Dal di lenticchie (ricetta indiana)

E’ semplicissimo cucinare questo piatto tipico della cucina indiana.
In una casseruola mettete un poco di olio e, ad olio caldo, dei semi di cumino. Quando questi cominciano a sfrigolare aggiungete della cipolla e dell’aglio tagliati a piccoli pezzettini e un poco di zenzero, possibilmente fresco. Lasciate cuocere per alcuni minuti di modo che tutto rilasci il suo sapore. Aggiungete dunque del pomodoro tagliato a pezzettini, della polvere di curcuma e del curry (il misto di spezie indiano). Se vi piace il piccante potete utilizzare anche del peperoncino o della paprika in polvere. Lasciate che il pomodoro si amalgami agli altri ingredienti e si disfi. Mettete quindi in pentola le lenticchie (se secche devono essere prima tenute in ammollo dalla sera prima e ci stanno di più a cuocere, se utilizzate quelle in scatola, magari bio, sciacquatele bene e mettetele in pentola con dell’acqua e aggiungete il sale).
Separatamente bollite il riso basmati, fino a che sia cotto al punto giusto.
Potete anche accompagnare questo piatto con il chapatti, il buonissimo pane indiano e trovate qui la ricetta https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chapati-il-pane-indiano-ricetta/

(per vedere altre ricette via alla categoria “cucina”)

https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/

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by PassoinIndia

Rajasthan, la terra dei re

Viaggio in Rajasthan, India del Nord. 

Il Rajasthan, la terra dei Raja, cioè dei grandi re meglio conosciuti come maharaja, è uno degli Stati indiani più visitati. Il Rajasthan, la cui superficie è pari a più o meno a quella dell’Italia, è probabilmente l’India che è nell’immaginario, quella degli antichi palazzi, dei forti, delle splendide dimore: sono le testimonianze lasciate, al tempo del feudalesimo, dai guerrieri Rajput che, a partire dal VII-VIII secolo, dominarono la scena politica dell’India settentrionale e che furono proprietari di feudi e palazzi che difesero strenuamente dagli arabi cui dovettero soccombere nel XI secolo. Sebbene la storia artistica dei rajput sia cominciata vari secoli prima, è allora  che nacque un nuovo stile architettonico unico, risultato della commistione tra l’arte rajput e quella moghul che caratterizzò i magnifici edifici costruiti tra il XIII e il XIX secolo che ancora oggi ammiriamo. Nel XVI ha inizio la grande dinastia dei Moghul, di origine turco-mongola e discedenti di Gengis Khan, la cui etnia era destinata a fondersi con quella indu dei maharaja, quegli stessi che, con alcune eccezioni, avrebbero stretto più tardi alleanze con gli inglesi che …. CONTINUA QUI https://www.passoinindia.com/single-post/2016/04/06/Viaggio-in-Rajasthan-la-terra-dei-re

Per itinerari di viaggio in Rajasthan https://www.passoinindia.com/nord-india

Il parlare

Il Parlare (conversazione con il profeta)

E uno studioso domandò: Parlaci del Conversare?

Ed egli rispose:

Voi parlate quando non siete più in pace con i vostri pensieri;

E quando non potete più abitare nella solitudine del cuore, vivete nelle labbra, e il suono è distrazione e passatempo. E in molti vostri discorsi, il pensiero è quasi ucciso. Perché il pensiero è un uccello dell’aria, che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non può certo volare.

In mezzo a voi ci son di quelli che cercano i loquaci per paura di star soli.
Il silenzio della solitudine scopre il vuoto ch’è in loro, che invece vogliono fuggire.
E ce ne sono che parlano, e senza intenzione o sapere rivelano una verità che neppur essi comprendono.

E c’è chi ha in sé la verità, ma non la esprime con parole. Nel suo petto lo spirito dimora in armonioso silenzio.

Quando incontrate un amico per la strada o nella piazza del mercato, lasciate che lo spirito ch’è in voi muova le vostre labbra e diriga la lingua, E che la voce nella vostra voce parli all’orecchio del suo orecchio;

Perché l’anima sua conserverà la verità del vostro cuore come un vino di cui si ricorda il sapore,
Anche quando il colore sarà dimenticato e il vaso più non esiste.


Brano tratto dal libro “Il profeta” di Kahlil Gibran (1883-1931), poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense. Il libro è stato pubblicato nel 1923. Un punto di incontro tra oriente ed occidente.

CHAPATI, IL PANE INDIANO (RICETTA)

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COME FARE IL CHAPATI INDIANO (PANE)

Gli ingredienti utilizzati per fare il chapati (o chapatti) sono farina, acqua, sale, olio. Considerate che In India la farina viene spesso macinata ancora a mano e risulta essere un misto di miglio, orzo, grano saraceno e grano. Dunque, se volete usare questo tipo di farina, in Italia potete acquistarla nei negozi indiani. Un buon rimedio sostitutivo è l’utilizzo di farina integrale (2/3) e farina bianca (1/2); alcuni usano solo la farina di frumento integrale. Provate.

Si mette la farina in una ciotola e si aggiunge l’acqua e il sale e si lavora con forza fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. Poi si divide il composto in palline che dovete appiattire, rendere tonde e schiacciarne i bordi facendole girare nelle vostre mani per renderle più morbide. Poi tiratele con il mattarello. Devono essere tonde e di circa 15 centimetri.

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Il chapati viene cotto dentro una particolare padella in ferro (tawa) che diffonde il calore in modo uniforme ma va benissimo usare una padella antiaderente (non mettete olio nella padella). Quando la padella è ben calda appoggiarvi sopra il chapatti. Giratelo (se volete con le mani oppure utilizzando una pinza da cucina – ad esempio quelle in silicone resistenti alla calda temperatura – e facendo attenzione a non bucarlo).

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Se il chapati è ben riuscito si deve gonfiare (e poi sgonfierà risultando simile ad una piadina italiana). Può essere poi anche esposto per un istante direttamente alla fiamma viva facendolo così gonfiare di vapore, e in questa forma viene chiamato “Gujrathi phulka”. Occhio a non bruciarvi e a non bruciarlo!

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E’ povero di grassi,  non contiene lievito ed è un ottimo sostituto del pane.

Alla fine spalmatevi sopra del ghee, il burro chiarificato. Per mantenerli ben caldi fino a che siano tutti pronti, disponete i chapatti dentro un piatto e coprite con un canovaccio o carta stagnola, così da mantenerli caldi.

Questo pane è tipico della cucina indiana (in hindi è chiamato anche bajra roti, ed assume altre denominazioni a seconda della regione) ed è diffuso anche in alcune aree del Medio Oriente e in diversi Paesi dell’Africa orientale. In India il chapati viene preparato ogni giorno per accompagnare piatti di carne, pesce e verdura, ad esempio il dal (zuppa di lenticchie) o, con la zuppa di ceci al curry (https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/)

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Il chapati è solo uno dei tanti tipi di pane indiano. Accompagnatelo alle pietanze. Gli indiani lo mangiano facendolo a pezzettini ed usandolo per raccogliere il cibo dal piatto.

Aiutatevi con questo video di una famosa cuoca indiana molto brava. E’ in inglese ma ben capibile vedendo le immagini. Con le nostre istruzioni ed il video avrete la ricetta originale indiana!

Testo by PassoinIndia

http://www.manjulaskitchen.com/roti-chapati-flat-indian-bread/

 

Altre ricette

CECI AL CURRY

https://passoinindia.wordpress.com/2018/12/30/chana-masala-ricetta-indiana-di-ceci/

PANEER – FORMAGGIO INDIANO FATTO IN CASA

https://passoinindia.wordpress.com/2016/08/30/la-ricetta-per-fare-a-casa-il-paneer-il-formaggio-indiano/

 

 

 

 

 

Chana masala (ricetta indiana di ceci)

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Cuocete i ceci secchi oppure utilizzate quelli in scatola (lavateli sotto l’acqua fredda). Mettete dell’olio in una pentola e, quando è caldo, aggiungete semi di cumino; quando sono belli rosolati aggiungere cipolla a pezzettini, aglio sminuzzato e un po’ di zenzero (esiste anche in polvere ma quello fresco ha un sapore più deciso). A doratura, aggiungete anche un pomodoro sminuzzato, curcuma (polvere), peperoncino (secondo vostro gusto sul piccante), sale e curry (se non vi piace troppo il curry potete metterne anche pochissimo, il piatto sarà comunque buono). Dopo qualche minuto aggiungere i ceci cotti e un poco di acqua (il piatto finale deve risultare non troppo asciutto, a meno che a voi piaccia più così). Lasciare cuocere per circa 20 minuti. Gli indiani lo consumano anche con il riso basmati (bollito separatamente e posto nel piatto a fianco dei ceci) e al chapatti, il loro pane tipico (che potete sostituire con una piadina).
Buon appetito.
by Passoinindia

No violence against women

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.

KAHLIL GIBRAN (scrittore e poeta indiano)

 

Tempo per dimenticare il tempo

In oriente si fa tutto con calma, con quell’equilibrio di cui si è perduto in occidente persino il ricordo; noi corriamo e ci manca il fiato, essi hanno il tempo per dimenticare il tempo, è il segreto per vivere ancora con se stessi, la meravigliosa facoltà che permette di restare in bilico tra noi e gli altri, tra il concreto e l’astratto.”

(Giuseppe Tucci 1894 – 1984) orientalista, esploratore, storico delle religioni e buddhologo italiano. Autore di circa 360 pubblicazioni, tra articoli scientifici, libri ed opere divulgative, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan ed Iran. Durante la sua vita, era unanimemente considerato il più grande tibetologo del mondo. Nel 1933 fondò assieme a Giovanni Gentile l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma.

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Foto di Raghubir Singh famoso fotografo indiano (1942-1999)

L’uomo che ha costruito un piccolo Taj Mahal

Faizul Hasan Qadri, pensionato di 83 anni, di Kaser Kalan, nello Stato di Uttar Pradesh, ha ceduto alle ferite dopo un investimento stradale, qualche giorno fa. Quest’uomo è diventato famoso per aver costruito una replica del Taj Mahal adiacente alla sua casa nel villaggio, in memoria della defunta moglie,  e per aver donato la sua terra per la costruzione di una scuola statale per ragazze che ora è completamente terminata.

La moglie di Qadri Tajamulli Begum era morta a causa di un cancro alla gola nel dicembre del 2011. I due si sposarono nel 1953. La coppia non aveva figli. Qadri aveva iniziato  la costruzione di una replica del Taj Mahal dopo la morte della moglie che ha seppellito all’interno della struttura lasciando uno spazio accanto alla sua tomba per lui stesso quando sarebbe morto. Il suo sogno, tuttavia, si era fermato a febbraio 2014 quando Qadri aveva esauríto  le finanze, promettendo però che avrebbe completato la struttura con ciò che sarebbe riuscito a risparmiare. 
Nell’agosto 2015 Qadri, chiamato dall’ex primo ministro UP Akhilesh Yadav a Lucknow, aveva gentilmente rifiutato l’assistenza finanziaria che Yadav gli aveva offerto per il completamento della costruzione. Aveva richiesto invece la realizzazione di un college per ragazze gestito dal governo per il quale in seguito aveva donato la sua terra. La scuola è ora completata. “Aveva risparmiato quasi due lakh di Rs. e stava per venire con me a Jaipur per l’acquisto del marmo per il suo mini Taj Mahal affinché assomigliasse ancor più a quello originale di Agra “, ha detto Aslam, il nipote.
Per la costruzione, Qadri aveva venduto un pezzo della sua terra agricola oltre ai gioielli in oro e argento della moglie e aveva iniziato a lavorare con l’aiuto di un muratore locale. “La struttura è costruita sulla mia terra e ho cercato di piantare alcuni alberi intorno ad essa e di avere un piccolo corpo idrico nella sua parte posteriore. Tuttavia, il lavoro è stato in gran parte bloccato a causa delle finanze essendo i costi del marmo alti. Un certo numero di persone mi ha offerto denaro, ma mi sono rifiutato di accettarlo fino ad ora. Questo è il mio impegno personale per la mia defunta moglie e incarna il mio amore per lei. Quindi dovrei farlo da solo “, aveva detto Qadri ad Hindustan Times durante un visita nell’ agosto 2015.
Ora, il nipote di Qadri è desideroso di esaudire i desideri di suo zio e ha dichiarato che lo seppellirà accanto a sua moglie e terminerà, con il marmo, il piccolo Taj Mahal. “

Immagine Hindustan Times

Storia tratta da https://m.hindustantimes.com/delhi-news/man-who-built-mini-taj-mahal-for-wife-dies-in-road-accident/story-Zgnl0nFHKemsCRx94pD2sI.html