet sono state permesse grazie al re Jigme Singye. Tiro con l’arco e freccette sono gli sport nazionali del Bhutan. Questo piccolo paese è per il 70% coperto da boschi ed è uno dei paesi leader nella conservazione dell’ambiente oltre ad essere il solo Paese a rendere illegale l’uso del tabacco. Dal 1999 sono stati vietati i sacchetti di plastica sostituiti dai quelli di cotone.

Il piccolissimo Bhutan è circondato da montagne elevatissime il cui punto più alto è rappresentato dal Kula Kangri a 7553 m.  Le montagne, che sono considerate sacre e quindi mai “scalate”, sono abitate dalla “Takin”, una capra-antilope, che è anche l’animale nazionale del Bhutan; un animale unico e strano che sembra un mix tra una mucca e capra.

I primi turisti stranieri sono stati autorizzati ad entrare in Bhutan nel 1974.

Oggi, per visitare il Bhutan, tutti i turisti devono viaggiare con un tour operator e pagare una tassa minima di $ 250 al giorno, che comprende trasporto, alberghi, ingressi, guide.

testo e foto by PASSOININDIA

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Vi presento Passoinindia Tours. Per chi ama viaggiare.

A Passoinindia siamo anche viaggiatori e ben sappiamo quanto sia importante la scelta del tour operator a cui affidarsi. Per viaggi in India, Bhutan, Nepal, Sri Lanka, Tibet, Isole Andamane e Maldive ce n’è uno in particolare, di cui conosciamo affidabilità, professionalità e convenienza. E’ Passoinindia Tours, tour operator parlante italiano con sede a Nuova Delhi, che ci è particolarmente gradito perché ideato, tempo fa, da amici e collaboratori di questo blog.

Vale la pena visitare il suo sito www.passoinindia.com per trovare idee di viaggio per tutte le esigenze, accurate descrizioni degli itinerari e splendide immagini. Se volete quindi un’esperienza indimenticabile che vi resti nel cuore affidatevi a loro e preparate valigia o zaino in spalla che sia… sarà comunque la scoperta di nuove prospettive… proprio ciò che ci si aspetta da un Viaggio.

Visitalo, ci piacerebbe un’opinione e se ti piace, consiglialo anche ai tuoi amici…

Il sito http://www.passoinindia.com è visibile anche su mobile.

In copertina, la pagina di apertura del sito.

Sotto, la pagina di un itinerario.

immagine ladakh per wix

ll monastero di Chimi Lhakhang e i suoi simboli fallici.

Si raggiunge il monastero buddista di Chimi Lhakhang dopo una piacevole passeggiata tra le bellissime case antiche e i campi di riso. Siamo a Punakha, in Bhutan. Questo monastero è stato costruito in onore di Lama Drukpa Kunley vissuto tra il 15° ed il 16° secolo.  Egli era conosciuto come “uomo pazzo divino” perché era appassionato di donne e di vino ed aveva adottato modi blasfemi e non ortodossi per insegnare il buddismo. Lama Drukpa Kunley viene chiamato anche “il santo della fertilità ” e per questo motivo le donne di tutto il mondo vengono qui per essere bendette. È stato  infatti proprio lui a diffondere la leggenda che i simboli fallici dipinti sui muri e sulle case servissero a scacciare i demoni.

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Il fallo di Kunley, come dipinto, è chiamato la “Folgore di ardente sapienza”. Secondo la leggenda, questo Lama usava il proprio fallo per colpire le demonesse e trasformarle in divinità protettrici. Si dice anche che egli è “forse l’unico santo nelle religioni del mondo che si identifica quasi esclusivamente con il fallo e la sua forza creativa”. È per questo motivo che il suo fallo, come simbolo, è raffigurato sui muri delle case ed è presente nei dipinti Thangka dove egli è raffigurato con un “bastone di legno con la testa del pene”. Il monastero ospita oggi diversi falli di legno, tra cui uno con manico in argento che il santo pazzo si suppone abbia portato dal Tibet e che oggi viene spesso utilizzato, dall’ attuale Lama del monastero, per colpire le donne in testa come benedizione di fertilità. Tradizionalmente, in Bhutan, i simboli di un pene eretto in Bhutan sono utilizzati per scacciare malocchio e maldicenze.

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