Lettere contro la guerra.

 

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Nel 2002 viene pubblicato questo libro di Terzani che raccoglie parte delle sue lettere pubblicate sul Corriere della Sera dopo il tragico avvenimento dell’11 settembre 2001. Un libro attuale più che mai, righe di cronaca vissuta dentro la guerra e l’invito a scegliere la pace e quindi la vita. Utile anche per capire il presente tristemente uguale al passato.

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Cuccette per signora.

Akhila, indiana, ha quarantacinque anni, è nubile e senza figli. Akhila, una vita tranquilla, senza grandi balzi, ha una grande voglia di fare esperienze e così, un giorno, prende con sé i suoi coloratissimi sari e lascia Bangalore per salire su un treno e raggiungere, sola andata, un paese di mare. Nello scompartimento riservato alle signore (fino agli inizi del 1998, infatti, sui treni notturni vi erano scompartimenti di seconda classe a loro riservate), in quel viaggio notturno, si intrecciano i racconti di vita di Akhila e delle sei donne che vi incontra. Così Anita Nair, la scrittrice di CUCCETTE PER SIGNORA, espone, attraverso le esperienze dei suoi personaggi, la condizione femminile nell’India di oggi, i sogni delle donne, le loro aspirazioni troppo spesso limitate dalle strette tradizioni e dagli inflessibili dogmi culturali e religiosi. In quel tratto di strada insieme, ognuna di loro si spoglia del proprio ruolo scelto per lei dalla famiglia e tira fuori se stessa senza correre, finalmente, il rischio di essere per questo emarginata, criticata, additata. E’ un viaggio che porta fino alla consapevolezza di una educazione patriarcale indiscussa che ha unilateralmente deciso le sorti delle donne e che adesso vorrebbe trasformarsi nella capacità di trovare un nuovo ruolo, una collocazione sociale che ne riconosca intelligenza, sensibilità ed istruzione. Il romanzo è stato scritto nel 2001, edito da Neri Pozza. Buona lettura.

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Appunti di viaggio

Ci fa piacere segnalare questo post di SERGIO FERRAIOLO – Uno sguardo sul mondo –  perché un po’ “siamo di parte” visto che trattiamo l’argomento INDIA e perché anche noi amiamo questi luoghi:

Il libro è:

LADAKH, ZANSKAR, KASHMIR. Appunti di un viaggio nato per caso.”,  in:

Appunti di viaggio. SERGIOFERRAIOLO.WORDPRESS.COM che scrive:

Vacanze natalizie. Momenti di calma. Ho realizzato un progetto a cui tenevo molto e sempre rimandato. Negli anni scorsi ho visitato più volte il nord dell’India, il Ladakh, lo Zanskar e il Kashmir.

Monasteri, laghi alti e laghi bassi, montagne, barche strane, persone meravigliose, scuole in paesini sperduti.

Posti lontani, meravigliosi, parecchio lontani dal nostro mondo come cultura e stile di vita. I ricordi sono ancora intensi ma con il tempo si affievoliscono. Ho deciso di fermarli scrivendo qualche appunto di viaggio. Utile per me, per non dimenticare una bellissima esperienza. Utile, spero, per chi volesse vivere le mie indimenticabili emozioni. La tecnologia si evolve e Amazon rende disponibile una forma facilitata di pubblicazione.

Il “libro” è qui, a questo indirizzo: http://www.amazon.it/Ladakh-Zanskar-Kashmir-Appunti-ebook/dp/B00AXKSTJG/ref=sr_1_4?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1357552834&sr=1-4“.

I miei 35 motivi semiseri per amare la Letteratura

Leggete questo post di TRA SOTTOSUOLO E SOLE, particolarmente meritevole di attenzione.

I miei 35 motivi semiseri per amare la Letteratura (antoniodileta.wordpress.com)

Sono immerso nella lettura della “Critica della ragione pura” di Kant e quindi ho meno tempo a disposizione per leggere altro o scrivere articoli. Ho pensato, così, di “barare”, ripubblicando un mio vecchio articolo, scritto e pubblicato marzo. All’epoca il mio blog era molto meno seguito, ma a qualcuno piacque questa mia lista semi-seria. La propongo anche a chi mi “segue” da meno tempo. Spero che voi abbiate altrettanti e maggiori motivi di amare la Letteratura. :)

  • perché quando sono in fila alla posta, dal dottore o altrove posso attendere il mio turno senza morire di noia
  • perché l’ultima pagina de “La nausea” di Sartre mi fece piangere
  • perché ogni anno, il 19 marzo, quando nel mio paese accendono i fuochi per la festa di S. Giuseppe, penso al finale de “La luna e i falò” di Pavese
  • perché leggendo non ho scoperto il senso della vita, ma ho scoperto che anche se non c’è alcun senso “bisogna immaginare Sisifo felice”
  • perché quando mi chiedi un consiglio di lettura, anche se vorrei baciarti romanticamente in riva al mare o fare sesso selvaggio con te nel bagno di un pub, io ti consiglio qualcosa e non capisco mai se ho fatto bene a tacere tutto il resto
  • perché la villetta comunale del mio paese certe volte mi è sembrata davvero Pietroburgo
  • perché posso fare un elenco come questo
  • perché un giorno un bibliotecario mi disse che ero una delle persone più interessanti che aveva visto, che stavo seguendo un certo percorso che mi avrebbe portato…e non finì la frase, al che sospettai che alludesse alla pazzia
  • perché in fondo adoro il pensionato rompiballe che mi ripete da decenni che leggo troppo
  • perché se passeggio senza un libro in mano, mi sento come se non portassi le mutande
  • perché mi rendo conto di quanto sia ridicolo passeggiare sempre con un libro in mano
  • perché quando vedo su un treno una ragazza che legge un libro, penso sempre che potrei innamorarmi
  • perché mio nonno ha vissuto benissimo senza leggere tanti libri, probabilmente era una persona “migliore” di me, e mi diceva sempre di mettermi al sole per leggere
  • perché mi piace
  • perché, più o meno, quando accarezzo un libro è come se accarezzassi il volto di una donna, più o meno
  • perché posso rileggere lo stesso libro più volte, e non è mai come la prima volta
  • perché ricordo quando un mio amico mi rispedì in faccia “Delitto e Castigo”, dandomi dell’ “introspezionista di merda”, ma poi lo lesse e disse che avevo ragione
  • perché non si dovrebbero citare così spesso gli altri, ma se qualcuno ha detto prima di me qualcosa che non riesco a esprimere, allora mi sento in diritto di abusare di citazioni
  • perché mi piace vedere nelle tessere dei libri che prendo in prestito in biblioteca i nomi di chi ha letto lo stesso libro prima di me, immaginare chi è, cosa fa
  • perché il Maestro alla fine trovò Margherita
  • perché se leggo un capolavoro capisco che devo smettere di scrivere
  • perché ho tempo per farlo
  • perché da un filosofo ho imparato che le passioni umane non bisogna deriderle, compiangerle o condannarle, ma cercare di capirle
  • perché l’odore di un libro non mi manda in estasi, ma lo preferisco ad altri profumi
  • perché quando scopro un autore che non conoscevo e mi entusiasma mi chiedo come potessi fare a non conoscerlo
  • perché non sono sicuro che la letteratura serva a evadere dalla realtà, ma sono sicuro che mi ha consentito di non finire in un luogo dal quale avrei dovuto evadere
  • perché quando incontro un amico che non vedo da mesi o anni, riprendiamo a parlare di Nietzsche, Dostoevskij, Kafka e Camus come se ci fossimo lasciati tre minuti prima
  • perché il rischio di apparire un borioso pseudo – intellettuale è ampiamente sovrastato dalla piena consapevolezza di essere solo un lettore appassionato
  • perché mi basta leggere una poesia di Baudelaire per capire che qualcuno si confonde se pensa che basti bere vino per diventare poeti
  • perché avere tante voci nella mia testa che mi parlano non sarà salutare, ma sarà peggio quando non ne avrò nemmeno una
  • perché la letteratura non mi ha cambiato la vita, ha contribuito a conservarla
  • perché “anche se non c’è amore, a volte c’è qualcos’altro”
  • perché quando vedo un bambino che in biblioteca legge un libro sono contento per lui
  • perché anche gli scrittori mentono, qualcuno completamente, qualcuno poco, magari qualcuno per niente, ma siccome anch’io mento, e persino a me stesso, siamo alla pari
  • perché leggendo ho capito che è solo un bisogno di certezza, di totalità, di essere rassicurati che ci spinge a fare gli elenchi di 10 o 100 oggetti, domande, desideri, etc, e perciò questo elenco finisce così, per ora.”.