VENITE CON ME NEL KARMA (PARTE 6)

IL KARMA O LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO (a cura di Sabina Guzzanti)

Parte 6 (continua da parte 5)

Come si cambia  (Il Karma)

Scrive Nichiren Daishonin: «Mentre il saggio osservava i principi e assegnava i nomi a tutte le cose, percepì l’esistenza di una legge meravigliosa (myoho) dotata simultaneamente di causa ed effetto (renge) e la chiamò Myoho-renge. Questa Legge di Myoho-renge comprende in sé tutti i fenomeni dei dieci mondi e dei tremila regni, nessuno escluso. Chiunque pratichi questa Legge otterrà simultaneamente sia la causa che l’effetto della Buddità»(ibidem, vol. 9, pp. 11-12).
Il grande maestro T’ien-t’ai nel trattato sul Sutra del Loto scrive: «Qui il termine renge non è un simbolo, è l’insegnamento del Sutra del Loto. Tale insegnamento è puro e incorrotto e spiega minutamente la Legge di causa ed effetto. Perciò gli è stato dato il nome di renge o fiore di loto. Questo nome designa l’entità percepita nella meditazione sul Sutra del Loto, non è una metafora» (ibidem, p. 11).
La simbologia del loto ci rimanda al problema della trasformazione del karma.
Se, come abbiamo detto, gli altri sono uno specchio della causa karmica che esiste dentro di noi, cambiando questa causa l’ambiente in cui viviamo cambierà nella stessa misura.
È importante sottolineare che il cambiamento non è determinato dalla paura della punizione o dall’attesa di un premio. Il cambiamento invisibile che avviene dentro di noi e che porta a cambiamenti visibili nella nostra vita è solo quello che nasce da un’automotivazione, per decisione personale.
Se cambio per paura di una punizione, ad esempio, otterrò un effetto conseguente a quella paura; bisogna sempre ricordare che è l’intenzione o ichinen a plasmare il futuro, non l’apparenza.
Per comprendere fino in fondo la teoria del karma è necessario evitare le separazioni: comprendere che la mente non è separata dal corpo, l’io non è separato dall’altro, l’individuo non è separato dall’ambiente, la vita non è separata dalla morte, il presente non è separato dal futuro, noi stessi non siamo separati da noi stessi.
Il karma è ad ogni modo una forza profonda e difficile tra trasformare. Per vincere questa forza oscura che ci sottrae libertà e gioia sono necessarie una forte fede e una forte determinazione. Innanzitutto è importante verificare che la nostra mente sia rivolta verso il futuro. Se guardiamo al passato pieni di rimpianto o se viviamo alla giornata, senza avere un progetto, un sogno, qualcosa che ci spinga a migliorare e a porci tante domande su noi stessi e sulla vita, non faremo nessun progresso. La nostra esistenza sarà statica o retrocederà.
Nella vita quotidiana è importante mantenere sempre uno stesso ciclo: stabilire uno scopo, pregare con sincerità, sforzarsi al massimo per trovare un modo di realizzarlo (vale a dire agire) e ottenere un effetto (cioè realizzare l’obiettivo).
Non è sufficiente decidere una volta, è necessario mantenere questa decisione costante nel tempo. Ribadire con noi stessi la nostra decisione ogni volta che ci scoraggiamo, ci distraiamo o ci troviamo di fronte a un ostacolo sul nostro cammino che sembra troppo faticoso superare.
Mantenendo questo ciclo si accumulano esperienze che rafforzano la nostra fede. Ci fanno sentire che ciò che il Buddismo insegna corrisponde davvero al funzionamento della vita.
Preparare una grande determinazione è fondamentale ma non è però sufficiente. Nichiren Daishonin afferma: «Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra» (ibidem, vol. 4, p. 195). Il che significa che dopo avere preso una decisione dobbiamo continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo. In questo modo saremo in grado di:
– manifestare la saggezza del Budda, che è superiore alla nostra saggezza di comuni mortali e ci permetterà di trovare la soluzione più appropriata;
– avere più forza vitale e intraprendere quindi l’azione migliore;
– rendere l’ambiente favorevole al nostro sviluppo.
Mantenendo questo tipo di determinazione e di pratica, come scrive Daisaku Ikeda nella Rivoluzione umana «l’impossibile si trasforma in possibile».

8 thoughts on “VENITE CON ME NEL KARMA (PARTE 6)

  1. FalsoVero scrive:

    Si esatto, bisogna trovare quel punto di appoggio dove cominciare. Dove riusciamo a realizzare noi stessi e godere del presente, senza aver paura dei rimpianti.

    Un grande abbraccio

    • passoinindia scrive:

      un detto indiano dice” Karam Kar, fal ki chinta mat kar” vuol dire che ” tu fai il tuo karma, senza pensare ai risultati, perché a quelli ci pensa Dio”. Come scrive Coelho nel suo “L’Alchimista” : realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.

  2. Mr. Incredible scrive:

    Uno degli elementi che ritrovo nelle varie culture e religioni, per quanto sommamente ignorante in materia, é che Dio é in Noi. Anche nel primo Cristianesimo la corrente gnostica, poi sopraffatta, oltre che in vari vangeli poi dichiarati apocrifi, Dio é dentro di te, Dio é intorno a te. Senza intermediari.
    Purtroppo é un concetto troppo forte per essere metabolizzato, non possiamo sopportare il peso del nostro destino.
    Molto bella questa introduzione al Kharma, qui penso di aver capito la differenza con il concetto Induista.
    Tutto questo cozza con una frase bellissima di Stefano Benni che ben evidenzia la secolarizzazione dei nostri tempi: “tutte le volte che prendo un aereo voglio sapere se il Comandante crede nell’aldilá “.
    Bel Blog.
    Davvero

    • passoinindia scrive:

      Il merito è di chi ha scritto l’articolo e lo ha saputo fare così bene, in modo semplice e chiaro, ricco di contenuti e spunti. Non so dove sia Dio ma certo è dentro chi lo desidera e, secondo me, deve essere vissuto come un fatto assolutamente personale a prescindere da convenzioni e dogmi. L’India è impregnata di religiosità, la senti mentre cammini per le strade, ti resta dentro.
      Per me è religione anche vedere una certa serenità nelle persone che hanno poco o nulla. E là, credimi, ce ne sono tante.

  3. noruleswords scrive:

    Ho letto tutte e sei le parti che compongono quest’articolo.
    «Se qualcuno percuote l’aria con un pugno non si fa male, ma se colpisce una roccia si fa male… la gravità di un peccato dipende da chi viene offeso» (Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, p. 106).
    Ti spiazza nella sua illuminante semplicità.

  4. sorcière73 scrive:

    complimenti ottimo blog molto interessante.

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