Gesù morì in Kashmir?

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di Andrea Faber Kaiser autore di Jesús Vivió y Murió en Cachemira (traduzione di Ennio Tommassini)

“Gesù fu crocifisso venerdì verso il mezzogiorno. Prima che cadesse la notte, già morto, fu staccato dalla croce e il suo cadavere depositato nella grotta funeraria di Giuseppe di Arimatea, il cui ingresso fu chiuso con una pietra. La domenica seguente, il corpo di Gesù era inesplicabilmente sparito dall’interno della grotta. Si era compiuta la profezia biblica: era resuscitato dai morti. Dopo una breve permanenza sulla Terra durante la quale i suoi discepoli entrarono in contatto con lui, Gesù ascese al Cielo, dove è seduto alla destra del Padre. Questo è dogma di fede per la religione cristiana.

Ma, d’altra parte, nel settore Khanyar della città di Srinagar, capitale dei Cascemir, è sepolto il corpo di Gesù nella cripta conosciuta con il nome di “Rozabal“. Come spiegare che Gesù è seduto in Cielo e nello stesso tempo giace morto nel Cascemir? Qualche cosa non quadra, a partire dal fatto certo della crocifissione.
In verità, è in dubbio proprio la morte di Gesù sulla croce. Perché non ci sono dati storici che avvalorino questa morte. Inoltre nessuno presenziò alla Resurrezione.
In cambio ci sono degli indizi storici di un uomo con idee e filosofia identiche che, a partire da quegli anni, marcia verso l’est, lasciando testimonianze della sua vita e dei suoi atti. Un uomo che s’incammina verso il Cascemir, si stabilisce in questo paese e muore in esso.
Edificate su questi pilastri, le pagine che seguono (ndr: sta parlando del suo libro) espongono la possibilità che Gesù non sia morto sulla croce, ma che una volta curate le ferite causate dalla crocifissione, intraprendesse la fuga verso l’est, in cerca delle dieci tribù perdute di Israele. Queste tribù si trovavano molte migliaia di chilometri all’est della Palestina. Così, una volta abbandonata la terra biblica, Gesù, in compagnia di Maria e per determinati tratti della sua marcia anche da Tommaso, avrebbe intrapreso un lungo viaggio in direzione dell’Oriente, viaggio che lo avrebbe portato verso il Cascemir, il cosiddetto “Paradiso sulla Terra”. Maria, non sopportando i disagi del lungo viaggio, sarebbe morta lungo il cammino, nel Pakistan, a pochi chilometri dalla frontiera col Cascemir. La tomba di Maria viene venerata anche oggi come la tomba della Madre di Gesù. In quanto a Lui, stabilitosi nel Cascemir, avrebbe cominciato lì una nuova vita e sarebbe morto, ad una età molto avanzata, di morte naturale. Nel momento della sua morte egli sarebbe stato assistito da Tommaso, che in seguito sarebbe ritornato sui suoi passi, fino alla tomba di Maria, per continuare di qui il suo viaggio definitivo a sud dell’India, dove anch’egli sarebbe morto più tardi.
Ritorniamo a Gesù, obiettivo centrale di questo libro. 
Il fatto concreto è che la sua tomba è venerata ancora oggi a Srinagar, capitale del Cascèmir.
Leggende, tradizioni e testi antichi riportano questa seconda vita di Gesù nel nord dell’India. Da questi documenti sappiamo che Gesù ebbe dei figli nel Cascemir e che, per effetto della sua unione con una donna, un uomo, Basharat Saleem, può oggi affermare di essere il discendente vivente di Gesù.
Ci sono dei testimoni che fanno supporre che Gesù scelse deliberatamente questo punto del mondo per intraprendere la seconda tappa della sua vita, per quanto egli fosse già stato qui durante gli anni della sua giovinezza, sebbene la Storia Sacra non sappia spiégarci la sua residenza né le sue attività. Effettivamente un viaggiatore russo, Nikolai Notovitch, trovò, alla fine del secolo scorso, nel territorio lama di 
Hemis in Ladakh, regione limitrofa tra il Cascemir e il Tibet, copia dei testi storici da secoli conservati dai Lama dell’Himalaya, nei quali si narra il primo viaggio di Gesù in India, quando era assai giovane; precisamente durante i diciotto anni di cui la Bibbia conserva il silenzio circa i movimenti della sua persona. Una lunga lacuna di diciotto anni che, a dar retta al testo biblico, potrebbe suscitare seri dubbi circa l’identità reale del Bambino Gesù con questo Gesù-Uomo, figura centrale del Nuovo Testamento.
Però non solo il Nuovo ma anche il Vecchio Testamento sono vincolati al Cascemir. In effetti, già molto tempo prima la fertile valle del Cascemir sembra essere stata una terra legata alla Storia Sacra biblica: oltre alle tombe di Gesù e di Maria, una piccola comunità giudaica, stabilitasi nella montagna, continua a custodire nel Cascemir, da circa 3500 anni, la tomba del suo capo ancestrale: 
il profeta Mosè. Anche qui l’ipotesi Cascemir” supplisce a una lacuna considerevole del testo biblico. Secondo la Bibbia nessuno sa dove sia localizzata la sepoltura di Colui che fu guida del popolo ebreo. Tutte le referenze che la Bibbia ci offre non sono valide e i nomi menzionati non hanno riscontrato nella geografia reale. Viceversa tutti questi nomi si trovano nella Valle del Cascemir. E lì precisamente venerano da diverse migliaia di anni la tomba di Mosè.
Però non solo Gesù e Mosè legarono alle posterità le loro tombe nel Cascemir, ma una infinità di nomi propri di quel paese e un gran numero di toponimi, nomi di luoghi, comunità,di paesi e di semplici prati e valli, ci parlano del passaggio di Gesù e di Mosè per le terre del  Cascemir.

Queste analogie non sono una cosa nuova. Nella storia persiana e in quella del Cascemir sono frequenti questi temi e si ripetono ancora ai nostri giorni. La tradizione popolare del Cascemir li ha conservati attraverso i secoli fino ad oggi. Dalla fine del secolo scorso una setta islamica, estesa in tutto il mondo, si occupa di studiare la tomba di Gesù nel Cascemir, con tutte le riserve inerenti al suo carattere settario. Ha anche pubblicato diversi libri su questo tema.
Ai nostri giorni un archeologo di assoluta imparzialità, il professor Hassnain, direttore degli Archivi, Biblioteche e Monumenti del Governo del Cascemir, sta studiando intensamente le possibilità di questa ipotesi: 
una seconda vita di Gesù e di Mosè nel Cascemir. Nella stessa capitale di -quel Paese, Basharat Saleem, il discendente in via diretta di Gesù, conserva l’albero genealogico della sua famiglia che, cominciando da Gesù, giunge integro e senza lacune fino alla sua persona.

Una realtà che è conosciuta solo a livello di investigazione e da un punto di vista settario da alcune persone sparse in tutto il mondo, è tuttavia sconosciuta alla stragrande maggioranza del pubblico, per cui credo che sia giunto il momento di rivelare che Gesù probabilmente non è morto sulla croce, ma che, dopo aver vissuto una seconda tappa della sua vita in terre lontane, è morto in età molto avanzata di morte naturale. Così Egli avrebbe compiuto effettivamente la missione per la quale fu inviato in terra, missione che includeva l’incontro e la predicazione alle tribù perse di Israele, tutti i figli figli di Israele.

Le pagine che seguono (ndr: parla del suo libro) vogliono essere un dossier riassuntivo di quanto oggi si sa circa la seconda vita di Gesù e la possibile morte di Mosè nel Cascemir. Esse sono un complemento del testo biblico e stabiliscono dei ponti razionali sopra alcuni vuoti, peraltro ben chiari, che offre la lettura del testo biblico. Per la corretta lettura e interpretazione di questo libro, debbo segnalare che i nomi Yusu, Yusuf, Yusaasaf, Yuz Asaf, Yuz-Asaph, Yuz-zasaf, Issa, Issana, Isa, che appaiono nei testi e nelle leggende del Cascemir, sono tutti traduzioni del nome Gesù. Pertanto, quando parlo di Gesù, posso riferirmi a qualunque delle traduzioni del suo nome, nelle lingue cascemir, araba o urdu. Si riferiscono anche al nome di Gesù dei prefissi toponimici, come per esempio Yus -, Ish -, o Aish. Musa viceversa è il nome arabo con il quale si conosce osè nel Cascemir.
Per chiudere questa breve introduzione voglio sia ben chiaro il principio che questo non è un libro ahmadiyya -gli ahmadiyyas costituiscono un movimento islamico che venera la tomba di Gesù in Srinagar- né è stato promosso, sovvenzionato o appoggiato da nessun tipo di setta, movimento o gruppo. È semplicemente il frutto di un lavoro particolare, il risultato dell’investigare alcuni fatti che possono illuminare con una nuova luce i passaggi oscuri della vita di Gesù.”.

Andrea Faber Kaiser

luglio 1976

(traduzione di Ennio Tommassini

dal sito :

http://www.isvara.org/it/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=2&id=1306&Itemid=100093

chi è Andrae Faber Kaiser: http://ca.wikipedia.org/wiki/Andreas_Faber-Kaiser

il suo libro: Jesús Vivió y Murió en Cachemira

per un video

16 thoughts on “Gesù morì in Kashmir?

  1. Sapevo da molto tempo che in Kashmir c’è la ‘supposta’ tomba di Gesù. Francamente non mi sono mai messa a studiare o a pormi questo problema. Però sul fatto che son ci sono prove storiche sulla morte di Gesù, non so che dire. Se accettiamo Gesù come personaggio storico ed accettiamo i Vangeli come documento in parte storico, nei Vangeli è amplamente documentata la morte di Cristo. Così come sono documentate le vite di altri famosi personaggi per i quali farebbe fede unicamente la Bibbia. Poi ci sarebbero le testimonianze degli apostoli e delle persone che conobbero Gesù. Però, ripeto, non ho studiato a fondo il tema.

    • passoinindia scrive:

      Si, anche io lo sapevo da tempo e ho voluto approfondire. Oltre ogni profilo di tipo strettamente religioso, mi sembra comunque importante che si trovino tracce di Lui nel mondo; mi è stato raccontato che anche in Turchia ci sarebbero testimonianze di vangeli apocrifi. Così come mi colpisce l’esistenza di una testimonianza di stampo cattolico in una terra, il Kashmir, a prevalenza musulmana. L’autore di questo libro del 1977 fa anche un riferimento ad una setta musulmana che sostiene fermamente la presenza di Gesu’ in Oriente! Durante una mia visita in India ho potuto constatare la presenza di una statua di Gesu’ all’interno di un tempio hindu, così come c’erano anche quelle di Platone, Aristotele ed altri grandi personaggi storici. Quindi è quasi indiscutibile il passaggio di Gesu’ sulla Terra, discutibile è dove sia andato, tutto il resto è fede.Grazie della visita.

  2. Ipotesi interessante, approfondirò, grazie!

  3. Giò scrive:

    ho letto i testi sia di Notovitch”la vita sconosciuta di Gesù”che”Sulle tracce di Gesù l’esseno”di Hassnain,in cui si approfondiscono proprio le parti che nella Bibbia sono oscure.,e ci si rende conto che questo legame con l’oriente spiega quanto gli insegnamenti di Gesù ci riportino a quei luoghi.Ne ho spesso parlato con persone che si sono sentite messe un pò in crisi da queste “scoperte”,ma che cambia rispetto alla grandezza del maestro Gesù?il suo insegnamento è comunque universale,non legato ad un posto fisico,è la fede che suscita in noi che è importante….grazie di aver trattato questo argomento Giò

    • passoinindia scrive:

      La penso esattamente come te. Questa è storia (o ipotesi di storia), la fede è una cosa diversa indiscutibile. E poi, tutto sommato vorrei che fosse vero perché mi piace pensare a un Gesù “viaggiatore”. Se ne sai qualcosa di più scrivimi, lo pubblicherò.

  4. marcellavincenzo scrive:

    La morte e la resurrezione sono un “mistero della fede” e i misteri non vanno interpretati ma semplicemente accettati oppure si possono fare mille congetture.
    Per secoli l’uomo ha cercato di spiegare fenomeni incomprensibili permeandoli di mistero e costruendo leggende, miti solo per darsi una spiegazione, perchè si sà l’uomo è razionale ed ha bisogno di darsi delle spiegazioni anche quando non ce ne sono…ora vi sembra razionale pensare che un uomo possa sopravvivere alla crocifissione?Gesù era un uomo in carne e ossa o un supereroe?

    • passoinindia scrive:

      Ciao, intressante la tua riflessione.Per me c’è storia e fede. Come ho detto, la fede è indiscutibile e personale. La storia è un dato empirico e, secondo me, non fa male conoscerne le varie versioni. . Pensa che addirittura qualcuno sostiene che a morire in croce non fosse quel Gesù ma qualcun altro per errore morto al posto suo. Chissà. Se credo in Dio non mi fa nessuna differenza sapere dove è morto Gesu’. Grazie del tuo commento.

  5. AlexG scrive:

    interessante tesi.

  6. masticone scrive:

    Sei sempre una donna piena di spunti interessanti

  7. […] e antropologo russo Nicholas Roerich) e altri elementi (a cominciare dalla presenza della presunta tomba di Maria in Pakistan) si potrebbe oggi corroborare l’itinerario che avrebbe seguito Gesù, sopravvissuto alla […]

  8. […] e antropologo russo Nicholas Roerich) e altri elementi (a cominciare dalla presenza della presunta tomba di Maria in Pakistan) si potrebbe oggi corroborare l’itinerario che avrebbe seguito Gesù, sopravvissuto alla […]

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